3, 2, 1… #CommonMark

Chiunque operi per lavoro o hobby nel campo dell’informatica, probabilmente condivide lo stesso rapporto di odio e amore verso i file in plain text : hanno innegabili vantaggi come la portabilità, la facile interoperabilità e la semplicità di creazione.
D’altra parte, risultano spesso difficilmente leggibili e poco versatile, non disponendo di opzioni di formattazione, nè quelle basilari come grassetti e sottolineature, nè più sofisticati come ad esempio il supporto di hyperlink.
Questi ultimi rimangono esclusività di editor di testi e di markup più sofisticati.

Negli anni sono stati fatti vari tentativi prendere il meglio di entrambi i mondi e unire la semplicità di file di testo alla versatilità del testo formattato: uno dei più popolari è Markdown, inventato da John Gruber e documentato principalmente in questa pagina.
Dalla sua nascita, Markdown è stato utilizzato in maniera molto ampia: come semplice metodo per pubblicare commenti, per scrivere file ReadMe e per documentare il codice con commenti inline .

Tuttavia questo strumento è oggetto di molte critiche, prima di tutto per alcune sue carenze.
Una parte della sintassi risulta ambigua nella pagina di definizione e l’implementazione originale di un interprete Markdown/HTML scritta in Perl — sempre da John Gruber — è risultato contenere numerosi bug.
Un secondo problema di questo progetto è il modo autoritario e decisamente poco aperto con cui Gruber pretende di gestirlo, con il risultato di avere poco o nessun coinvolgimento della comunità e relativa mancanza di progressi nel migliorare lo standard o il codice della sua implementazione.
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