FabFi

FabFi è una rete mesh ibrida open source nata in Afghanistan e attiva anche in Kenya.

Le reti mesh operano in un modo molto simile a come era stata prevista Internet dall’ARPA,  dal momento che ogni nodo ha il compito di rilanciare anche i dati di altri nodi per collaborare alla loro distribuzione. In altre parole, se un gruppo di nodi va giù, una rete mesh può comunque far funzionare i nodi attivi cambiando il routing del traffico.

FabFi utilizza materiali facilmente reperibili per realizzare i ponti radio tra i vari nodi. Le parabole che interconnettono i router sono realizzate utilizzando come riflettore diversi oggetti metallici.

L’estrema versatilità di FabFi consente di collegare due nodi sia via radio sia via cavo.

Il software che gira sui router si basa su OpenWrt e permette il monitoraggio in tempo reale della rete (link al grafico dell’Afghanistan), il sistema di tariffazione, il controllo di accesso centralizzato e un sistema di caching locale. Le ultime release del software permettono di gestire anche i router 802.11n.

La rete funziona grazie allo sforzo degli operatori dei singoli nodi, che dedicano le loro risorse di tempo e denaro per attivare e manutenere il loro nodo, permettendo a tutta la rete di funzionare correttamente. Non vi ricorda un po’ FidoNet? 😉

Quando Internet si chiamava elaborazione polimorfica

Nel primo dopoguerra qualcuno iniziava a porsi il problema della crescita delle dimensioni dei computer. Questo video della TRW mostra forse uno dei primi approcci a questo problema.

Tralasciando l’aspetto estetico del filmato, vediamo come già nel 1959 qualcuno stesse pensando a distribuire l’elaborazione attraverso vari nodi interconnessi, gettando le basi del concetto di rete.

Il video All About Polymorphics è liberamente scaricabile e distribuibile in vari formati. (via BoingBoing)