Differenze tra password e impronte digitali

La diffusione sui dispositivi mobili della tecnologia di lettura delle impronte digitali ha reso (di nuovo) famoso questo metodo di identificazione al punto tale che in alcuni contesti lo si vorrebbe sostituire alle password.

Prima di adottare allegramente questo metodo di identificazione bisogna capire bene le differenze tra una password (o una passphrase) e un’impronta digitale. Leggi tutto “Differenze tra password e impronte digitali”

SMS e autenticazione a due fattori

L’autenticazione a due fattori si basa su due di queste tre caratteristiche:

  • quello che sei
  • quello che sai
  • quello che hai.

La prima delle tre (i dati biometrici in generale) è apparentemente la più pratica perché non si dimentica, non è copiabile (se la lettura è ben fatta) e non la si perde (a meno di mutilazioni, ovviamente). I dati biometrici espongono però una persona a rischi che in molti contesti sono giudicati troppo elevati per i dati da custodire: si pensi ad un malvivente che punta un’arma ad una persona per obbligarla a sbloccare qualcosa con l’impronta digitale. Si può ovviare il problema con il panic code usato come secondo fattore, ma c’è il concreto rischio che l’attaccante sappia del panic code e abbia reazioni spiacevoli.

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Vulnerabilità dell’autenticazione NTLM

Mark Gamache ha pubblicato un dettagliato articolo in cui spiega come il furto di credenziali utilizzate per l’autenticazione NTLM sia più semplice di quanto si riteneva.

Fin’ora si credeva che l’unico modo per rubare la password di un utente tramite NTLM fosse un attacco MitM o il possesso di credenziali amministrative sul sistema vittima; entrambe le cose rendevano il furto delle credenziali un male minore, in quanto il sistema sarebbe stato già ampiamente compromesso.

Il protocollo di autenticazione NTLM prevede quattro protocolli diversi in ordine crescente di sicurezza: LM, NTLM, NTLM con session security e NTLMv2, l’ultimo dei quali è l’unico a non essere interessato da questa vulnerabilità.

Mark ha scoperto che attraverso Cloudcracker (o servizio analogo) è possibile eseguire un attacco a forza bruta per ottenere l’hash NTLM; se la vittima utilizza Windows XP è possibile scoprire la sua password nel giro di una notte.

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Scavalcare l’autenticazione di MS SQL Server

Come altri articoli riguardanti la sicurezza informatica, anche questo può essere interpretato sia come documentazione di un fatto sia come spiegazione di come si può agire in maniera illegale.

Ovviamente l’intento non è di promuovere o incitare alcun comportamento contro la legge, ma di avvertire gli amministratori di sistema di un comportamento del software che hanno installato sulle loro macchine.

Un secondo e, forse, più comune utilizzo di questa procedura è accedere ai propri dati registrati da un applicativo i cui gestori o installatori non sono più disponibili o che rifiutano di dare accesso ai dati di proprietà dell’utente.

Come molti database, anche Microsoft SQL Server ha un sistema per bypassare la sicurezza inegrata.

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