Violati siti collegati alla Polizia e alla Giustizia

hack giustiziaSu un blog riconducibile ad Anonymous è apparso un post intitolato Summum ius, summa iniuria nel cui testo, riprodotto a fianco, ci sono i link per scaricare i dump dei database di alcuni siti collegati alle forze dell’ordine o alla Giustizia.

Ho dato un’occhiata veloce ai file prima di distruggerli e il risultato è a dir poco sconsolante: ancora una volta ci troviamo davanti ad una leggerezza nella gestione dei dati che non dovrebbe esistere in certi settori, specie quelli incaricati di far rispettare la Legge. Leggi tutto “Violati siti collegati alla Polizia e alla Giustizia”

Tutta colpa della stampante, vero?

Vi provo a raccontare una favola.

C’era una volta un giudice che aveva portato avanti un processo legato alla mafia contro 110 imputati. Al termine del lungo iter processuale tutti gli imputati vengono dichiarati colpevoli e vengono loro inflitte pene per un totale di circa un migliaio di anni di carcere. Terminato il processo, questo giudice si mette davanti al proprio computer e inizia a scrivere le motivazioni della sentenza, così come viene richiesto dalla legge. Poichè la cosa è lunga, preferisce semplificarsi la vita e al posto di utilizzare un unico enorme file, preferisce generarne diversi, più piccoli. Al termine di questa lunga operazione il nostro giudice invia tutti questi documenti in stampa, li raccoglie in un bel faldone cartaceo e lo deposita proprio come stabilito dalla legge, quella stessa legge che lui, essendo giudice, deve essere il primo a osservare.
Però qualche tempo dopo si accorge che per qualche motivo a lui sconosciuto, una parte di questi documenti non sono stati stampati e che che le motivazioni della sentenza sono state quindi depositate “monche”. Da bravo giudice prova a depositare le pagine mancanti come integrazione ma… probabilmente è troppo tardi e la suprema corte, grazie a quello che viene chiamato “vizio di forma”, rischia di dover scarcerare tutti o parte di quei delinquenti permettendo loro di ritornare a fare tutto quello che facevano prima… illegale o meno.

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