IPv6: chi è costui?

A differenza della pagina tecnica sull’IPv6, qui ci sono delle informazioni non tecniche. Il contenuto di questa pagina è da considerarsi in continuo aggiornamento.

Le informazioni che viaggiano su Internet sono trasportate da una serie (sarebbe più corretto definirli “strati”) di protocolli, alla base dei quali c’è l’IP (Internet Protocol).

Per definizione, ciascun computer connesso a Internet deve dialogare attraverso il protocollo IP.

Il compito del protocollo IP è di trasportare i pacchetti di dati tra i vari computer di Internet. Per fare questo, ciascun computer è identificabile attraverso un indirizzo univoco, in questo modo il protocollo IP riesce a trasportare i pacchetti di dati al destinatario corretto. I normali utilizzatori di Internet non vedono i riferimenti agli indirizzi IP perché un’apposita tecnologia, il DNS, trasforma quei numeri in nomi più facili da ricordare.

Il tipo di protocollo IP utilizzato in questo momento su Internet è detto anche IPv4.

L’IPv4 ha uno schema di indirizzi formato da 4 numeri decimali da 0 a 255 separati da punti, ad esempio  173.194.35.249

Con un po’ di conti si può determinare che il numero massimo di indirizzi rappresentabili da questo tipo di notazione è 232, ovvero 4.294.967.296. Per ragioni tecniche e storiche, il numero massimo di indirizzi effettivamente utilizzabili è inferiore, perciò gli indirizzi IPv4 sono in lento ma inesorabile esaurimento.

Per risolvere questo problema, all’inizio del secolo è iniziato lo studio di un nuovo tipo di protocollo IP, detto IPv6, con caratteristiche tecniche migliori e con una capacità di indirizzamento molto più elevata.

Gli indirizzi IPv6 si presentano in una maniera assai diversa e sono rappresentati da 8 gruppi di 4 cifre esadecimali separati da duepunti, ad esempio 2001:db8:8b4f:0345:bcad:4009:1428:57ab

Le cifre esadecimali (ovvero a base 16) sono formate dalle 10 cifre della normale numerazione araba (0 1 2 3 4 5 6 7 8 9) e dalle prime 6 lettere dell’alfabeto latino (a b c d e f). Per convenzione, nell’IPv6 le lettere si scrivono in minuscolo.

Facendo altri conti, possiamo determinare che il numero massimo di indirizzi rappresentabili con l’IPv6 è di 2128, ovvero 340.282.366.920.938.463.463.374.607.431.768.211.456. Anche qui ci sono indirizzi che, per vari motivi tecnici, non sono utilizzabili, ma non è certo un problema.

L’IPv6 non è solamente una questione di ampiezza di indirizzi, ma ci sono altre nuove tecnologie incluse nel nuovo protocollo. Inoltre lo spazio di indirizzi così ampio porterà ad una semplificazione di molte tecnologie di connessione a Internet e consentirà, a chi lo desidera, di accedere direttamente da Internet a dispositivi di casa propria.

L’adozione dell’IPv6 è lenta e volontaria finché non si arriverà ad un esaurimento vero e proprio degli indirizzi IPv4 assegnabili. In questo momento avere anche un indirizzo IPv6 non comporta vantaggi da un punto di vista operativo. In questa fase è il personale tecnico che deve fare pratica con la nuova tecnologia e con le metodologie di convivenza tra IPv4 e IPv6.

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