IBM esce dal mercato x86

Il via libera delle autorità regolatorie di USA ed Europa al passaggio di proprietà della divisione server x86 a Lenovo sancisce l’uscita definitiva di IBM dal mercato dell’hardware x86.

Era il 12 agosto 1981 quando IBM presentava il suo PC modello 5150, 33 anni dopo Big Blue abbandona il mercato x86.

IBM aveva già ceduto la sua divisione PC a Lenovo a fine 2004, ma aveva deciso di tenere per sé la parte server x86. Oggi è arrivato l’OK per il passaggio anche della divisione server, che verrà perfezionata entro il prossimo 1 ottobre.

Secondo IT Candor, il mercato dei server x86 è gestito grosso modo per un quarto da HP e un quarto da Dell; dietro queste due marche al terzo posto c’era IBM che non arrivava al 6% lo scorso anno.

Lenovo dovrà darsi da fare per risalire la china, dovrà dimostrare di avere sia un prodotto affidabile a prezzo concorrenziale sia, soprattutto, un’assistenza post vendita efficace e celere almeno tanto quanto HP e Dell. Se un PC può stare fermo una settimana, non è certo il caso di un server x86.

Motorola, Google e i brevetti

Nel 2011 Google aveva acquisito Motorola per 12,4 miliardi di dollari.

La mossa aveva fatto alzare non poche sopracciglia, dal momento che Google rischiava di entrare in concorrenza con alcuni suoi clienti (tra cui HTC e Samsung) nel campo della produzione di hardware per telefonia mobile.

Dopo due anni e mezzo BigG rivende Motorola a Lenovo per 2,91 miliardi, una settimana dopo che Lenovo si era aggiudicata la fascia x86 dei server IBM per 2,3 miliardi di dollari.

E gli altri 9,49 miliardi?

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1984

1984«Today we celebrate the first glorious anniversary of the Information Purification Directives.
We have created for the first time in all history a garden of pure ideology, where each worker may bloom, secure from the pests of any contradictory true thoughts.
Our Unification of Thoughts is more powerful a weapon than any fleet or army on earth.
We are one people, with one will, one resolve, one cause.
Our enemies shall talk themselves to death and we will bury them with their own confusion.
We shall prevail!»
On January 24th Apple Computer will introduce Macintosh. And you’ll see why 1984 won’t be like 1984.

Questo è il testo del celebre spot di Apple (video) andato in onda sulla CBS il 22 gennaio 1984 durante il XVII SuperBowl.

Il Grande Fratello (non scherziamo: si fa riferimento al romanzo di Orwell) del periodo era IBM, il nemico di tutti in quegli anni.

In ossequio alla frase when you become obsessed with the enemy, you become the enemy (Jeffrey Sinclair, Infection), negli anni successivi Apple non è diventata esattamente un modello di apertura.

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Cifratura omomorfica

Un ricercatore di IBM ha pubblicato i sorgenti di HELib, una libreria di funzioni per la cifratura omomorfica.

Gli algoritmi omomorfici sono una famiglia di metodi di cifratura che, in teoria, permetterebbero di eseguire alcune operazioni sui dati cifrati ottenendo gli stessi risultati delle medesime operazioni svolte sui dati in chiaro. Ad esempio, Alice potrebbe eseguire una somma su alcuni valori registrati in maniera cifrata e Bob, e solamente lui, potrebbe decifrare il risultato.

Se si sostituisce Alice con un server online utilizzato per registrare i dati e Bob con l’utente legittimo titolare di quei dati, le implicazioni di una famiglia di algoritmi simili sono notevoli, in quanto potrebbero essere compiute delle operazioni sui dati cifrati senza che Bob debba consegnare ad Alice la chiave per decifrarli e senza che i dati di Bob debbano essere trasmessi o memorizzati in chiaro per l’elaborazione.

HELib implementa l’algoritmo omomorfico BGV (Brakerski-Gentry-Vaikuntanathan, PDF) con varie ottimizzazioni per renderlo più veloce ed è distribuita con la licenza GNU GPL. Per ora sull’account GitHub di Shai Halevi si trovano i sorgenti C++ della libreria e  qualche programmino di test, nulla più; non siamo ancora al livello di un’applicazione funzionante di cui si possono verificare caratteristiche e limiti.

La NASA spegne il suo ultimo mainframe

Foto NASA

Mainframe è un termine che ricorda la prima era dell’elaborazione elettronica dei dati.

Adesso siamo abituati alla virtualizzazione, all’elaborazione massiccia di dati, a server che non si fermano mai… Invece i mainframe erano sistemi che facevano elaborazioni massicce, non si fermavano mai e potevano virtualizzare altri computer.

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