A cosa servono gli standard?

Come se non bastasse il fatto che il bello degli standard è che ce ne sono tanti tra cui scegliere, qualcuno ci mette del suo per inventarne di nuovi.

Stamattina sono andato da un cliente per configurare la sua nuova connessione a Internet, per far funzionare la quale era necessario che venisse steso un cavo UTP.

La persona che ha steso il cavo ha molto gentilmente pensato di realizzare anche i connettori UTP. Per scrupolo ho controllato la sequenza e al posto di quella standard mi sono trovato un fantasioso bArancio-Arancio-bVerde-Blu-bMarrone-Verde-bBlu-Marrone. La differenza era particolarmente marcata dal fatto di avere un marrone lì in mezzo a tutti gli altri colori.

Quando io mi trovo davanti a queste cose la prima domanda che mi pongo è “Perché?” Che senso ha inventarsi delle sequenze quando esistono quelle codificate?

Domande che resteranno senza una risposta.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

13 pensieri riguardo “A cosa servono gli standard?”

  1. Luigi….lasciamo stare che è meglio che io mi trovo cavi di rete passati nelle canaline della corrente oltre alla crimpatura fantasiosa.

  2. Ti do una spiegazione che è probabilmenete valida, perché ci sono passato anche io, tempo fa (moooolto tempo fa) come errato esecutore di questi cablaggi 🙂

    Chi mi ha “insegnato” a farli a suo tempo mi ha detto: “non importa l’ordine dei colori, l’importante è che rispetti la posizione, ma per con confonderti ricordati questa sequenza ABMV la A di Arancio prima e BMV come le Automobili, l’importante è poi “abbinare” il cavo bianco dello stesso colore”.

    Ovviamente finché facevo cavi più piccolo di 8 / 10 metri tutto funzionava (quasi) correttamente… Alla prima rete un po più lunga sono venuti i “DOLORI” :-)))

    Ovviamente oggi li eseguo correttamente e se vedo qualche rete non funzionante, la prima cosa che faccio è controllare l’ordine dei colori 🙂

    P.S. I primi pochi cavi che avevo crimpato correttamente sono stati ovviamente tutto “corretti” appena ho scoperto lo standard giusto.

    1. Ce ne sono di questi “untori” di cazzate.
      Alla fine degli anni ’90 una societa’ di Milano che faceva corsi ufficiali Microsoft per Windows NT 4 Server diceva a tutti i partecipanti che se andava giu’ il PDC “uno dei BDC si autopromuove a PDC dopo un certo po’ di tempo” (testuali parole, riferite da persone diverse”.

  3. Io mi sono comperato un tester Fluke da 1200 euro apposta per poter verificare queste cazzate qui e difendermi dall’attacco del cliente che dice “e` colpa tua se non va un razzo”. Ora posso dire con sicurezza “no, e` colpa dell’elettricista”.

    1. Io ho scelto una tattica diversa: o la LAN e’ certificata, o deve comunque funzionare.

      Con le connessioni Giga e con un portatile adesso e’ facile dimostrare che e’ il cavo che non va.

  4. Fino a che distanze il fattore schermatura puo’ non essere influente???

    Cioè un cavo con una sequenza random, che distanza puo’ raggiungere???

    Avete esperienze in questo senso???

    1. La sequenza dei connettori e’ concepita principalmente per evitare la diafonia (crosstalk).
      Se hai uno come me come SysAdmin, la distanza che puoi raggiungere dipende da quanto riesci a correre piu’ di me! 🙂 🙂 🙂

    2. Credo che intorno ai 8/10 metri inizi a creare dei problemi.
      Sotto quella lunghezza funzionano … magari non alla massima velocità, ma funzionano…

  5. Faccio cuocere mio fratello (e il suo tecnico di fiducia) ancora un po’ o gli svelo come riuscire a collegare un pos e un router “nel locale affianco”? 🙂

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