Buttate le televisioni 

Buttate via le televisioni che avete e correte a comprare un OLED.

Dico sul serio, non scherzo: se siete anche solo marginalmente interessati all’home entertainment, dovete fare un favore ai vostri occhi e passare a questa tecnologia.

Il mio lettore abituale sa che non sono solito partire a spron battuto con affermazioni del genere e che è strano per me non girare intorno a un argomento per qualche riga del post, ma in questo caso non ne posso fare a meno.
Ieri ho acquistato la televisione di LG 55B6V : non vi sto a tediare con lunghe discussioni e analisi tecniche che potete facilmente trovare su molti siti: vi consiglio, per dirne una, di leggere questa recensione su HD Blog.

In questo post vi racconto solo cosa ho visto e come l’ho visto.

Leggi tutto “Buttate le televisioni “

Vent’anni

Babylon 5Vent’anni fa andava in onda The Gathering, l’episodio pilota di Babylon 5.

La serie creata e scritta per larga parte da J. Michael Straczynski con la consulenza di Harlan Ellison non ha avuto la fortuna di Star Trek, ma ha dimostrato che, con una buona pianificazione della produzione, era possibile fare dell’ottima fantascienza a costi contenuti.

Babylon 5 è stata una delle prime a rompere lo schema della televisione seriale classica, quella del cosiddetto”pulsante di reset” alla fine di ogni episodio. L’idea di quel periodo era che una storia che durasse più di un episodio non permettesse di attirare spettatori dopo l’inizio della programmazione perché il nuovo venuto non avrebbe capito di cosa si stesse parlando.

Come succede spesso, la programmazione italiana ha fatto scempio della serie a causa della palese imperizia di chi ne ha curato la prima trasmissione. Un passaggio relativamente recente sul satellite e in seguito sui canali terrestri con una traduzione più professionale ha ristabilito un po’ di giustizia, ma il danno oramai era fatto.

Descrivere la serie in un post di questo blog è impossibile, cito solamente quello che Michael Straczynski ha scritto quando ha deciso di pubblicare le sue sceneggiature in una raccolta di volumi: I wanted to tell a story that was about more than just the plot, more than just recalibrating the energy fields to negate the quantum flux chamber before it blew up. […] I just wanted to say something, about you and me and us and how things look from here, and ask, what the heck do you think it all means?

Un giorno in anticipo?

Il doodle di oggi è un omaggio a una icona della cultura contemporanea, oltre che a una vera passione per ogni geek che si rispetti.

Ammetto candidamente di non aver capito al primo colpo quale anniversario ricorresse oggi: mi sono quindi affidato alla Wikipedia e ho scoperto – non senza sorpresa – che, apparentemente, oggi non è l’anniversario della TOS!

Infatti la prima trasmissione della serie risale al 8 Settembre 1966, non al 7.
Onestamente non sono sicuro – e non ho trovato spiegazioni affidabili su internet – se i doodle seguano il fuso del paese da cui si accede, o se cambiano per tutto il mondo nello stesso momento.
Ad ogni modo, quando ho visto l’immagine per la prima volta, da nessuna parte del mondo era ancora arrivato il giorno 8.

Mi sfugge qualcosa o Google oggi ha toppato?

Aggiornamento 2012-09-09
Preso probabilmente da paresi cerebrale del venerdì sera, non mi sono reso conto che il doodle era anche interattivo.
Per chi volesse giocarci un po’, è ancora disponibile a questo link: http://www.google.com/doodles/46th-anniversary-of-star-treks-1st-broadcast

Vecchi amici

La televisione seriale è una bestia strana. È allo stesso tempo una compagna e una carceriera.

Ciascuno ha le proprie serie preferite, le stagioni preferite delle serie preferite, i personaggi preferiti, eccetera.

Non ho mai amato la televisione perché non ho mai tollerato qualcuno che mi imponesse i suoi ritmi. O, più banalmente, perché fin da bambino avevo un videoregistratore e l’ho avuto un anno prima che arrivassero in Italia quegli aggeggi, quindi potevo registrarmi i cartoni animati e uscire a giocare con gli amici. Ma sto divagando.

Nell’ambito della televisione seriale (e mi limito a questo) ci sono pochi episodi che uno rivedrebbe anche una volta la settimana senza stancarsi, proprio come dei vecchi amici.

Sono episodi con cui ti trovi a tuo agio, che ti piacciono, che senti come tuoi. Proprio come gli amici, quelli veri.

Non li rivedo ogni settimana, ma magari una volta al mese mi capita di rivederne uno. Per me questi cari vecchi amici sono quattro, di due serie per molti versi uguali e opposte. Due serie che potrebbero essere lo svolgimento di uno stesso tema fatto da due bravissimi gruppi di persone.

In rigoroso ordine alfabetico di titolo:

  • Day of the Dead, Babylon 5 di Neil Gaiman
  • Far Beyond the Stars, Deep Space Nine di Marc Scott Zicree
  • In the Pale Moonlight, Deep Space Nine di Michael Taylor e Peter Allan Fields
  • The Decostruction of Falling Stars, Babylon 5 di J. Michael Straczynski

E i vostri?

Universalmente diversa

Un commento ragionato sull’insuccesso di Stargate Universe e sul recente annuncio della sua chiusura.

Logo Stargate UniverseNo, non ne è valsa la pena.
Sto rispondendo qui a una domanda che mi ero fatto da solo in un altro post (quando ancora questo blog non esisteva)  un paio di anni fa.
Il post allora aveva come argomento la ragionevolezza della chiusura della serie Stargate Atlantis in favore dell’imminente lancio del secondo spinoff della saga: Stargate Universe.
Come tutti sapete ormai, SyFy ha deciso di non rinnovare la serie per la terza stagione e, nonostante non ci siano dichiarazioni ufficiali da parte di MGM, è sostanzialmente certo che la serie sia ormai finita.
E’ arrivato quindi il momento di parlare di nuovo di questo franchise.

Per i non appassionati, dobbiamo forse fare un passo indietro spiegando che questa serie TV rappresenta la terza incarnazione sul piccolo schermo della saga di Stargate.
Iniziata con il film per il grande schermo nel 1994, molto conosciuto anche presso il pubblico non specialistico grazie alla direzione del celebre Roland Emmerich e alla interpretazione di Kurt Russel, la serie è continuata poi in televisione con Stargate SG-1.
Pur senza aver interessato particolarmente il pubblico e la critica nei primi anni, la serie è sopravvissuta per evolvere in un classico di hard science fiction raccontando in maniera ottima l’ipotetica ascesa della civiltà umana da scopritrice casuale dello Stargate a potenza di rilevanza extragalattica, capace di competere con alieni di provenienza ben più antica. Nel corso di 10 anni, SG1 è diventata la serie sci-fi americana di maggior longevità della TV (solo recentemente superata) raccogliendo un buon numero di fan insieme a giudizi molto favorevoli sia di critica che di ascolti.

Per queste ragioni, non solo la serie ricevette un prolungamento da 8 a 10 stagioni alla metà del decennio, ma fu affiancata da Stargate Atlantis con premesse identiche, ambientazioni simili, ma basata in una diversa galassia. Costruita sui successi della serie precedente, Atlantis raggiunse ben presto interessanti livelli di narrazione e dimostrò di saper ben costruire storie con il background impostato dai predecessori.
Dopo 5 stagioni, per motivi che non sono del tutto chiari, ma che probabilmente hanno a che fare con il cachet degli attori, anche Atlantis venne chiusa. Anche questa serie avrebbe dovuto proseguire con film direct-to-DVD con cadenza regolare, come SG1. Parallelamente sarebbe dovuto partire un nuovo spinoff, Universe, appunto.
Il futuro di Stargate sembrava roseo, ma non tutto è andato come doveva.

Leggi tutto “Universalmente diversa”