Dati tra le nuvole

Clouds / NuvoleBella la funzione di storage automatico sul cloud online, ma…

Non è la prima volta che succede un casino e sicuramente non è nemmeno l’ultima, ma questa ha tutti i connotati delle 5 S di un certo giornalismo (sesso, sesso, sesso, sesso, sesso).

È oramai noto che sarebbero state trafugate delle foto molto personali di alcune celebrità.

Ho recuperato alcune foto da una fonte che credo sia attendibile e ne ho guardate un po’. Enfasi su un po’ perché dopo la l’n-sima serie di tette, fighe e culi ripresi male in contesti privati uno si stufa anche.

Le immagini sono essenzialmente di due tipi: copiate così come sono dopo che l’applicazione della fotocamera le ha salvate nella memoria del telefono (file di circa 2 Mb) oppure elaborate con i dati EXIF rimossi e ricampionate a bassa qualità (100-500 k circa). Molte di quelle con i dati EXIF risultano acquisite da un iPhone e salvate successivamente da Windows Image Viewer, cosa che capita quando (ad esempio) si apre un’immagine con il visualizzatore di Windows, la si ruota e la si salva. Non è però dato sapere se l’elaborazione sia stata fatta dopo il furto, cosa da non escludere se il malvivente ha deciso di cancellare delle tracce.

In una directory è addirittura presente il file PDF di 4 pagine di Dropbox con le istruzioni base per l’utilizzo del servizio. Il file risulta pulito all’analisi di VirusTotal. Leggi tutto “Dati tra le nuvole”

Dalla scatola alla nuvola

cspartQualcuno dirà che è finita una epoca, e sarebbe difficile dargli torto.

Sono passati oltre 25 anni da quando la Adobe ha lanciato sul mercato due prodotti software che avrebbero definito il mondo della grafica non solo per gli anni, ma per le geenrazioni a venire.
Come tutti sapranno già, negli anni Adobe è cresciuta in maniera drastica anche attraverso l’acquisizione di altre software house storiche come Aldus e Macromedia.
Tutte le tecnologie acquisite e incorporate sono poi servite per ampliare la gamma di prodotti di grafica e di sviluppo dell’Azienda.
Nel campo dell’informatica penso sia difficile trovare qualcuno che non conosca la Adobe Creative Suite: un pacchetto in bundle che appunto incorpora una buona parte delle applicazioni.

La storia della CS è iniziata nel 2003 con la prima versione a cui ne sono seguite altre sei, ma, poco meno di dieci anni dopo, la vita di questo prodotto come pacchetto software è conclusa.
Durante l’ultima Adobe MAX Conference, infatti è stato annunciato che la CS6 non sarà mai aggiornata e rimarrà l’ultima versione pacchettizzata della suite, insieme con le versioni singole delle varie applicazioni che la compongono. Leggi tutto “Dalla scatola alla nuvola”

OpenOffice va nel cloud?

Il progetto OpenOffice dopo le note vicissitudini sembra avere ricevuto nuova linfa essendo classificato come “Top Level project”  in Apache Incubator.

Nel prossimo simposio che si terrà dal 5 all’8 novembre in Germania, verranno presentate numerose novità.
Una di queste in particolare sta suscitando un notevole interesse.

Si tratta di un progetto simile a Office 365, denominato “Cloud Apache Office basato su HTML5”.

Questo progetto consentirebbe di lavorare su documenti sfruttando le capacità di rendering di un browser HTML5 per collegarsi ad Leggi tutto “OpenOffice va nel cloud?”

Ho un cloud!

THIS is the cloud! ;)La inbox della mia mail e tutte le altre cartelle sono sincronizzate e accessibili dal mio PC, dal webmail e dallo smartphone. Ho la mail nel cloud!

No. Hai un account IMAP o Exchange su un server connesso a Internet.

Mi hanno installato due server con VMware Essential Plus e uno storage condiviso. Le macchine virtuali possono passare da un server all’altro. Ho un cloud in ufficio!

No. Hai un sistema di virtualizzazione con funzionalità HA e vMotion.

I backup dei miei dati sono salvati nel cloud e li posso vedere anche via web!

Difficile. Molto probabilmente hai un account su un sistema di storage online.

Ho preso un cloud con un gestionale SAP con un cloud di Citrix e un cloud di server…

Non usare il termine cloud solo per giustificare il fatto di aver speso una quantità imbarazzante di soldi o per giustificare gli acquisti IT.

Ho comperato un NAS per casa e adesso ho un cloud a casa mia!

Con un NAS l’unico cloud che puoi avere in casa è quello di fumo magico.

Ho comperato il servizio della Nuvola Italiana.

Sarebbe bello se le società di telefonia si concentrassero sul loro core business, visto che abbiamo dei doppini marci.

Ho preso una serie di server da Amazon EC2 con istanze che si attivano su richiesta e un data store replicato su due Availability Zone diverse; pago solamente per quello uso e posso attivare altre istanze di server da solo senza problemi.

Finalmente qualcuno che usa un vero cloud!

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