Configurazione Windows Terminal

Windows Terminal è una versione modernizzata dell’interfaccia a riga di comando di Windows. Come spesso accade, Microsoft è arrivata buona ultima nella inclusione di un terminale moderno e versatile per il suo sistema operativo, ma le si deve dare atto di averci messo impegno. Lo ha fatto con un progetto open-source, il che è già un buon inizio, e con un buon coinvolgimento della comunità.
Il repository del progetto sitrova su GitHub mentre il blog per tenersi aggiornati sulle novità è nella area DevBlog .

In questo articolo vorrei condividere alcuni piccoli dettagli che possono aiutare a rendere produttivo il lavoro con questo strumento, dettagli da aggiungersi a questo utile post.

La configurazione del terminale si esegue tramite l’apposito file JSON accessibile dal menu con la freccia in basso. Si può ovviamente usare qualsiasi editor di testo per modificarlo, anche se è preferibile usarne uno con la sintassi evidenziata per semplificare la digitazione.
Il file non si adegua esattamente allo standard JSON in quanto quest’ultimo non prevede i commenti, mentre il file di configurazione di WT, invece, li include usando //: questo genera alcuni errori in un editor che verifica la sintassi JSON. L’utente deve ricordarsi di ingorarli.

// To view the default settings, hold "alt" while clicking on the "Settings" button.
// For documentation on these settings, see: https://aka.ms/terminal-documentation

{
  "$schema": "https://aka.ms/terminal-profiles-schema",

  "defaultProfile": "{GUID}",

  "profiles":
  {
      "defaults":
      {
          // Put settings here that you want to apply to all profiles
      },
    "list": [

Il codice qui sopra è la prima parte della configurazione standard. All’interno dell’array “list” vengono elencati le voci di ognuna delle finestre che possono essere aperte in WT.

Per aggiungere una nuova voce, prima di tutto bisogna assegnarle un identificatore univoco nella forma di un GUID.
Ci sono vari modi per generarne uno: tramite una semplice ricerca si possono trovare diversi siti internet, inoltre si può generare tramite PowerShell con il comando

[guid]::NewGuid()

In sistemi LInux si può usare la utility uuidgen che fa parte del pacchetto uuid-runtime.
Una volta ottenuto l’identificativo, si può procedere a creare le proprie sezioni personalizzate.

Una cosa che io trovo molto comoda è la possibilità di avviare il “vecchio” interprete dei comandi, però con la opzione di auto completamento dei nomi di file e directory.
Ho aggiunto quindi una sezione così

      {
        // Make changes here to the cmd.exe profile
        "guid": "{GUID}",
        "name": "cmd /f:on",
        "commandline": "cmd.exe /f:on",
        "hidden": false
      },

Per qualche ragione il normale comando che si può digitare in “Run” di Windows non funziona ed è necessario aggiungere l’estensione .exe

Un altro uso interessante è quello di lanciare lo stesso interprete, però con privilegi elevati:

      {
        // Make changes here to the cmd.exe profile
        "guid": "{GUID}",
        "name": "cmd runas admin",
        "commandline": "runas /user:administrator \u0022cmd.exe /f:on\u0022",
        "hidden": false
      },

In questo caso è importante notare che il segno degli apici deve essere sostituito dal suo codice per essere incluso nel valore del parametro.

Windows 10 include anche un client per SSH, di conseguenza una interessante possibilità è includere un terminale verso un server remoto Linux, per esempio, direttamente in WT

      {
        // SSH local linux machine
        "guid": "{GUID}",
        "name": "SSH server Linux",
        "icon": "https://www8.hp.com/it/it/images/i/hpi/header-footer/caas-hf-v3.2/hpi-favicon.ico",
        "commandline": "ssh user@server",
        "hidden": false
      },

In questo esempio vediamo un’altra interessante personalizzazione ovvero l’uso di una icona non necessariamente in un file locale. Per identificare visivamente questo server, ho usato l’icona del produttore: per evitare di salvare immagini localmente e mantenerle in caso di cambio di macchina, è possibile referenziare icone direttamente da internet.

WT è sicuramente un prodotto ancora acerbo è ha ampio spazio di crescita, tuttavia si tratta di uno strumento versatile per l’utilizzatore di Windows che permette di mantenere ordinate connessioni eterogenee all’interno dello stesso tool.

Chiudi il ticket!

Nella mia carriera IT mi è capitato nel corso degli anni di occuparmi di supporto agli utenti in prima persona.
L’ho fatto, lo faccio, coordino e collaboro con persone che fanno questo esclusivamente o come parte del loro incarico in diversi Paesi.

Ho visto negli ultimi vent’anni grandi modifiche e un supposto progresso nel modo in cui è gestito.
Succedeva più spesso anni fa, ma è ancora così in molte realtà, che il supporto fosse fatto in maniera quasi informale: gli utenti contattavano qualcuno che lavorasse “con i computer” e chiedeva aiuto. La persona in questione poteva aiutare se trovava tempo e se aveva la competenze necessarie.
Poteva a volte ignorare l’utente se lo riteneva (a torto o a ragione) non degno della sua attenzione e del suo tempo.

In aziende più grandi e strutturate, e anche in aziende più piccole con il passare degli anni, il ruolo di supporto ha aumentato la sua importanza e, insieme a questa crescita si è sempre più specializzato e strutturato.

Le declinazioni pratiche di questo argomento sono molteplici, ma la struttura basica non cambia di molto.

Leggi tutto “Chiudi il ticket!”

Vedere sempre meglio

La fotografia di Nettuno qui sotto ha fatto il giro del mondo a metà di luglio 2018.

L’immagine del pianeta Nettuno sulla sinistra è stata ottenuta durante la fase di verifica dell’ottica adattiva a Campo Stretto dello strumento MUSE/GALACSI installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO. L’immagine a destra è un’immagine paragonabile ottenuta dal telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA. Si noti che le due immagini non sono contemporanee e perciò non mostrano strutture superficiali identiche.
Crediti: ESO/P. Weilbacher (AIP)/NASA, ESA, and M.H. Wong and J. Tollefson (UC Berkeley)

A qualcuno potrebbe non dire nulla, ma si tratta di una vera e propria rivoluzione nella nostra capacità di indagare l’universo.

Il telescopio spaziale Hubble è uno strumento di dimensioni tutto sommato modeste: il fatto di dover essere lanciato usando lo Space Shuttle ne ha modellato la struttura fisica in un cilindro di circa 4 per 13 metri. Di conseguenza il suo specchio primario è molto piccolo per gli standard degli attuali telescopi a terra.

Leggi tutto “Vedere sempre meglio”

Wait… what?

Ce lo aspettavamo, prima o poi, che sarebbe successo.
Flickr è finalmente passato di mano ed è stato ceduto a SmugMug.

Da parecchi anni noi utenti abbiamo notato un declino in Flickr tanto per funzionalità quanto per rilevanza e per innovazione. Il precedente proprietario, Yahoo, non sembrava proprio il posto giusto dove lasciare un business strettamente fotografico, tanto che, qualche anno, fa parti l’iniziativa #DearMarissaMayer indirizzata all’allora CEO della società.

Alcuni indicavano addirittura l’acquisizione di Flickr da parte di Adobe, il che poteva avere senso da una parte (ovvero unire un servizio di memorizzazione delle immagini online a un produttore di software di photo-editing e digital art), ma non ne aveva per niente da un’altra (Adobe sta puntato su servizi cloud completamente integrati, applicazioni e storage).

Dopo l’acquisizione di Yahoo da parte di Verizon, l’errato posizionamento di Flickr (tramite Oath Inc.) non sembrava per niente più vicino a una soluzione. Leggi tutto “Wait… what?”

And the sky’s the limit

Questo è un crosspost su SiamoGeek e sul blog di WikiTrek.
Articolo aggiornato il 2017-11-12.

Senza senza essere un supereroe dei fumetti o del cinema, anche per le persone normali esistono avventure che durano una vita.
L’avventura più antica che io ricordi è di essere un Trekker: letteralmente non ricordo un momento della vita in cui non sia stato appassionato della serie TV e, di conseguenza, dello spazio, della tecnologia e dell’esplorazione.
Una avventura, connessa a questa passione, che ho vissuto per molti anni è stata collaborare con un bel gruppo di fan a un progetto che si chiama HyperTrek (e che, nella sua lunga storia, si è chiamato in tanti altri modi).

L’anno scorso Luigi ha scritto un post a proposito di HyperTrek che a prima vista poteva sembrare innocuo, ma che ha piantato un paletto nel cuore di molti di noi con la frase

È assai difficile che nell’immediato futuro HyperTrek venga aggiornato con regolarità.

Per me – e forse anche per altri – questa è suonata come una vera e propria  wake-up call: il segnale che era arrivato il momento di prendere per mano il progetto e non lasciarlo morire. Leggi tutto “And the sky’s the limit”

A Human Fail

Per le strade di Milano è abbastanza comune vedere in questi giorni un manifesto su cui campeggia un astronauta in tuta EVA e sullo sfondo il pianeta Terra visto dallo spazio.
Una simile immagine non poteva naturalmente sfuggire al geek sense e quindi mi sono avvicinato subito a uno di questi cartelloni dopo averlo visto con la coda dell’occhio.

Pare che si tratti della edizione italiana della mostra NASA. A Human Adventure.
Apparentemente si fa molta fatica a trovare informazioni su questa mostra online. Google come primo risultato riporta una notizia sul sito dell’Unione Astrofili Italiani che però sembra stata rimossa. Le ho dato una occhiata dalla cache di Google.

Mi sono accorto solo il giorno dopo dell’esistenza anche di un sito con dominio .it che ho prontamente visitato.
www.ahumanadventure.it: una pagina bianca. Leggi tutto “A Human Fail”

Buttate le televisioni 

Buttate via le televisioni che avete e correte a comprare un OLED.

Dico sul serio, non scherzo: se siete anche solo marginalmente interessati all’home entertainment, dovete fare un favore ai vostri occhi e passare a questa tecnologia.

Il mio lettore abituale sa che non sono solito partire a spron battuto con affermazioni del genere e che è strano per me non girare intorno a un argomento per qualche riga del post, ma in questo caso non ne posso fare a meno.
Ieri ho acquistato la televisione di LG 55B6V : non vi sto a tediare con lunghe discussioni e analisi tecniche che potete facilmente trovare su molti siti: vi consiglio, per dirne una, di leggere questa recensione su HD Blog.

In questo post vi racconto solo cosa ho visto e come l’ho visto.

Leggi tutto “Buttate le televisioni “

Fare la storia. E poi farla di nuovo

SES-10 Launch - world's first reflight of an orbital class rocket

SpaceX è senz’altro un argomento di discussione molto gettonato dai Geek e non per niente ne parliamo spesso in questo blog.
Ritorniamo volentieri su questo argomento oggi a causa della missione SES-10 che ha volato giovedì notte.

SpaceX ha lanciato un razzo Falcon 9 FT con a bordo un satellite per le telecomunicazioni da posizionare in orbita geostazionaria.
Dopo il MECO, il primo stadio del razzo è ritornato a terra e si è posato dolcemente sulla Of Course I Still Love You.
Fino a qualche anno fa, sarebbe bastato leggere questo paragrafo per pensare a un breve racconto di fantascienza, non a un lancio normale di una azienda aerospaziale privata.
Oggi sembra che tutto questo sia routine (ovviamente non lo è per niente, ma quanto meno ci stiamo avvicinando). Leggi tutto “Fare la storia. E poi farla di nuovo”

Sotto stretta sicurezza

In questo blog si è parlato in abbondanza di HTTPS e a piena ragione: la sicurezza dei nostri dati è una cosa importante che non va presa alla leggera.
Non ci stancheremo di ripetere che la privacy è un diritto di tutti e, di conseguenza, è un dovere della comunità IT fare tutto il possibile per renderla tecnicamente fattibile.

Il protocollo HTTPS è un passo in questa direzione: Google non è stata la prima a impegnarsi in questo senso, ma il suo peso specifico nel panorama tecnologico fa sì che ogni suo movimento sia il più rilevante, nonché quello che riceve la più ampia risonanza.
Questo post sul loro blog di sicurezza ha fatto notizia ed è una delle dichiarazioni giustamente più citate.
In particolare, mi piace focalizzare l’attenzione sulla immagine che mi sembra la più rappresentativa: un giorno tutte le pagine HTTP saranno trattate come Not secure. Ovvero, non sarà più HTTPS a essere una sicurezza in più, ma HTTP a esserne una in meno! Leggi tutto “Sotto stretta sicurezza”

Site survey, fatta in casa

Che la connessione in mobilità sia un argomento imprescindibile nel discorso informatico è ormai un dato di fatto.
In luoghi chiusi dotati di connettività in banda larga, trovarsi una connessione Wifi è più una normalità che una stranezza: se, fino a una manciata di anni fa, anche per una azienda non era strano non avere copertura WiFi in tutti gli uffici, ora sembra impensabile non poter navigare dal lavandino del bagno.

Le connessioni radio sono per loro natura soggette a interferenza ed è importante che gli access point WiFi vengano posizionati in luoghi ottimali e in numero sufficiente. Per effettuare questa valutazione è possible affidarsi alla intuizione e alla sorte, se si vuole, ma è preferibile invece affrontare il problema in maniera scientifica.

Ecco che negli ultimi anni sono diventate quasi imprescindibili le WiFi Site Survey. Si tratta, riassumendo, di una attività che normalmente viene fatta piazzando AP in posizioni strategiche nel luogo che si vuole valutare, effettuando modifiche sulla copertura della rete camminando con uno strumento di misurazione, riposizionando o aggiungendo se necessario gli AP e ripetendo il processo.
La site survey serve ad assicurare prima di tutto una copertura sufficiente della superficie di lavoro, dopodiché una misura della qualità del segnale da comparare con le necessità di banda degli utenti.

Alcuni sedicenti Professionisti IT prendono sottogamba tutto questo processo e semplicemente piazzano qualche AP agli angoli sperando che tutto vada bene.
Altri invece si affidano solo ad aziende che effettuano questo lavoro in maniera professionale con strumentazione dedicata.

Io da qualche anno faccio parte della seconda categoria, per prima cosa perché penso che ognuno debba fare il proprio mestiere specifico, consegnarne il risultato al cliente ed essere pagato come si deve. In secondo luogo perché ero stanco di sentire gli utenti lamentarsi che qualsiasi cosa non funzionasse a causa del WiFi “insufficiente”.

Recentemente, però, mi è capitato di dovermi occupare di un appartamento privato disposto su due piani dove integrare una infrastruttura IT necessaria oltre che per l’intrattenimento domestico avanzato anche per qualche applicazione che ricade nella fascia cosiddetta Small Office / Home Office.
Oltre a una piccola zona tecnica dedicata e al classico cablaggio strutturato (argomenti di cui potremmo forse parlare in futuro) il WiFi è stato ovviamente un argomento di discussione per il quale mi sono chiesto: se la site survey ha senso in un ufficio, perché non in una casa?

Da qui in poi è una tipica Storia di Geek: a livello basilare, cos’è una site survey e come si affronta? Leggi tutto “Site survey, fatta in casa”

Fatevi un favore e #SupportLetsEncrypt

Non è la prima volta che se ne parla, vale la pena ripeterlo.

La privacy è una cosa importante ed è un diritto inalienabile: HTTPS aiuta a mantenerla nella nostra vita online, un luogo in cui passiamo sempre più tempo e svolgiamo sempre più attività.

Let’s Encrypt è una Certification Authority gratuita, automatica e aperta. Non è di proprietà di nessuna azienda, ma opera nell’ambito della Linux Foundation ed è una organizzazione 501(c)
Il suo scopo è appunto fornire certificati digitali semplici da usare per arrivare a un 100% encrypted web. Leggi tutto “Fatevi un favore e #SupportLetsEncrypt”

We’ve been listening to the feedback

Nonostante tutto lo sforzo fatto dalla Scuola italiana per farmela odiare, nemmeno il maledetto flauto dolce o lo schifoso libro di testo sono riusciti a farmi odiare la musica.
Mi piace molto, la ascolto quando posso e so che la posso usare per aiutarmi a cambiare umore quando le cose non vanno bene.

Quando ho scoperto Spotify, ho capito che non avrei potuto farne a meno. Piuttosto costoso, vero, ma tuttavia mi da la possibilità di ascoltare quello che voglio, quando voglio, su tutti i dispositivi che voglio.
Difficilmente potrei chiedere di più, se non forse una maggiore attenzione verso il cliente. Leggi tutto “We’ve been listening to the feedback”

Fotografia digradante

Tutti i fotoamatori avranno almeno sentito parlare del cosiddetto filtro a densità neutra graduato o, più semplicemente, filtro digradante (qualcuno lo chiama in inglese filtro GND, Graduated Neutral Density).
Non tutti ne avranno usato uno, molti forse non hanno idea delle sue possibilità.
In questo post, racconto un po’ la mia esperienza con lo strumento in modo che possa tornare utile ad altri.

Io non ho un filtro digradante e mai avrei pensato di volerlo comprare, pensando che la sua utilità fosse limitata.
Questo prima di iniziare ad utilizzare la sua controparte digitale.

La mia vacanza estiva ai fiordi norvegesi è purtroppo stata parzialmente rovinata da un meteo per la maggior parte inclemente.
Al ritorno, tuttavia mi sono reso conto che gli scatti non solo mostravano un cielo brutto, il che era perfettamente comprensibile, ma risultavano in generale più piatte di quello che ricordavo.
Dopo un po’ di ragionamenti, è risultato chiaro che il problema delle fotografie fosse proprio il cielo.
Come probabilmente tutti sapete, il sensore di una fotocamera digitale non ha la gamma dinamica dell’occhio umano, di conseguenza non riesce a rendere su file tutte le sfumature del sentiero, del prato, del bosco, della strada, del cielo e del sole. Una soluzione a tutto questo è l’utilizzo della tecnica del HDR che però spesso è scomoda da usare quando si è in viaggio e spesso si rivela anche un overkill.
Il filtro graduato viene in aiuto in situazioni in cui la perfetta esposizione del terreno e del panorama porta a una sovraesposizione del cielo che risulta molto spesso biancastro o uniformemente grigio. Leggi tutto “Fotografia digradante”

Oltre Star Trek

Quando ho commentato per la prima volta Star Trek Beyond ero seriamente preoccupato che si sarebbe rivelato una porcata senza fine.
La mia impressione originale era che avremmo assistito a un incrocio fra BasicsFast and Furious.

Per quanto in definitiva il film non mi sia comunque piaciuto – per ragioni che chiarirò nel resto del post – devo per prima cosa ammettere obiettivamente che il risultato è molto migliore di quanto immaginassi.
Il film è piuttosto ben confezionato, ricco di azione e non annoia mai. Peccato solo che, come ormai siamo abituati dal 2009, è solo un lontano cugino dello Star Trek che noi tutti abbiamo amato.
Nel resto dell’articolo farò una breve recensione del film: non ne racconterò la trama nei dettagli, ma non mi farò problemi a spoilerare dove necessario. Se non volete rovinarvi la sorpresa, non continuate a leggere.

Leggi tutto “Oltre Star Trek”

Ci risiamo: ecco #DROWNAttack

Sono passati dodici mesi da quando il cosiddetto FREAK Attack ha scatenato il panico su internet: oggi parliamo di un altro rischio nella sicurezza di portata simile.

Si chiama DROWNAttack, ovvero Decrypting RSA with Obsolete and Weakened eNcryption, è un attacco che sfrutta una debolezza nella versione 2 del protocollo SSL. Questa debolezza non è frutto di un errore, ma di una scelta progettuale dovuta alle restrizioni esistenti negli anni ’90 sulla esportazione di tecnologie crittografiche dagli USA verso l’estero. La storia di come queste restrizioni siano state concepite e di quale danno abbiano provocato dovrebbe essere già noto a tutti, segnalo comunque al lettore interessato la esaustiva pagina su Wikipedia.

Il funzionamento di DROWN è spiegato in questo documento tecnico completo, tuttavia riassumeremo qui di seguito il suo modus operandi a grandi linee. Leggi tutto “Ci risiamo: ecco #DROWNAttack”

Se non password, allora #PassaFrase

PassaFraseIconSu questo blog si è discusso a profusione di password, del loro utilizzo e della sicurezza. In questo post, vi presento un progetto opensource che ho recentemente lanciato con lo scopo di aiutare gli utenti finali nella scelta della password.
Prima di partire con le premesse, premetto 🙂 che non sono un esperto di sicurezza, ma mi interesso al campo così come ogni buon professionista nel campo IT dovrebbe fare e sto usando questo progetto non solo per offrire un servizio all’utente, ma anche per imparare qualcosa, possibilmente per trasmettere le lessons learned e per approfondire il dibattito sulla sicurezza, a tutti i livelli.

La necessità di password lunghe e complesse, come sapete già bene, è parecchio antica in termini informatici: fino a qualche anno fa andavano di moda password formate da sequenze casuale di lettere maiuscole e minuscole, numeri e qualche volta segni di interpunzione o similari. Queste password erano difficili da memorizzare tanto che alcuni le appuntavano: nella migliore delle ipotesi sulla agendina personale o nel portafoglio, nella peggiore in un post-it incollato sotto la tastiera. La loro presunta robustezza, tuttavia, ci convinceva che il gioco valesse la candela. Leggi tutto “Se non password, allora #PassaFrase”

The powers that be

La coincidenza è curiosa.
Nei commenti a un mio precedente post si è citato Axanar e lo si è lodato in quanto vero Star Trek in contrapposizione a Star & Furious che uscirà nella sale la prossima estate.

Per chi non lo conoscesse, Axanar è un cosiddetto fan film ovvero una produzione cinematografica non associata a CBS/Paramount che però è ambientata nell’universo di Star Trek.
Come molti altri prodotti simili, si è affidato al crowdfunding per evolvere da un progetto su carta a un prodotto di intrattenimento vero e proprio.
Diversamente dalle altre produzioni simili, intende produrre intrattenimento a un livello professionale ovvero impiegando attori e lavoratori esperti nell’industria hollywoodiana.

Axanar ha avviato due campagne su Kickstarter: la seconda è servita per aprire lo Ares Studio ovvero un capannone ricondizionato a sound stage funzionale di alto livello per un totale di poco meno di 640.000 USD.

Più interessante per il pubblico è stata la prima raccolta fondi che, per poco più di 100.000 USD, ha prodotto questo corto che serve come preludio al film.
Dura 20 minuti: non perdetevelo.

Personalmente non ero molto interessato ad Axanar prima di aver visto questo video, in parte perché ho sempre trovato i fan-film di qualità esageratamente bassa ed ero rimasto scottato da una esperienza non molto positiva con una iniziativa apparentemente simile – Star Trek Renegades – che ha prodotto un risultato tutto sommato modesto. Leggi tutto “The powers that be”

La X non indica mai il punto dove atterrare

Landing Zone 1

Qualcuno ha detto che ho esagerato nel definire questo un traguardo storico nella storia dell’umanità e sicuramente è vero che non si tratta dello sbarco sulla Luna o su Marte.
Nonostante questo, il traguardo raggiunto da SpaceX la scorsa notte è qualcosa di straordinario.

Leggi tutto “La X non indica mai il punto dove atterrare”

No ship, no crew

Non mi piace, non mi piace per niente.
Non lo scrivo perché mi aspetto che la mia opinione vi influenzi, tutto il contrario, lo scrivo per spiegare la ragione di un post così impulsivo e violentemente negativo come quello che sto scrivendo.
In passato, al rilascio di un trailer di Star Trek, ho sempre sostenuto di dover aspettare l’uscita del film, ho sempre sostenuto che non si può valutare una pellicola da quei pochi secondi.
Questa volta no: questa volta sono altri a dire di aspettare.
Io no, non ne posso più.

Leggi tutto “No ship, no crew”

Lo scatto migliore

Quello che vedete qui a sinistra è un mosaico delle migliori immagini catturate dalla sonda New Horizons durante il suo flyby verificatosi lo scorso 14 luglio. La risoluzione dell’immagine è intorno agli 80m/pixel e copre una lunghezza di circa 800km della superficie dell’ex pianeta Plutone.

Le foto sono state acquisite tramite lo strumento LOng Range Reconnaissance Imager da una quota di 17km: rappresentano un miglioramento di circa 6 volte nella risoluzione rispetto alla mappa globale di Plutone raccolta dalla sonda nel complesso del suo avvicinamento. Ricordiamo che – per ragioni di meccanica orbitale, di economia del propellente e a beneficio del resto della missione nella Fascia di Kuiper – non era possibile per la sonda entrare in orbita intorno a Plutone, di conseguenza tutti i dati sono stati raccolti in corsa mentre la sonda gli sfrecciava vicino.

Data l’impressionante mole di informazioni raccolte dagli strumenti scientifici della sonda e considerata la ridicolmente piccola velocità di trasmissione (circa 1,5kbps) ottenibile a quattro ore luce e mezzo di distanza, ci vorranno approssimativamente altri nove mesi per avere tutti i dati nei centri di ricerca sulla terra: per questa ragione ci possiamo aspettare altre sorprese come questa pubblicata oggi, mano a mano che i dati vengono ricevuti, elaborati e poi diffusi.
Per maggiori informazioni, potete leggere questo articolo sul sito ufficiale della Johns Hopkins University.