Dividere per zero con un calcolatore meccanico

Se ricordate le lezioni di matematica che avete seguito a scuola saprete bene che non si può dividere nessun numero per zero, anche se magari non avete capito bene il perché. Se provate a dividere un numero per zero con una calcolatrice elettronica probabilmente avrete come risultato un “ERROR” sullo schermo.

Se provate con un calcolatore meccanico il risultato potrebbe essere interessante. Questo video mostra quello che succede quando si prova a dividere per zero su un calcolatore Facit ESA-01 a cui è stato rimosso il case. Leggi tutto “Dividere per zero con un calcolatore meccanico”

Sarai abbastanza sveglio?

Il libro Sei abbastanza sveglio per lavorare in Google è un testo molto illuminante.
Come si può intuire dal titolo, tratta di due grandi temi: l’efficacia (o sarebbe meglio dire inefficacia) dei colloqui di lavoro tenuti come la maggior parte di noi li conosce e l’insieme di conoscenze scientifiche, spannometria e creatività necessarie a superare i test attitudinali che sempre più aziende (Google nel titolo è solo un esempio) propongono ai candidati.

Oltre a scoprire molte cose sulle Risorse Umane e sul recruiting in generale, non vi nascondo che tutta la parte sui questionari sia la più interessante: prima di tutto per sfidare sè stessi a risolverli, poi per imparare come affrontare quelli troppo difficili.
Spesso sono questionari lunghi e complicati che non tutte le aziende e i reparti si possono permettere: nel mio piccolo io sono spesso alla ricerca di domande o problemi possibilmente semplici da porre che non necessitino troppo tempo o risorse, ma che siano utili per capire velocemente e in maniera ragionevolmente affidabile le competenze e le abilità di un candidato. Leggi tutto “Sarai abbastanza sveglio?”

SHA-3

NEOS: Istruzioni di sicurezza Boeing 737-800Il NIST ha scelto l’algoritmo da utilizzare per la funzione hash SHA-3: la funzione Keccak (pron. [kɛtʃak] come ketchup) ideata da Guido Bertoni, Joan Daemen, Michaël Peeters e Gilles Van Assche.

Gli algoritmi di hash sono molto utili nell’informatica e nella crittografia.

In informatica si possono usare per confrontare più velocemente stringhe più lunghe: se voglio, ad esempio, individuare tutti i file uguali tra loro su un disco mi conviene creare un hash associato ad ogni file (con il suo path), metterli in ordine e verificare i doppi. Questo permette di elaborare delle stringhe di pochi byte anziché file considerevolmente più grossi.

In crittografia le funzioni di hash sono parte integrate dell’infrastruttura a chiave pubblica.

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La scrivania di M.C. Escher

Questo corto di Cristóbal Vila degli Etérea Studios mostra un’ipotetica zona di lavoro di M.C. Escher.

Su questa pagina ci sono le descrizioni di alcuni oggetti presenti nel video. (via io9)

Aggiunta 27/2/2012 20:45 – Cristóbal Vila non è nuovo a questo genere di video.

Numberphile

L’Università di Nottingham negli ultimi anni ha avviato iniziative online davvero lodevoli.

Tutto è iniziato con The Periodic Table of Videos, che ha trasformato Martyn Poliakoff in una celebrità.

A seguire è stata creata la serie Sixty Symbols, che va oltre la chimica e abbraccia fisica, astronomia, cosmologia e altre discipline.

Ultimo ma non ultimo è Numberphile, l’immancabile serie di video sui numeri e la matematica.

Questo è quello che ci si aspetta delle università: che siano le fontane, non i pozzi del sapere.

6174

Prendete un numero di 4 cifre in cui le cifre non siano tutte uguali tra loro (quindi non 1111, 2222, eccetera).

Trasformatelo in modo che le cifre siano in ordine decrescente e in ordine crescente.

Sottraete il minore dal maggiore dei due numeri per ottenere un terzo numero.

Ripetete un po’ di volte, massimo sette, e otterrete 6174.

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Il Teorema Enorme

Il Teorema Enorme è il teorema che classifica i gruppi semplici finiti.

Stiamo parlando di gruppi come li si intendono in algebra. Una cosa che provoca non pochi mal di testa alla maggior parte delle persone.

Michael Aschbacher riceverà il premio Rolf Schock per il suo contributo fondamentale nella dimostrazione del Teorema Enorme, lunga 15.000 pagine scritte da oltre 100 matematici.

L’intera dimostrazione è comprensibile solamente per pochi matematici e, per il momento non ci sono applicazioni concrete che possono beneficiarne.

Giova, tuttavia, ricordare a puro titolo di esempio che l’aritmetica binaria dei computer si basa sull’algebra booleana creata nel XIX secolo da George Boole, che si era basato sui postulati sulla logica enunciati da Gottfried Leibniz nel XVII secolo. (via NewScientist)

Il cubo di Rubick è risolvibile in 20 mosse

Morley Davidson (un matematico della Kent State University), John Dethridge (un tecnico di Google), Herbert Kociemba (un insegnante di matematicsa di Darmstadt) e Tomas Rokicki (un programmatore californiano) hanno scoperto che, partendo da una qualsiasi delle 43.252.003.274.489.856.000 combinazioni del cubo di Rubick, la situazione peggiore richiede solamente 20 mosse legittime per completare il rompicapo; questo numero è noto anche come God’s Number.

L’elaborazione del risultato ha richiesto solamente l’equivalente di 35 anni di elaborazione di un buon computer attuale.

Il tempo macchina è stato donato da Google.