IPv6 schizofrenico

Chicago mallQuando si comincia ad utilizzare IPv6 in produzione su una configurazione LAN eterogenea iniziano i comportamenti a cui non siamo abituati.

Con IPv4 un host impostato per la configurazione automatica si assegna un indirizzo link-local (169.254.0.0/16, RFC3927) contatta il server DHCP per avere un indirizzo e, quando lo ottiene, scarta l’indirizzo link-local e avrà sempre solamente quell’indirizzo fino alla scadenza dell’affitto dello stesso.

Innanzi tutto, IPv6 mantiene l’indirizzo link-local fe80::/10 di ogni interfaccia diversa dal localhost. Questo è il problema minore perché generalmente i programmi non utilizzano il link-local se non istruiti espressamente per farlo.

Il problema vero e proprio si verifica quando c’è un metodo di configurazione automatica e un host viene configurato con un IPv6 fisso. In questo caso un host si potrebbe prendere sia l’IPv6 fisso sia uno autoconfigurato. Inoltre per default Windows assegna un ulteriore indirizzo IPv6 per sfruttare la privacy della connessione e ridurre la tracciabilità quando si va online (RFC4941).

Il risultato finale è che un host ha una babele di indirizzi. E il SysAdmin invoca le divinità.

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