Il .COM più vecchio compie 30 anni

symbolicsTrent’anni fa veniva registrato SYMBOLICS.COM il primo nome a dominio .COM

La Symbolics, Inc., fondata agli inizi degli anni 80, costruiva e vendeva delle Lisp machine. La società ha terminato tutte le attività nel 2005.

Nel 2009 SYMBOLICS.COM è stato acquistato da xf.com, una società texana che investe sui nomi a dominio. La società non ha rivelato la somma pagata per acquisire il nome. Leggi tutto “Il .COM più vecchio compie 30 anni”

Restano i punti nei nomi a dominio

ICANN ha deciso che per ora i cosiddetti dotless domain names sono vietati.

dotless domain names (strano che nessuno abbia ancora iniziato a chiamarli DDN) sono quei nomi a dominio che non contengono alcun punto separatore, ad esempio http://pippo

La proposta era stata avanzata da Google per poter avere un nome a dominio search in modo tale che gli utenti potessero scrivere http://search per accedere alle funzioni di ricerca.

Per esperienza diretta posso dire che, almeno fino a qualche anno fa, Microsoft USA (non so se valeva per il resto del mondo) al suo interno utilizzava dei dotless domain names per la intranet (ovviamente con IIS+SharePoint).

Proprio l’utilizzo di nomi senza punto all’interno delle aziende è una delle argomentazioni contrarie all’utilizzo dei dotless domain names sostenute da una ricerca commissionata da ICANN [PDF]. Il rischio che ci sia sovrapposizione tra qualche nome a dominio senza punto (magari creato ad arte) e dei server nelle intranet aziendali è molto elevato al punto tale da non giustificare il via libera di ICANN.

Purtroppo i rischi di sicurezza non sono legati solamente ai dotless domain names perché ICANN ha approvato da poco i primi gTLD, che, per giunta, non sono scritti in alfabeto latino:

  • .شبكة (Web in arabo)
  • .游戏 (Gioco in cinese)
  • .онлайн (Online in russo)
  • .сайт (Sito Web in russo)

Di chi è il vostro nome a dominio?

Negli ultimi tempi mi è capitato più volte di avere a che fare con problemi legati all’intestatario di un nome a dominio.

Premessa: questo è un articolo generico e non costituisce una consulenza di tipo legale, che deve essere fornita da professionisti specializzati.

Il titolare di un dominio è l’entità indicata nel campo Registrant. Il titolare è anche il responsabile dell’utilizzo del nome a dominio.

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Elenco aggiornato dei TLD

Ci sono alcuni contesti in cui farebbe comodo avere a disposizione un elenco aggiornato dei TLD.

IANA mette a disposizione questo elenco in formato testo [MD5].

L’ultimo aggiornamento del 12 agosto saluta di questo file l’arrivo del TLD .POST voluto dall’UPU.

La gestione del nuovo TLD verrà delegata all’UPU; la registrazioni di domini di secondo livello non sarà accessibile al pubblico, ma saranno riservate agli operatori pubblici e privati, alle organizzazioni e agenzie governative che forniscono e supportano servizi postali universali sicuri ed affidabili.

Come una grossa azienda italiana vede Internet

Il Correre online riporta la notizia che Mediaset ha perso il nome a dominio mediaset.com

Non l’ha perso per motivi legali o cause indipendenti dalla sua volontà, bensì perché qualcuno non solo se è dimenticato di rinnovare l’iscrizione, ma ha ignorato tutte le mail di avviso (era configurato bene il WHOIS, come da regolamento IANA, vero?), tutte le mail di scadenza e tutte le mail di avvertimento.

Ho un po’ di nomi a dominio intestati a mio nome e solo chi è nelle mie stesse condizioni sa quanto i fornitori si adoperino per evitare che succeda un caso come quello citato e come solamente ignorando sistematicamente ogni comunicazione (o avendo il WHOIS mal configurato) sia possibile cadere in un errore così grossolano.

Non basta dire “noi siamo Mediaset, ridateci il nome a dominio” al collegio arbitrale americano perché la risposta non è quella che ci si aspetta di ricevere in Italia.

Ci sono aziende italiane, non necessariamente di comunicazione o del settore IT, che curano la propria presenza online più di ogni altro aspetto di marketing e PR perché hanno capito che su Internet l’audience è letteralmente mondiale. Evidentemente a Mediaset non interessano queste cose e queste sono le conseguenze, si vede che si accontentano del nome a dominio mediaset.it