GRRR! BAU! BAU!In una nota del Ministero dell’Interno si annunciano le date utili per il deposito dei simboli delle elezioni.

A parte il linguaggio anticamente burocratico, quello che stupisce è la procedura.

Negli anni sono stati emanati e reiterati regolamenti, leggi, raccomandazioni, editti, grida e quant’altro possibile per ribadire, sottolineare, ricordare e invitare l’uso della posta elettronica al posto della carta.

Ci siamo pure beccati la PEC, che è una mostruosità, ma ha forza di legge.

Era così difficile aprire una casella PEC e richiedere che tutto quanto venisse trasmesso in formato PDF per i documenti e PNG per le immagini e che i documenti fossero firmati elettronicamente? Ricordiamo che la PEC certifica la data di recapito, non il contenuto.

Sembra che il momento in cui sia possibile iniziare a fare la coda per il deposito non sia di dominio pubblico, ma sia noto a pochi. Ovviamente c’è qualcuno che lo sa e si fa trovare sul posto.

Questa è inutile burocrazia (intesa proprio in senso etimologico di potere degli uffici) che non fa altro che generare corruzione e non serve ad un accidente.

Inoltre, una volta ricevuta la documentazione, la si sarebbe potuta pubblicare online affinché fosse visibile e consultabile da tutti, senza bisogno di chiedere autorizzazioni per fare delle riprese video o fotografiche.