L’Internet delle cose hackerate

Nel gennaio 2014 scrivevo a proposito dell’Internet delle cose insicure.

In fondo all’articolo citavo una notizia, rivelatasi al tempo infondata, di un botnet di 100.000 frigoriferi connessi.

Purtroppo non abbiamo dovuto attendere molto prima che qualcuno lo facesse davvero, così lo scorso settembre il blog di Brian Kerbs è stato attaccato con un DDoS di 630 Gbs, una potenza di fuoco doppia rispetto al DoS più potente registrato prima di quell’evento. Leggi tutto “L’Internet delle cose hackerate”

L’Internet delle cose insicure

Vita spezzata / Broken lifeL’elettrodomestico e la casa in rete è un ritornello più vecchio della diffusione di massa di Internet.

A questa promessa abbastanza inutile si sono aggiunte negli ultimi anni e nelle ultime settimane le promesse che tutti gli oggetti saranno online: termostati, orologi, frigoriferi, lampadine, calzini…

Bisogna riconoscere che adesso la tecnologia c’è quasi tutta per rendere veritiere queste promesse: ogni casa tecnologica ha una connessione a Internet con un access point. Il prossimo protocollo IPv6 permetterebbe, allo stato attuale, di assegnare non meno di 264 indirizzi univoci ad ogni abbonamento residenziale.

La tecnologia attuale rende disponibili microcomputer incorporabili in vari oggetti con costi ridicoli, si vedano a titolo di esempio i vari Arduino, Raspberry ed Edison.

Tutto online, tutto comodo, tutto bello, finché qualcuno decide, ad esempio, di fare uno scherzo al sistema di controllo dell’illuminazione.

Giusto per intenderci: non è che qualcuno crede che basti usare un indirizzo casuale, una porta non standard o dei protocolli non documentati per sentirsi sicuro, vero?

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