ARIN ha esaurito gli IPv4

PanettoneARIN ha annunciato di aver esaurito gli IPv4.

Purtroppo ci sono ancora tanti IPv4 disponibili negli USA e le cose potrebbero peggiorare per chi vuole degli indirizzi.

ARIN ha finito gli indirizzi v4 liberi, quindi da ora inserisce le richiesta in una lista d’attesa.

Le nuove richieste di IPv4 verranno evase quando qualcuno restituirà ad ARIN IPv4 inutilizzati. Leggi tutto “ARIN ha esaurito gli IPv4”

Esaurimento dell’IPv4

PanettoneDa giorni cercavo una fonte di dati che mi permettesse di elaborare il numero degli IPv4 rimasti in modo analogo alla pagina del RIPE.

Avevo contattato il RIPE che mi aveva dato il permesso di rielaborare i dati che loro pubblicano ogni giorno, ma l’impresa si è rivelata più difficile del previsto, dal momento che non trovavo dei dati da aggregare che mi dessero come risultato un numero paragonabile a quello della loro pagina degli IPv4 disponibili.

Cercando in rete, ho trovato il sito di Geoff Huston con un sacco di informazioni e statistiche.

Elaborando un file specifico, sono riuscito ad ottenere un risultato con una grandezza comparabile a quella della pagina del RIPE, il mio benchmark, il risultato delle elaborazioni è mostrato qui a fianco, in cima alla colonna di destra. I dati elaborati vengono pubblicati con il permesso di Geoff.

Chiunque voglia avere questi risultati può utilizzare delle semplicissime API che ho approntato e ottenere con un HTTP GET i singoli numeri oppure la tabella intera. Contattatemi a lrosa(*)siamogeek.com per i dettagli.

IPv6: è ora di fare le cose seriamente

Anche questa Deepcon è finitaIl RIPE ha iniziato a distribuire gli indirizzi dell’ultimo blocco /8 (16.777.216 indirizzi) IPv4 che ha ricevuto da IANA.

Le richieste giornaliere di IPv4 soddisfatte dal RIPE possono essere monitorate da tutti. In questo momento il RIPE assegna ai LIR solamente blocchi /22 (1.024 indirizzi) per volta.

Al momento di scrivere, il RIPE ha un serbatoio di 17,30 milioni di indirizzi; sono più dei 16 milioni di un /8 perché includono anche quelli appartenenti ai blocchi restituiti.

È ora di mettere da parte la pigrizia e iniziare a implementare il doppio stack IPv4/IPv6 sulle nuove installazioni. Quando questo blog ha cambiato casa a fine luglio si è dotato di un doppio stack e in questo momento i suoi indirizzi sono 78.47.70.164 e 2a01:4f8:d15:1c00::badd:ecaf (il primissimo IP che avevo assegnato era 2a01:4f8:d15:1c00::b16b:00b5).

Con IPv6 bisogna imparare tutto daccapo, la conoscenza di IPv4 che abbiamo accumulato diventerà pian piano storica, ma non per questo si può impedire che i nuovi utenti utilizzino la Rete. Sarebbe stupido, arrogante e autolesionista.

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Lancio mondiale dell’IPv6

WORLD IPV6 LAUNCH is 6 June 2012 – The Future is ForeverVi ricordate della Giornata mondiale IPV6?

In sostanza, il test è andato bene. Fra qualche mese, cioè praticamente un anno dopo, diverse aziende, provider e costruttori di dispositivi hardware saranno permanentemente raggiugibili via IPv6.

Il 6 giugno 2012 segnerà il lancio mondiale dell’IPv6, e da quel momento i sistemisti avranno molto più lavoro per le mani. Come sempre succede in caso di cambiamenti  di tale entità, ci sarà un interregno moderatamente caotico. Ci sarà da sputare sangue (software inadeguato, software vulnerabile, pura incompatibilità, temporanea incompetenza, dispositivi antiquati, campagna acquisti…), ma i risultati saranno notevoli, e ne varrà la pena. Di sicuro almeno per un po’ non avremo scarsità di indirizzi IP.

La Cisco spiega la faccenda certamente meglio di me.

Vado a flashare il firmware ai piccioni viaggiatori per renderli conformi alla RFC 6214.

Giornata mondiale IPV6

Come riportato da più fonti (p. es http://isoc.org/wp/worldipv6day/), il prossimo 8 giugno si terrà la giornata mondiale dell’IPV6.

Alcuni dei principali gestori di servizi (google, facebook. yahoo…) offriranno i loro contenuti  anche attraverso IPV6 per 24 ore.

Si tratta sicuramente di un’iniziativa utile, ma che fa sorridere i tecnici. Infatti dal punto di vista tecnico l’utilità è quasi nulla. Solo lo 0,22% dei navigatori internet ha accesso a indirizzi IPV6 e nessuno vietava i gestori di effettuare i loro test silenziosamente ed in maniera assolutamente non invasiva.  Da notare che google offre già i suoi contenuti su http://ipv6.google.com/ da diverso tempo. Youtube credo sia già attivo in IPV6.   Io stesso ho attivato il nuovo spazio di indirizzamento su diversi domini e posso garantire di non aver mai riscontrato nessun problema.

Fa sorridere, inoltre, il limite temporale delle 24 ore dichiarato dall’evento: se funziona lasciatelo attivo e basta!.

La vera utilità è dell’iniziativa è nascosta dietro alla vera natura della stessa: credo si tratti infatti di un evento mediatico il cui scopo è quello di iniziare a far conoscere al navigatore occasionale alcuni aspetti tecnici relativi al futuro assetto di internet. E soprattutto di far capire al navigatore medio che, contrariamente a quanto insinuato da alcuni articoli apocalittici relativi all’esaurimento dello spazio IPV4, non ci sarà alcun trauma per l’eventuale futuro passaggio alla nuova tecnologia.

Se volete avere un riscontro delle preoccupazioni dell’utente medio date un’occhiata ai commenti in calce all’ articolo su tom’s hardware relativo all’evento: qualcuno si preoccupa addirittura di uno stallo nazionale  della connettività internet legata al passaggio a IPV6.

Speriamo che, grazie alla grande visibilità di questa iniziativa garantita dai grossi nomi coinvolti, sia fatta chiarezza una volta per tutte.