Sensibilizzare non significa dire eresie

Lo so, il titolo è forte, ma onestamente inizio ad essere un po’ tanto stanco di chi, con la scusa della “sensibilizzazione” e del “parliamone“, utilizza generalizzazioni e luoghi comuni e rischia, con questo, di fare più danni che altro.

Questa (dal 7 al 13 Ottobre 2019) è la “Settimana Nazionale della Dislessia” e oggi il giornale “La Repubblica” ha pensato bene di fare qualcosa per portare questo argomento all’attenzione di tutti i lettori.

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Tecnologia, ignoranza e il Corriere del Veneto

articolo-ridicoloSarà, ma continuo a stupirmi nel vedere giornalisti che, prima di scrivere un articolo, non provano ad informarsi sull’argomento che vogliono trattare. Non pretendo certo di diventari degli esperti, ma almeno conoscere la basi di quello di cui si parla mi sembra il minimo sindacale.
Troppo spesso mi imbatto in articoli imbarazzanti, come quello del Corriere del Veneto, postato su Facebook qualche giorno fa dall’amica Betta, dal titolo “Allarme bomba sotto il ponte, ma è un dispositivo per i Pokemon“. Leggi tutto “Tecnologia, ignoranza e il Corriere del Veneto”

Umberto Eco e la conferma delle sue parole.

umberto-eco-socialIl 10 Giugno scorso Umberto Eco ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Comunicazione e Cultura dei Media dell’Università degli Studi di Torino e, a seguire, ha incontrato i giornalisti parlando tra le altre cose del rapporto tra giornalismo e la rete.

Molte fonti hanno voluto “sintetizzare” il contenuto di questo incontro riportando solo ed esclusivamente questa sua frase:

(twitter, nda) da diritto di parola a legioni di imbecilli

e, com’era facilmente prevedibile Leggi tutto “Umberto Eco e la conferma delle sue parole.”

Viviamo nel futuro

Provate ad immaginare di sedervi alla scrivania la mattina con il caffè, accendere il computer e leggere i giornali del mattino

Più o meno lo facciamo tutti (tutti noi che leggiamo o scriviamo le pagine di questo blog), qualcuno lo fa anche su dispositivi che dieci anni fa non esistevano nella forma attuale.

Quelle parole però vengo dal video di un servizio giornalistico del 1981. Cosa stavamo facendo nel 1981?

Nel 1981 (vado a memoria) stava nascendo il fenomeno degli home computer: tastiera, CPU, qualche migliaio di byte di RAM, un generatore sonoro e un modulatore per il collegamento alla TV. C’erano i primi videoregistratori, ma non erano ancora diffusi. In molti avevano ancora la televisione in bianconero perché in Italia le trasmissioni a colori esistevano da pochi anni.

Nel 1981 la Hayes metteva sul mercato il suo primo modem con il set comandi AT, che sarebbe diventato poi lo standard ancora in uso adesso.

In quegli anni a San Francisco qualcuno provava a far leggere il giornale da casa con un accoppiatore acustico, verosimilmente a 300 baud, che equivalgono a livello applicativo a meno di 30 byte al secondo. Il solo testo non formatto di questo articolo impiegherebbe 65 secondi per essere trasmesso. Secondo la giornalista, l’intero testo di un quotidiano veniva trasmesso in almeno due ore di collegamento (con le tariffe telefoniche a tempo); mantenendo l’ipotesi dei 300 baud sarebbero oltre 216.000 byte di testo.

Va notato che nel servizio non si fa riferimento ad alcuna funzione di ricerca che, avremmo imparato negli anni successivi, è una delle funzioni killer dell’elettronico.

Eppure adesso ci siamo in quel futuro del 1981; forse i giornali si sono già pentiti per aver fatto quelle sperimentazioni agli inizi degli anni 80. Adesso il giornalismo si interroga sul proprio futuro, a volte scrutando l’orizzonte e abbracciando un’ampia visuale, a volte osservandosi tediosamente l’ombelico.

L’ultima copia cartacea di Newsweek

Newsweek 31/12/2012L’ultima copia cartacea di Newsweek porta la data di oggi, 31/12/2012 ed è uscita all’inizio di questa settimana.

Newsweek ha iniziato le sue pubblicazioni il 17 febbraio 1933.

Per anni è stato uno dei due settimanali di attualità più letti d’America, assieme al Time. Io stesso sono stato abbonato a Newsweek per circa 20 anni, fino al 2010, quando ho deciso di non rinnovare per drastico cali di qualità. Negli ultimi due anni la rivista non ha certo brillato per qualità editoriale, specialmente secondo i rigidi standard americani.

Newsweek sarà pubblicato solamente online, anche se secondo CNN il giornale ha in questo momento 1,2 milioni di abbonati alla versione cartacea e 27.000 a quella online.

Da gennaio sarà disponibile sulle piattaforme mobili e su Kindle per entrare a pieno regime come pubblicazione digitale il mese successivo.

Edicola Italiana

Shopping il sabato a Bologna / Saturnday shopping in BolognaIl 31 marzo è stato definito attraverso una lettera di intenti il consorzio Edicola Italiana.

I fondatori sono il Gruppo Sole 24 Ore, L’Espresso, Mondadori e RCS; lo scopo del consorzio è di creare una struttura per poter erogare contenuti con queste caratteristiche:

  • supporto del maggior numero di ambienti possibili (smartphone, PC…);
  • libro accesso ad altri partecipanti che vogliono entrare nel consorzio;
  • gestione affidata ad una società terza rispetto ai partecipanti.

Edicola Italiana si prefigge lo scopo di diventare la piattaforma di riferimento per la vendita di contenuti digitali in lingua italiana.

L’iniziativa per ora è limitata ad un memorandum di intenti in quanto coinvolge aziende quotate. Un una prima fase lavoreranno gli avvocati per definire gli aspetti legali, i tecnici entreranno in gioco in un secondo tempo. (via Stefano Quintarelli, Il Sole 24 Ore)

Vittoria di Pirro

LA VENDETTA DELLE PROSTITUTEL’analogia tra un episodio che ha coinvolto la stampa belga e il fatto storico è più che mai adatta.

Nel 2006 Copiepresse ha trascinato Google in tribunale sostenendo che l’attività di Google News violava il diritto d’autore di alcuni giornali.

Nel maggio 2011 la sentenza passa in giudicato e Google viene obbligato a rimuovere ogni link ai giornali che hanno fatto causa.

Il motore di ricerca ottempera alla direttiva della corte, ma subito dopo i giornali parlano di comportamento vendicativo.

Ieri i giornali in questione hanno concesso il permesso a Google di reintegrare i contenuti nel motore di ricerca.

Una vicenda che si commenta da sola.