Avviso ai fotografanti

Dato che questo blog è popolato da numerosi fotoamatori, penso di fare cosa gradita segnalandovi una recente nota di sicurezza emessa da Nikon riguardo le batterie che equipaggiano i modelli di reflex e mirrorless più recenti.

Si tratta della batteria agli ioni di litio  EN-EL15 che in alcuni casi può generare un surriscaldamenteo tale da deformare l’alloggiamento nell’impugnataura e, forse, anche provocare qualche piccolo danno fisico.
I modelli di macchina che usano questa batteria sono le Nikon D7000, D800, D800E e Nikon 1 V1.
Solo due partite di batterie possono mostrare questo difetto e vanno identificate tramite numero di serie stampigliato sull’involucro.

I possessori di questo modello di batteria possono trovare tutte le informazioni necessarie per la corretta identificazione e per l’eventuale richiesta di sostituzione alla pagina https://nikoneurope-it.custhelp.com/app/answers/detail/a_id/52337

Batterie fin troppo intelligenti

Le batterie dei portatili e di altri dispositivi elettronici sono da anni dotate di un’elettronica di controllo e, alcune volte di un processore che le governa.

I chip di controllo delle batterie sono svariati, per fare alcuni esempi si va dal BQ2040 e NT1908  che permettono di leggere la situazione della batteria e di pilotare dei led di stato, fino ai più sofisticati come il vecchio MAX1780 equipaggiato con una CPU RISC a 8 bit, EEPROM e mezzo k di RAM.

Probabilmente il primo (o il più famoso) caso in cui l’intelligenza della batteria è stata utilizzata per scopi diversi da quelli della gestione dell’alimentazione è quello della protezione del firmware della prima PSP, il cui sblocco del firmware poteva passare attraverso l’installazione di una batteria opportunamente modificata.

Esiste anche un software, Battery EEPROM Works, che si interfaccia con i chip delle batterie e permette di eseguire alcune operazioni di manutenzione o controllo.

Tra i computer con le batterie intelligenti ci sono anche i portatili di Apple, per le cui batterie sono stati rilasciati vari aggiornamenti.

Proprio studiando questi aggiornamenti Charlie Miller ha scoperto che i chip di queste batterie hanno tre modalità di funzionalemnto: sealed, unsealed e full access. Il passaggio da una modalità a quella superiore avviene presentando una password di 4 byte al chip, che, nel caso dei portatili Apple, è quella di default impostata dalla fabbrica.

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