Lo scatto migliore

Quello che vedete qui a sinistra è un mosaico delle migliori immagini catturate dalla sonda New Horizons durante il suo flyby verificatosi lo scorso 14 luglio. La risoluzione dell’immagine è intorno agli 80m/pixel e copre una lunghezza di circa 800km della superficie dell’ex pianeta Plutone.

Le foto sono state acquisite tramite lo strumento LOng Range Reconnaissance Imager da una quota di 17km: rappresentano un miglioramento di circa 6 volte nella risoluzione rispetto alla mappa globale di Plutone raccolta dalla sonda nel complesso del suo avvicinamento. Ricordiamo che – per ragioni di meccanica orbitale, di economia del propellente e a beneficio del resto della missione nella Fascia di Kuiper – non era possibile per la sonda entrare in orbita intorno a Plutone, di conseguenza tutti i dati sono stati raccolti in corsa mentre la sonda gli sfrecciava vicino.

Data l’impressionante mole di informazioni raccolte dagli strumenti scientifici della sonda e considerata la ridicolmente piccola velocità di trasmissione (circa 1,5kbps) ottenibile a quattro ore luce e mezzo di distanza, ci vorranno approssimativamente altri nove mesi per avere tutti i dati nei centri di ricerca sulla terra: per questa ragione ci possiamo aspettare altre sorprese come questa pubblicata oggi, mano a mano che i dati vengono ricevuti, elaborati e poi diffusi.
Per maggiori informazioni, potete leggere questo articolo sul sito ufficiale della Johns Hopkins University.

Doppietta spaziale

Una breve nota sui recenti successi delle sonde spaziali americane MESSENGER e New Horizons.

Sfortunatamente la notizia è passata in buona sostanza sotto silenzio nei nostri media, un po’ per lo spazio giustamente dedicato all’anniversario della Unificazione, un po’ per la mancanza di preparazione e interesse verso tutto quello che è vera scienza – cosa decisamente meno giustificata o giustificabile.

Ad ogni modo, Siamo Geek rimedia qui alla distrazione dei nostri giornalisti segnalando due importanti successi – occorsi curiosamente nello stesso giorno – in campo spaziale di altrettante sonde robotizzate della NASA.

Il primo riguarda la sonda MESSENGER: è una missione di classe Discovery diretta verso il pianeta Mercurio, lungo una complicata serie di fly-by durata la bellezza di 6 anni e mezzo e che ha interessato la Terra, Venere e infine Mercurio.
Il 18 Marzo la sonda è entrata in orbita intorno al pianeta più interno del Sistema Solare: si tratta del primo manufatto umano a riuscire nell’impresa, complicata dall’effetto preponderante della forza gravitazionale del vicino Sole.
Il prossimo 23 Marzo il team scientifico inizierà l’accensione e i test dei vari strumenti e, finalmente, il 4 Aprile partirà la vera e propria raccolta dei dati. La missione, salvo imprevisti tecnici, durerà almeno dodici mesi, completando un orbita ogni 12 ore.
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