Il bello del software open

Il software open non sarà bello da vedere, non avrà un’interfaccia di design , non verrà venduto in confezioni fighe, non verrà promosso da commerciali cocainomani in gessato e gemelli, non sarà intuitivo, ma funziona!

Prendiamo un esempio a caso: la VPN.

OpenVPN è un orologio, si fatica (nemmeno poi tanto) per la configurazione iniziale, ma una volta fatta la prima le altre possono essere copiate da quella. Va in TCP e UDP, si può selezionare la porta, decidere il tipo di autenticazione e configurare mille altri parametri e raffinatezze.

È gratis e funziona.

Le altre soluzioni o sono vulnerabili, o sono care, o funzionano una volta su tre. Ci sono bellissime implementazioni di firewall commerciali che richiedono un bowser specifico, lanciano una granaiuola di applet Java non firmate (col cacchio che dico di fidarmi sempre!), lanciano un programma (solamente Windows, gli atri si attaccano) che dopo un’eternità stabilisce una connessione VPN… che non va!

OpenVPN va con qualsiasi tipo di trasporto e va sempre, basta solo configurarla correttamente.

Quando sceglierete la prossima VPN, pensateci bene.

code.NASA

La NASA ha lanciato il progetto Code.

Il progetto serve da punto di riferimento per tutte le iniziative open source della NASA. Oltre ai progetti attualmente in corso, sono disponibili le linee guida per creare altri progetti open.

Lo scopo finale del progetto, di cui sono previste varie fasi, è di avere una robusta piattaforma aperta per nuovi progetti open hardware e software e per il passaggio alla formula open dei progetti attuali.

L’ente spaziale americano si unisce, quindi, al coro di coloro i quali credono nella validità dei progetti aperti, in cui tutti quante le persone interessate offrono il loro contributo, anche se infinitesimo, per migliorare il progetto.

Godspeed code.NASA!