IDN? No grazie… (almeno per il momento)

Dalle ore 14:00 dell’11 luglio 2012 il NIC italiano (l’ente preposto a regolamentare e gestire la registrazione dei domini con estensione .it) consente di registrare domini IDN (internationalized domain name) ovvero domini contenenti lettere accentate ed altri caratteri speciali che prima non erano consentiti nei domini italiani.

Peccato che nessuno si è preso la briga di controllare se i vari programmi in uso dagli utenti o in funzione sui server siano compatibili e supportino i nuovi domini.

Lo standard per i nomi di dominio non permette normalmente caratteri non ASCII ma alla fine un metodo per internazionalizzare i nomi di dominio in un formato ASCII standard è stato trovato, salvaguardando con ciò la stabilità del Domain Name System. La prima bozza di IDN è stata proposta nel 1996 ed implementata nel 1998. Nel marzo 2008 l’Internet Engineering Task Force ha formato un nuovo IDN Working Group per rimodernare il corrente protocollo IDNA.

Attualmente diverse decine di domini di primo livello supportano la registrazione gli IDN. Anche il dominio di primo livello .eu, dal 10 dicembre 2009, supporta gli IDN.

Ovviamente perché tutto funzioni tutte le varie tessere del mosaico di software che costituisce Internet deve essere aggiornato e compatibile. E quì cominciano i problemi.

Ho eseguito personalmente dei test di invio mail da alcuni dei più grandi (come numero utenti) sistemi webmail verso delle mailbox appositamente create con domini IDN ed i risultati a parer mio sono sono disastrosi.

Gmail e Tiscali non supportano gli IDN e non consentono l’invio del messaggio. Yahoo prima lo accetta poi manda un messaggio d’errore perché uno dei suoi server non riesce ad inviare il messaggio a destinazione. V’invito ad effettuare dei test con altri account, se lasciate un commento, indicando la vostra mail vera nell’apposito campo, con il quale chiedete di collaborare al test vi contatterò personalmente per indicarvi un paio di indirizzi verso cui inviare i test. I risultati saranno pubblicati su questo blog.

ATTENZIONE! Non indicate la mail nel commento ma nell’apposito spazio del form. In questo modo io potrò vedere la vostra mail e contattarvi ma questa non sarà pubblicata sul sito.

Android: trasferire gli SMS da un telefono ad un altro

Articolo pubblicato contemporaneamente sul mio blog personale
stefanopetroni.wordpress.com

SMS Backup & Restore Ricordate i bei vecchi tempi in cui quando si cambiava cellulare occorreva prendere le ferie per passare i dati da quello vecchio a quello nuovo? Beh, nell’epoca degli smartphone ci si augura che le cose siano un po’ più facili, specie se si passa ad un altro cellulare con lo stesso sistema operativo (nel nostro caso Android).

Una delle cose che non mi è mai riuscita era quella di esportare gli SMS da un cellulare ed importarli in quello nuovo. Era semplicemente impossibile anche se i due telefoni erano lo stesso modello della stessa marca (grazie Nokia). Ma questo è solo un brutto ricordo per gli Androidiani grazie ad un programmino semplice semplice che fa (bene) quello che promette. Stiamo parlando di SMS Backup & Restore by Ritesh Sahu Leggi tutto “Android: trasferire gli SMS da un telefono ad un altro”

Da Galaxy S a Galaxy S II

Articolo pubblicato contemporaneamente sul mio blog personale
stefanopetroni.wordpress.com

Non sono una persona che cambia cellulare spesso, per me non è uno status simbol ma uno strumento di lavoro e come tale deve durare almeno tre o quattro anni. Questo è quello che pensavo quando l’anno scorso mi sono fatto regalare dai miei amici per il mio compleanno il Samsung Galaxy S. E devo dire che in questi 16 mesi di soddisfazioni me ne ha date tante, aumentando la mia produttività. Uno smartphone ti risolve problemi che prima non pensavi di avere (o che magari non avevi prima di avere uno smarphone :-D).

E’ arrivato però il momento di rinnovare i contratti con il gestore di telefonia mobile dell’azienda per cui lavoro e come incentivo il gestore ci ha dato un nuovo fiammante Samsung Galaxy S II. Leggi tutto “Da Galaxy S a Galaxy S II”

Scoperto un video amatoriale del disastro dello Space Shuttle Challenger

Un video inedito del disastro dello Space Shuttle Challenger è emerso da una cantina della Florida dopo quasi un quarto di secolo. Il filmato amatoriale è stato registrato da Jack Moss con la sua nuova videocamera la mattina del 28 gennaio 1986.

I quattro minuti del filmato catturano il momento del disastro, 73 secondi dopo il lancio dal Kennedy Space Centre (Florida), in cui morirono i sette gli astronauti a bordo del Challenger. La flotta degli Shuttle rimase a terra per quasi tre anni ed il programma spaziale della NASA fu modificato e ridimensionato.

Non credo che il signor Moss abbia pensato che fosse qualcosa di importante. Lo ha messo nel suo scantinato con altri nastri e se ne è dimenticato“, ha detto Marc Wessels, executive director dello Space Exploration Archive, gruppo che raccoglie cimeli spaziali per scopi didattici.

Ci volle un po’ per trovare qualcuno con un vecchio lettore video Betamax, poi ho dovuto guardare ore di gameshows e sit-com degli anni ’80, ma quando ho trovato il filmato ho pensato che le persone dovevano vederlo

In memoria di Dick Scobee (Comandante), Michael J. Smith (Pilota), Judith Resnik (Specialista di missione 1), Ellison Onizuka (Specialista di missione 2), Dr. Ronald McNair (Specialista di missione 3), Greg Jarvis (Specialista del carico 1) e Christa McAuliffe (Specialista del carico 2). 28 gennaio 1986

[via Gravità Zero]

Splinder runner

Riflessione: cercavo in rete del materiale per il nuovo sito Deepcon e mi sono accorto che molto è su Splinder. Peccato che dal 31 Gennaio 2012 Splinder verrà dismesso ed i suoi contenuti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.

Buon compleanno Isaac Asimov

Isaac Asimov (Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992)

Isaac Asimov

Prima Legge
Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.

Seconda Legge
Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, a meno che questi ordini non contrastino con la Prima Legge.

Terza Legge
Un robot deve salvaguardare la propria esistenza, a meno che questa autodifesa non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.

Buon compleanno Commodore 64

Commodore 64

Nel gennaio 1982 veniva annunciato all’International Winter Consumer Electronics Show di Las Vegas il Commodore 64. Con l’occasione venne mostrato anche un prototipo.

Nell’agosto 1982 è iniziata la vendita al dettaglio negli Stati Uniti con un prezzo di lancio di 595 dollari.

In Italia il Commodore 64 è stato presentato in anteprima allo SMAU del settembre 1982 ed è stato reso disponibile per la vendita al dettaglio a partire dal marzo 1983 con un prezzo di listino di 973.500 lire,[6] listino in cui il Commodore 64 è rimasto fino al dicembre 1993 con un prezzo ribassato più volte.

Il Commodore 64 è il computer più venduto al mondo, record che si trova anche nel Guinness dei primati. Nel 1986 furono venduti più di 10 milioni di esemplari in tutto il mondo. Fu commercializzato fino al 1993, quando le unità vendute furono appena 700 mila. In totale ne sono stati venduti nel mondo oltre 17 milioni di esemplari: record che con tutta probabilità non verrà mai più superato.

Leggi tutto “Buon compleanno Commodore 64”

Tubo di rame e magneti al neodimio

Un curioso effetto speciale facendo cadere in un tubo di rame dei magneti al neodimio.

Il neodimio è un metallo appartenente al gruppo delle “terre rare”, o lantanidi. Viene utilizzato tra l’altro per produrre magneti permanenti Nd2Fe14B ad elevata forza coercitiva. Questi materiali sono meno costosi dei magneti al samario-cobalto e vengono anche utilizzati nella produzione di auricolari in cui la presenza di magneti in neodimio offre una qualità sonora eccellente.

Non solo in Italia le cazzate legislative

PasswordCome dice Luigi quiogni tanto qualche legislatore ha la bella idea di regolamentare qualche aspetto dell’informatica“.

E’ notizia di circa un mese fa che il governo francese ha deciso di proibire che le password all’interno di un sistema informatico vengano conservate criptate.

Secondo la BBC la legge obbliga i siti di e-commerce, i servizi di video, music ed i provider webmail di mantenere alcuni dati degli utenti. Questi includono il nome completo, indirizzo, numeri di telefono e password. Ovviamente i dati devono essere passati alle autorità su richiesta. Polizia, dogana ed ufficio delle imposte hanno diritto ad accedere a quei dati.

Alcuni big della rete come Google, Ebay si sono attivati al fianco dell’associazione francese per i servizi alla Internet community (ASIC) per una battaglia legale. Alcuni hanno dichiarato che potrebbero anche chiudere completamente i propri servizi agli utenti transalpini.

(via Napolux)

E’ ufficiale: il Doctor Who ora è IMMORTALE

Doctor Who & Sarah Jane
Doctor Who & Sarah Jane

Quella che solo la scorsa settimana era un indiscrezione è improvvisamente divenuta realtà. Il Doctor Who non ha più il limite di 12 rigenerazioni! Questo è stato per lungo tempo un concetto fondamentale delle storie del signore del tempo e sta per essere accantonato.

Curiosamente, non sarà trattato come una questione importante, tutto si risolverà con una semplice battuta. Non solo, ma la BBC liquiderà la questione non in un episodio di Doctor Who, ma nello spin-off The Sarah Jane Adventures, interpretato da Elisabeth Sladen. L’episodio doppio s’intitola “Death of the Doctor” e andrà in onda nel Regno Unito il 25 e 26 ottobre.

Certo è una mossa strana da parte della BBC l’aver deciso di affrontare questo importante evento in uno spin-off per bambini piuttosto che nello show principale o per lo meno nel Christmas Special. Dato che The Sarah Jane Adventures non viene trasmesso in molti paesi questo significa che molti fan del Dotore non saranno in grado di vedere l’episodio in questione fino a quando non sarà disponibile il DVD a meno di procurarselo per vie traverse.

Con uno spettacolo di successo come Doctor Who sicuramente c’era bisogno di affrontare la questione prima o poi. Tutti sapevamo che probabilmente ci sarebbe stato qualche tipo di spiegazione o di evento che avrebbe sicuramente permesso al Time Lord di rigenerarsi più di 12 volte, dopo tutto Matt Smith è l’undicesimo Dottore e rimanevano due sole rigenerazioni!

Questo rischio deve essere sembrato molto lontano nel 1976, quando nell’episodio “The Deadly Assassin” con Tom Baker (il quarto Dottore) fu fissato il limite di rigenerazioni. Oggi non è più saggio, dal momento che il Dottore stava arrivando al termine sua vita e lo spettacolo sta dando tutti i segni di poter andare avanti con successo per molto tempo. Anche dopo tredicesimo Dottore.

Cosa ne pensate di questa nuova regola?

(via Blastr)

Google Blacklist – Le parole che non piacciono a Google Instant

Avevo già notato che su Google Instant, a volte mettendo delle parole la visualizzazione dei risultati si interrompe bruscamente. Questo articolo pubblicato da 2006.com elenca alcune delle parole inglesi che sono bloccate da Google Instant.

Questo non significa che non si possono fare ricerche mettendole come parole chiave, bisognerà solo premere esplicitamente il pulsante per ottenere i risultati. Il perché è ovvio, porterebbero a risultati che potrebbero essere controversi, non adatti ai minori o comunque ritenuti offensivi quindi Google si tutela dalle possibili polemiche.

Geek power: Space Shuttle Enterprise

Space Shuttle Enterprise
Space Shuttle Enterprise

Il 17 settembre 1976 a Palmdale lo Space Shuttle Enterprise faceva la sua prima apparizione pubblica. Gran parte del cast di Star Trek, assieme a Gene Roddenberry (creatore della serie) era presente alla cerimonia d’inaugurazione e il tema musicale della serie fu eseguito come colonna sonora.

L’Enterprise (OV-101) è stato il primo Space Shuttle costruito. Senza motori e senza scudo termico funzionante non era capace di operare realmente nello spazio senza ulteriori modifiche.

Destinato a chiamarsi Constitution (in onore del bicentenario della costituzione degli Stati Uniti d’America), in seguito ad una massiccia campagna organizzata da Bjo Trimble oltre 200.000 lettere furono inviate dai fan di Star Trek direttamente al Presidente Gerald Ford e fu cambiato nome. La campagna ha anche dimostrato che i geek quando vogliono sanno rompere le scatole.

Oggi l’Enterprise è esposto al Smithsonian National Air and Space Museum presso il Washington Dulles International Airport dove è uno dei pezzi pregiati della space collection.

L’abbecedario di Google

Google InstantCome già segnalato da Luigi, Google ha alzato il sipario su Instant Search promettendo ricerche Internet più veloci.

Google in pratica cerca di “prevedere” le richieste dell’utente mano a mano che questo digita il testo nella casella di ricerca. Dopo che Eric Schmidt (A.D. di Google) aveva anticipato via Twitter che “I predict big things happening today at Google. We’re already fast.. fast is about to get faster“, la comunità virtuale attendeva, con la trepidazione generalmente riservata agli annunci della rivale Apple, l’innovazione svelata al Museo di Arte Moderna di San Francisco.

Google Instant verrà reso disponibile gradualmente nel corso dei prossimi giorni agli utenti che hanno eseguito l’accesso a un account Google. Sul mio account è stato attivato ed ho cominciato a sperimentare.

I risultati delle ricerche di Google sono sempre stati personalizzati in base alla nazione in cui ci si trova e la lingua in cui si utilizza il servizio. Probabilmente anche in base ai siti che vengono visitati e le ricerche precedenti effettuate. Se poi avete un Google Account (e per usare Instant al momento è obbligatorio) siete ancora più profilati. A tutto ciò ovviamente si aggiunge qualche algoritmo segreto di BigG basato (probabilmente) su quelli che sono i termini più usati dalla gente per fare le proprie ricerche.

Quando ho cominciato a digitare la prima lettera nella casella di ricerca è apparsa subito una parola e la ricerca in base a quel termine. Subito ho cancellato e scritto un’altra lettera per vedere il risultato. E’ scattata subito la curiosità di vedere quale fosse l’abbecedario di Google (basato sul mio profilo evidentemente).

Questo è il risultato: Leggi tutto “L’abbecedario di Google”