Non è così che si assemblano i rack

Montaggio rack: FAIL!

I rack informatici da 19 pollici hanno poche regole precise e, spesso, disattese.

L’unità di misura verticale è la unit (abbreviata U), che corrisponde a tre buchi, ma non tre buchi presi a caso!

I buchi nelle staffe verticali sono separati alternativamente da due distanze maggiori e una minore, è la distanza minore che separa le unit. Alcuni rack hanno anche un piccolo foro aggiuntivo all’esterno del terzo foro di una unit (quello più in alto, le unit si contano sempre dal basso). Alcuni rack hanno anche le unit stampate sulle quattro staffe verticali, per fare in modo che quasi tutti riescano a capire.

Quasi tutti, appunto, perché c’è qualcuno che, evidentemente, non ha ancora capito, come mostra la foto a fianco.

Il mancato rispetto delle unit ha come effetto immediato una maggiore fatica nell’installazione del dispositivo: no, caro maniscalco riconvertito, non stai facendo fatica perché il rack è fatto male! L’effetto più a lungo periodo è ovviamente quello di uno spreco di spazio perché un dispositivo che non rispetta le unit finirà per occupare una U in più.

Un’altra importante regola da seguire è che i rack si popolano dal basso partendo dai dispositivi più pesanti. Mi è capitato poco tempo fa di vedere un rack con un UPS da 3U a 3000VA (una piuma da 50 e rotti chilogrammi) sistemato nella U38 di un rack da 42U. Una scelta del genere, oltre ad essere priva di ogni logica, può provocare ferimenti alle persone e danni ai materiali.

Basta veramente poco per fare un lavoro fatto bene e rispettoso di chi deve lavorare nel medesimo rack mesi o anni dopo di voi: è semplicemente necessario ricordarsi poche regole e usare quello che si trova tra le due orecchie.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

4 pensieri riguardo “Non è così che si assemblano i rack”

  1. Qui ci sarebbe da aprire una vera galleria degli orrori!
    A parte l’errore (e sono buono a definirlo così) riguardo il posizionamento della U negli appositi fori, io inorridisco quando vedo l’inserimento casuale delle viti.
    Dico io, se una staffa ha due fori, costa tanta fatica mettere due dadi e due viti?!
    Evidentemente sì, visto che la maggior parte dei “tecnici” ritiene che sia sufficiente metterne una sola.
    E poi il dilemma: una nel buco superiore o in quello inferiore?
    Naturalmente in quello superiore! Perché la fisica è una opinione e le coppie di forze cono un concetto astratto, misterioso e forse soprannaturale!

    L’alternativa a una vite da una parte e una dall’altra è, con un tocco evidentemente artistico, una vite da una parte e DUE dall’altra.
    Sì perché se due sono poche, quattro sono proprio troppe!

    Ma il massimo l’ho raggiunto poche settimana fa quando avevo nel CED un “esperto” di una nota Azienda fornitrice di connettività su fibra.
    Ha insistito per voler montare i dadi a gabbia senza il mio aiuto: quando gli ho dato in mano lo strumentino per tirare l’estremità della gabbia senza farsi male, è rimasto senza parole.
    Se avessi dato in mano un tricorder a un Homo neanderthalensis, lo avrebbe capito di più.
    Ci avrò messo 2 minuti buoni a spiegargli cosa servisse e che non era qualcosa di “incompatibile con il loro apparecchio”, ma solo una comoda linguetta di metallo.
    Con gente così, ci stupiamo se poi l’informatica gode di bassa considerazione?

    1. La linguetta di acciaio! La custodisco gelosamente e non la do al tennico di turno, ma la nascondo nel palmo della mano e la uso sotto gli occhi del tennico che sente un CLACK! secco e non capisce. PRICELESS!

      E che dire di quelli che montano le gabbie all’esterno delle barre verticali anziche’ all’interno?

  2. I bulloni si mettono in numero di 2 (e non di 4) perche` in qualsiasi sala macchine c’e` sempre una cronica carenza di bulloni. L’ho vissuto cosi` tante volte, che qualche volta anche io ho messo solo i bulloni DI SOTTO (e non di sopra) nella roba leggera.

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