Mascherare il traffico Tor

Tor è un software per anonimizzare l’accesso a host Internet che si basa su una rete volontaria di computer.

L’utilizzo di Tor permette di rendere meno tracciabile la comunicazione tramite Internet o di aggirare le limitazioni di accesso ai siti che si basano sull’IP di provenienza.

Tor serve, quindi, ad aggirare le censure, siano esse imposte dagli Stati assolutisti, o da chi esercita diritti di gestione dei contenuti discriminano la zona geografica del fruitore.

Dal sito dell’università canadese di Waterloo è possibile scaricare SkypeMorph, un plugin per Tor che veicola il protocollo utilizzando il network Skype.

Per utilizzare SkyperMorph è necessario ottenere un ID di SkypeKit, che richiede un account di Skype con almeno 5 dollari USA di credito.

Il sistema non è né lineare né gratuito, ma dimostra come la fantasia degli sviluppatori riesca a scardinare le limitazioni di chi vuole limitare Internet. (via Stefano Quintarelli)

Cisco potrebbe fare un’offerta per Skype

Skype sta per fare una IPO per quotarsi in borsa, ma è possibile che l’iniziativa non sia necessaria.

Cisco, infatti sarebbe interessata e potrebbe acquisire Skype prima che inizi la IPO.

Skype ha alcuni asset che fanno gola a chi ha liquidità da investire.

Innanzi tutto si tratta di un brand molto popolare con una base di 560 milioni di utenti registrati, che non corrispondono certo ad altrettanti utenti attivi, ma il numero è senza dubbio elevato, sebbene questi siano beni un po’ eterei, direi quasi da dot-COM.

In seconda istanza, c’è una indubbia tecnologia che funziona tutti i giorni e consente di effettuare chiamate audio e/o video senza costi aggiuntivi rispetto alla linea di connessione a Internet. La tecnologia è ben congegnata perché riesce anche ad attraversare i proxy e non è facile da filtrare. Esistono client di Skype per molte piattaforme, incluse quelle mobili.

Ultimo ma non ultimo, nel primo semestre di quest’anno Skype ha fatturato 406 milioni di dollari facendo pagare solamente l’accesso alle linee di terra a soli otto milioni dei suoi utenti. Il nuovo proprietario potrebbe decidere di far pagare alcuni servizi online come, per esempio, la connessione video ad alta qualità.

Secondo alcune fonti, Skype varrebbe 5 miliardi di dollari e le eventuali trattative partirebbero da questa cifra.

Anche Google sarebbe stata interessata all’acquisto, ma avrebbe desistito per evitare problemi di antitrust.

Murdoch diffida Skype per l’uso del nome

Rupert Murdoch
Rupert Murdoch

Skype Limited la società proprietaria di Skype il noto software VoIP e di messaggistica istantanea, ha intenzione di quotarsi in borsa al Nasdaq. La procedura in questi casi prevede la pubblicazione di una relazione sull’offerta pubblica d’acquisto della società ed è obbligatorio elencare tutte le eventuali pendenze giudiziarie.

E’ così che è spuntata la storia della diffida da parte di News Corporation sulla questione del nome. Pare non sia il primo tentativo di Murdoch contro Skype per mantenere l’esclusiva sul nome “Sky”, già in passato ha provato (senza successo) nei tribunali di Svizzera, Turchia e Brasile a chiedere i diritti per l’uso del nome. Ora l’australiano punta ai tribunali della comunità europea.