Spesso quando racconto qualcosa correlato alla sicurezza informatica mi viene posta questa domanda.
La risposta breve è: «Più semplice di quanto si possa immaginare».
Esistono programmi sia normalmente distribuiti sia underground che possono monitorare o registrare in vari modi l’attività di un computer.
Ma, prima di proseguire, il solito avviso: l’uso dei programmi e delle tecniche descritti di seguito potrebbe essere un REATO. Lo scopo di quello che segue non è l’istigazione a compiere degli illeciti, ma serve ad aumentare la consapevolezza di come sia facile cadere vittima di questi tipi di attacco o ad utilizzare i programmi in modo lecito.
Il blocco dello scrittore è una bruttissima bestia. La soluzione è vecchia come il mondo ma non ci aveva pensato nessuno (forse). Direi che non c’è molto da aggiungere se non che questo saggio accademico può dirsi allo stesso livello del racconto più breve del mondo e di 4’33’‘ quanto a genialità…
Finirà il mondo? Arriveranno gli alieni? I Maya? I Vulcaniani? O i Vorlon?
Noi informatici, che quanto a sfighe non ci facciamo mancare mai nulla, abbiamo una serie di fini del mondo da far invidia ai più incalliti catastrofisti.
Innanzi tutto il mondo per noi è iniziato il 1/1/1900, il 1/1/1970 o il 1/1/1980, a seconda che si usi il sistema di date di Excel, di UNIX o del BIOS dei PC. La differenza tra noi e i creazionisti è che abbiamo i numeri interi con segno, quindi possiamo permetterci di andare in negativo. Prerogativa dell’informatica.
Martyn Poliakoff è il simpaticissimo professore di chimica dell’Università di Nottingham che ha realizzato, tra gli altri, il progetto The Periodic Table of Videos.
Le tecniche descritte in questo articolo sono dei REATI. Lo scopo di quello che segue non è l’istigazione a compiere degli illeciti, ma serve ad aumentare la consapevolezza di come sia facile cadere vittima di questi tipi di attacco.
Il kit, di cui abbiamo già parlato, è una raccolta di script in python che permettono di confezionare degli attacchi mirati basati sulle tecniche di social engineering.
La diffusioni di questo tipo di programmi rende facile a molte persone mettere a punto attacchi di social engineering: l’attenzione quando si ricevono mail che chiedono dati o con allegati sospetti deve, quindi, essere massima.
Un computer con installato Tor che possa analizzare il traffico della vittima potrebbe confrontare le signature dei siti che sta visitando la vittima con una serie di signature di siti presenti in un archivio che l’attaccante si è creato.
Questo non comporta che l’attaccante possa analizzare tutto il traffico ed è comunque un problema limitato, ma potrebbe costituire una tessere di un mosaico più ampio che l’attaccante vuole realizzare. Per poter compiere questo tipo di analisi è necessario poter intercettare il traffico della macchina da attaccare. (via ars technica)
Honda USA ha segnalato ai propri clienti che alcuni dati personali sono stati trafugati dagli archivi di un fornitore esterno.
Fatti come questo o come i recenti che hanno colpito deviantART e Gawker dimostrano quanto siano da prendere con estrema cautela i servizi esterni che inviano dati, che potrebbero non avere le stesse caratteristiche di sicurezza degli archivi aziendali da cui provengono e renderebbero, di fatto, vani gli sforzi per proteggere i dati aziendali.
Esistono programmi dedicati per inviare newsletter, anche gratuiti come phplist, che richiedono pochi sforzi informatici ed economici per essere messi a punto.
Attorno a Natale è stato fotografato in Australia dall’astronomo Anthony Wesley il formarsi di una tempesta su Saturno.
Bill Plait, di Bad Astronomy, era curioso di vedere se Cassini, la sonda che è nell’orbita del pianeta dal luglio del 2004, ne avrebbe fatta qualche foto.
Qui ve ne mostriamo una, ma ce ne sono altre, tutte molto suggestive. Le foto sono state scattate il 24 dicembre e sono state ricevute a terra il 27. Quella che vedete in questo articolo è stata elaborata partendo dalle foto effettuate con vari tipi di filtri ed esposizioni. Forse non è esattamente il colore reale, ma una buona approssimazione.
Tempesta su Saturno
L’asse principale dell’ellisse della tempesta ha una dimensione di circa 6.000 km (la terra ha un diametro medio di circa 12.750 km) e se contiamo anche la ‘coda’ il tutto raggiunge i 60.000 km circa.