On-line un beneamato c***o

<TL;DR> I servizi on-line in Italia sono spesso tutto tranne che on-line </TL;DR>


Quante volte vi è capitato di sentirvi dire “si fa tutto on-line” per poi scoprire che la realtà non è esattamente quella?

Prendiamo due casi reali: nel primo una persona anziana poco avvezza all’uso di Internet cambia il proprio conto corrente e deve chiedere all’INPS di versare la pensione sul nuovo conto. Nel secondo caso la necessità è quella di prenotare una visita specialistica.

Andiamo con ordine.

  1. La pensione, l’INPS e la banca on-line.

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La sicurezza informatica come la salute pubblica?

NeonBruce Schneier fa un interessante ragionamento e paragona la sicurezza informatica con la salute pubblica.

Di primo acchito sembrerebbe un’iperbole da addetto ai lavori che vuole attirare l’attenzione su un problema tecnico difficile da spiegare, ma con qualche paragone l’argomento non è così esagerato.

Ci sono governi che acquistano, in maniera diretta o attraverso società loro fornitrici, sul mercato le vulnerabilità dei software per impedire che vengano rese pubbliche e per utilizzarle per colpire i cittadini stranieri o dei connazionali il cui stato di indagato non è stato ratificato da un giudice terzo e imparziale. Ci sono entità governative che hanno deliberatamente indebolito la sicurezza dei software che vengono utilizzati dai loro connazionali, rendendoli più vulnerabili anche ad attacchi di terzi. Ci sono leggi in alcuni Stati che, con la scusa del diritto d’autore, proibiscono anche alle università di analizzare i software per cercare dei difetti e di pubblicare i risultati delle loro analisi. Ci sono episodi in cui giornalisti che si schierano a favore di chi va contro questi metodi e avvocati che difendono le persone coinvolte vengono intimiditi o tacciati di terrorismo.

Facciamo un esercizio di fantasia e rapportiamo questi comportamenti al mondo della sanità. Leggi tutto “La sicurezza informatica come la salute pubblica?”