In principio era AltaVista…

Ho cominciato a lavorare con Internet nel 1994.

Quando portavi Internet ai clienti, configuravi il modem e il PPP e alla fine, se tutto andava bene, eri connesso a Internet. La prima domanda che la persona che avevi davanti ti faceva era “e adesso?”

Bella domanda.

Ricordo di aver creato anche una pagina in cui elencavo (e per un po’ di tempo tenevo aggiornati) i siti più interessanti da visitare, per dare ai clienti una sorta di “menu principale” da cui partire (anni dopo si sarebbero chiamati portali).

In quegli anni la Digital stava esalando i suoi ultimi respiri e, in una sorta di canto del cigno, aveva creato AltaVista, che sarebbe diventato il primo motore di ricerca famoso;  non il primo in assoluto, primato che spetta a Lycos. Lo scopo di Digital era di dimostrare la capacità di storage e di calcolo dei suoi computer, il risultato per tutti è che finalmente c’era un posto in cui cercare le informazioni. Il sistema era molto grezzo e si basava inizialmente sulla pura indicizzazione dei testi delle pagine HTML. Ben presto il metodo dimostrò i propri limiti, tra i quali il livello di attaccabilità da parte di spammer di nomi (poi si sarebbero chiamati esperti di SEO, ma è un’altra storia).

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Dove vuoi stampare oggi?

GABIBBO RETTOREDi tutti i dispositivi che si possono mettere online senza alcuna protezione o filtro, le stampanti sono quelle che mi lasciano più perplesso.

Certo, ci possono essere sedi remote che devono stampare, ma in questo caso un bel filtro sull’IP sarebbe il minimo.

Tra l’altro, la stampante è uno dei pochi dispositivi che, se abusato, può costare soldi in materiali di consumo o danni potenzialmente più gravi.

Dopo le chiavi private, i log dei trasferimenti FTP, le chiavi o le configurazioni dei VPN e le telecamere, ecco la stringa di ricerca per trovare alcuni printer server JetDirect delle stampanti HP:

inurl:hp/device/this.LCDispatcher?nav=hp.Print

Quando la notizia si è diffusa c’erano 84.000 stampanti registrate, ora siamo scesi a 72.000.

Con l’avvento di toolbar e sistemi analoghi, un URL che non è linkato non è più invisibile perché i motori di ricerca possono conoscerne l’esistenza tramite l’attività del browser.

Si trova proprio di tutto

Museo di Iraklio / Heraklion museumAbbiamo trattato varie volte il problema dei motori di ricerca che indicizzano più di quello che ci si aspetta.

Con la formula corretta si possono trovare varie cose: chiavi private, log di trasferimenti FTP, chiavi o configurazioni dei VPN, telecamere

Aggiungiamo questa messe di informazioni un esempio di come sia possibile cercare dei fogli di Excel il cui none finisce con la parola email:

filetype:xls inurl:"email.xls"

Il risultato è interessante e potrebbe essere una delle tante possibili risposte alla domanda “Ma da dove diavolo hanno preso la mia mail?!”

Mutatis mutandis, si potrebbero cercare documenti che contengono altre parole nel nome.

Chi ha detto “password”?

inurl:elmah.axd "powered by elmah" password

“Le garantiamo un altissimo posizionamento su Google!”

Echi dal passato 2 / Echoes from the past 2Quante volte avete sentito dai vostri clienti qualche fornitore o guru del SEO che se ne usciva con una frase come questa?

Cialtroni e millantatori che dicono di possedere “ricette segrete”, “trucchi infallibili”, “furbate” o altre idiozie simili sono molto comuni tra chi si improvvisa e si rivende come profondo conoscitore del web.

Il SEO, quello serio, è qualcosa di valido e di utile, le cui radici affondano nei vecchi consigli tipo “non mettere solamente immagini e flash perché sennò i motori di ricerca non indicizzano un accidente” e si è evoluto negli anni in qualcosa di sofisticato, di pari passo con l’evoluzione dei motori di ricerca.

Spesso una regola empirica per valutare la bontà di alcune direttive è trovare riscontro delle medesime su Internet. Utilizzare trucchi per cercare di fregare l’algoritmo di ranking è una pessima idea per varie ragioni, tra cui: (a) posto di farcela, il trucco funziona per un tempo molto limitato; (b) se in tanti conoscono il trucco (non crederete davvero al guru del SEO, vero?!), il millantato vantaggio si appiattisce; (c) i motori di ricerca cambiano gli algoritmi nel tempo per scartare chi cerca di fregarli.

Per avere un’idea del punto (c), basta considerare che Google ha apportato 86 modifiche nei soli mesi di giugno e luglio.

blekko

Un altro motore di ricerca, nato con la speranza di avere maggiori fortune di cuil e similari.

L’idea innovativa è di restringere ad un determinato campo di azione una ricerca nel caso dia risultati troppo estesi.

Il video dimostrativo, di cui alcuni riconosceranno gli effetti sonori, mostra come sia possibile restringere una ricerca utilizzando una barra (slash in inglese, che significa anche tagliare, ridurre drasticamente) seguita da una parola chiave.

Ovviamente nella demo tutto funziona a meraviglia, mentre se si mettono alla prova alcune ricerche specifiche, il motore dice che non esiste ancora lo slashtag. Questo perché blekko non opera in maniera semantica (aspettiamoci che ci arrivi Google come contromossa), ma attraverso filtri definiti dagli utenti. Ovvio che il tutto funziona per ora solamente per la lingua inglese.

Alcune feature interessanti sono i link che appaiono appena sotto il titolo di ogni risultato delle ricerche: è possibile assegnare dei tag ad un sito, visualizzarne i dati di ottimizzazione per i motori di ricerca (seo), i link verso quella pagina senza gli arcani comandi di BigG, l’indirizzo IP del server e altri dati. Va da sé che queste sono informazioni più utili agli smanettoni che a chi effettua ricerche e sono comunque reperibili altrove senza troppa fatica.

L’abbecedario di Google

Google InstantCome già segnalato da Luigi, Google ha alzato il sipario su Instant Search promettendo ricerche Internet più veloci.

Google in pratica cerca di “prevedere” le richieste dell’utente mano a mano che questo digita il testo nella casella di ricerca. Dopo che Eric Schmidt (A.D. di Google) aveva anticipato via Twitter che “I predict big things happening today at Google. We’re already fast.. fast is about to get faster“, la comunità virtuale attendeva, con la trepidazione generalmente riservata agli annunci della rivale Apple, l’innovazione svelata al Museo di Arte Moderna di San Francisco.

Google Instant verrà reso disponibile gradualmente nel corso dei prossimi giorni agli utenti che hanno eseguito l’accesso a un account Google. Sul mio account è stato attivato ed ho cominciato a sperimentare.

I risultati delle ricerche di Google sono sempre stati personalizzati in base alla nazione in cui ci si trova e la lingua in cui si utilizza il servizio. Probabilmente anche in base ai siti che vengono visitati e le ricerche precedenti effettuate. Se poi avete un Google Account (e per usare Instant al momento è obbligatorio) siete ancora più profilati. A tutto ciò ovviamente si aggiunge qualche algoritmo segreto di BigG basato (probabilmente) su quelli che sono i termini più usati dalla gente per fare le proprie ricerche.

Quando ho cominciato a digitare la prima lettera nella casella di ricerca è apparsa subito una parola e la ricerca in base a quel termine. Subito ho cancellato e scritto un’altra lettera per vedere il risultato. E’ scattata subito la curiosità di vedere quale fosse l’abbecedario di Google (basato sul mio profilo evidentemente).

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Google Instant

La versione inglese di Google ha attivato Google Instant.

La funzione visualizza i risultati della ricerca man mano che vengono digitate le lettere della frase da cercare

Per ora la nuova feature funziona solamente nella versione inglese e sugli account registrati.

Immaginate solo la potenza di calcolo e di storage che ci sta dietro…

Lycos venduto per 36 milioni di dollari

Lycos

Ci sono nomi che per chi è su Internet da più di dieci anni suscitano ricordi e talvolta emozioni. Spesso pensi che certi siti non esistano più, estinti dalla naturale evoluzione di Internet. Lycos è uno di questi nomi.

Da Wikipedia apprendiamo che “Lycos è [Era?] un motore di ricerca ed un portale web che focalizza la sua attività nella fornitura di servizi e contenuti per Internet.”

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