Compromessi alcuni computer del NASDAQ

Perso qualcosa?Secondo il Wall Street Journal alcuni computer della società che gestisce il NASDAQ sarebbero stati compromessi da attacchi informatici.

L’evento non avrebbe interessato i computer coinvolti nelle piattaforme di trading.

Secondo quello che è dato sapere, gli attaccanti avrebbero solamente “guardato in giro” senza modificare alcunché.

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Il ritorno di BYTE

BYTE tornerà nel secondo trimestre del 2011.

BYTE è stata la rivista di riferimento di professionisti e appassionati di informatica per oltre vent’anni ed era la lettura obbligata per chi lavorava nel settore in quegli anni.

Era interessante sia per i columnist, sia per gli interessantissimi e dettagliati articoli, sia per le pubblicità, fonte di informazione stupore e divertimento.

Il nuovo BYTE non sarà necessariamente quello del secolo scorso, né potrebbe, onestamente, esserlo. Per il momento si può solo augurare tanta fortuna ad un nome che ha fatto la storia dell’informatica.

Abbiamo visto la cammella e puzza un po’

Quando erano iniziate a circolare le voci sull’abrogazione della Pisanu/Stanca avevo scritto che prima avrei voluto vedere la cammella.

Stefano Quintarelli sta cercando di fare il punto della situazione.

Allo stato attuale sembra assodato che dal prossimo anno non sia più necessario chiedere il documento di identificazione e che i circoli privati possano installare il wi-fi per gli associati senza problemi.

I bar e assimilati che mettono a disposizione un PC non dovrebbero aver bisogno di altri adempimenti.

Se, invece, un bar o un locale aperto al pubblico volesse dare accesso Internet ai clienti tramite rete wireless, sarebbe comunque sempre soggetto ad una serie di adempimenti relativamente onerosi per un bar o una birreria.

In sostanza, sic stantibus rebus, chi al momento ne trae il maggior beneficio sono i circoli privati che installano il wi-fi e i locali pubblici che mettono a disposizione uno o più PC per connettersi a Internet, ma non il wi-fi.

2011 il collasso di internet

..in anticipo di un anno sui maya, internet come la conosciamo  potrebbe collassare a causa dell’annunciata fine degli indirizzi IP disponibili.
Come si può vedere in vari countdown (p. es http://ipv6.he.net/statistics/) mancherebbero meno di due mesi al nefasto evento.
Sarà vero?

In realtà lavoro con internet da 15 anni e già ai tempi annunciavano la fine dello spazio di indirizzamento entro i successivi 5 anni.
Lo stesso contatore di HE circa 2 anni fa ne annunciava l’esaurimento entro 300 giorni….
Questo fa pensare che il tempo mancante  sia una specie di funzione asintotica!

Scherzi a parte, gli indirizzi stanno effettivamente finendo anche se probabilmente ci vorranno più di 2 mesi.
Cosa cambia?

Inizialmente nulla.
Tutti i provider ne hanno una scorta più che abbondante, ma diventerà più difficile per nuovi operatori farsi assegnare delle sottoreti nuove.

E col mondo IPV6?
Il nuovo standard dovrebbe garantire uno spazio di indirizzamento talmente vasto da poter fornire un indirizzo IP ad ogni atomo presente nell’universo  e quindi risolvere definitivamente il problema.
Peccato che ancora quasi nessuno lo usi.
Non più tardi di un anno fa ho litigato nientepopodimeno che con la nostra registration authority perchè il check automatico del nameserver necessario alla registrazione di un dominio nel TLD .IT falliva a causa del fatto che uno dei miei DNS era configurato anche per gestire domini V6.
I provider che offrono connettivita IPV6 nativa sono ancora pochissimi.
Molti dei prodotti software più diffusi non supportano appieno gli indirizzi “lunghi” (si anche Thunderbird ha problemi, anche se con i nomi funziona…).
Quelli che come me vogliono iniziare a sperimentare la “nuova” tecnologia sono obbligati ad usare un tunnelbroker o altre diavolerie simili.

Insomma, sembra che il nuovo standard si stia avviando molto lentamente.
Forse gli annunci mediatici che seguiranno l’esaurimento del mondo V4 daranno la scossa necessaria per avviare (con calma…non c’è una reale fretta!) la transizione?
Io ho fatto un bel po’ di sperimentazione ed effettivamente il V6 funziona ed offre notevoli vantaggi.
Per chi non lo avesse già fatto e volesse approfondire e mettere alla prova le sue conoscenze tecniche sull’argomento, consiglio la certificazione IPV6 online di Hurricane Electric ( http://ipv6.he.net/certification/).
Copre vari step dal più semplice (strumenti come ping6) al più complicato (configurazione DNS glue per domini V6) in maniera ordinata e completa.
Se riuscitrete ad ottenere la certificazione di livello “sage” sarete sicuramente in grado di configurare i vostri spazi di nomi e le vostre reti  per gestire anche IPV6.
Per il momento non serve quasi a nulla, ma prima o poi…..

Prima vedere cammella

Silenzio / SilenceSecondo il GR delle 14:00 di Radio24, il Ministro Maroni ha annunciato l’abrogazione della Pisanu/Stanca a partire dal 1 gennaio prossimo venturo.

Prima di esultare o esprimere altri pareri bisogna vedere cosa verrà abrogato e quali norme resteranno in vigore.

Secondo il Corsera, il Procuratore Piero Grasso avrebbe detto che questo provvedimento potrebbe «ridurre moltissimo la possibilità di individuare tutti coloro che commettono reati attraverso Internet».

Ricordo al signor Procuratore che una rete WEP è crackabile in pochi minuti e che sono noti gli algoritmi con cui Fastweb e Telecom hanno generato le chiavi WPA. Non mi pare che la Procura Generale Antimafia si sia mossa per arginare questi problemi.

Oooops…

Fa un po’ sorridere la notizia della morte di Jimi Heselden che qualche mese fa aveva rilevato la Segway, produttrice del famoso e costosissimo trabiccolo a due ruote.

Il motivo di tanto cinismo sta nel modo con cui Jimi ha perso la vita. Stava infatti perlustrando la sua tenuta a bordo di una versione modificata (alcuni parlano di prototipo) del ‘suo’ trabiccolo quando ha avuto un non specificato incidente: non è ancora chiaro se sia stato un suo errore o un problema tecnico. Alcuni passanti hanno trovato il suo corpo senza vita nel fiume Wharfe.

Ho come l’impressione che quel coso rimarrà uno status symbol per ricchi fighetti o per attirare l’attenzione dei passanti e poterli rifilare in mano qualche flyer di una discoteca o locale.

Oddio, oddio, i virus!

Stamattina ho sfogliato un settimanale di quelli che leggono le donne, che chiameremo “la fiera delle vanita`”, giusto per non pubblicare il nome in modo cosi` evidente da poter essere trovato con una ricerca su google. Fra rossetti, trucchi, una intervista a una cantante, foto di “bella gente” che si da` alla “bella vita”, vedo un micro-articolo di mezza paginetta che parla di “Cyber criminali”. Apparentemente non e` degno nemmeno di una riga nell’indice, che a quanto vedo elenca articoli a partire da pagina 103, mentre questo si trova a pagina 92.

Sorvoliamo sul “bunker di Helsinki dove un team di esperti veglia sui nostri PC” (gli uffici di F-secure), sulle “foto segnaletiche” dei cyber criminali, e  dei e passiamo alla seguente chicca: “In rete, non siamo piu` in Italia, ma <<into the wild>>, nelle terre selvagge, quindi esposti al pericolo“.

Se questa vi ha dato fastidio per la sua plateale ovvieta` e melodrammaticita`, aspettate di leggere la prossima.

Parlando di virus per smartphone, l’articolo dice: “Il sistema e` vulnerabile, i virus possono viaggiare via bluetooth e sms. Di fatto, nell’aria.” E fin qui, una metafora ci sta. Ma poi dice: “I laboratori che li studiano hanno porte a tenuta stagna: <<Se qualcuno aprisse le porte durante un’analisi, quando la luce e` rossa, il virus si propagherebbe in tutto l’edificio in pochi secondi>>“.

Ora, vogliamo commentare? Se e` chiaro che l’intervistato (un dirigente della F-secure, presumo) avra` probabilmente fatto un esempio, spiegando come si analizza il comportamento del malware su un sistema isolato, e paragonandolo a come si potrebbe analizzare un agente patogeno biologico, e` altrettanto chiaro che chi ha scritto l’articolo ha provveduto a tagliare e modificare il discorso abbastanza da renderlo una brutta copia del Bignami mal scritto della sceneggiatura di un film di serie B sulle epidemie di virus alieni.

Se voleva farsi ridere dietro dai tecnici, non dare alcuna informazione utile ai non tecnici, e spaventare la gente ignorante, quella che crede che i virus informatici si possano trasmettere all’uomo, direi che ci e` riuscito benissimo.

Che dire? Complimenti alla redazione! Sicuramente quando leggero` qualsiasi altro articolo su questo giornale, magari che parla di argomenti sui quali sono totalmente ignorante, sapro` esattamente che peso dargli: il peso di un centimetro cubo di gas interstellare… un atomo di idrogeno, forse due.

Nasce il CICAP Ticino

La telepatia esiste? I Maya hanno davvero predetto la fine del mondo per il 2012? Cosa c’è dietro gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati? Ci sono prove di poteri paranormali? Quali medicine alternative funzionano? I braccialetti Power Balance migliorano davvero le prestazioni fisiche? Ora anche nel Ticino esiste un gruppo locale del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale),  che prende il nome di CICAP Ticino e si offre come nuovo punto di riferimento scientifico per chiunque sia interessato a indagare questi temi misteriosi.

Scopo del gruppo è promuovere la diffusione di una mentalità aperta ma critica nei confronti dei presunti fenomeni paranormali e pseudoscientifici, svolgendo indagini rigorose e offrendo liberamente a tutti gli interessati informazioni e risorse che aiutino a sgomberare questi campi controversi dai fenomeni solo apparentemente anomali e permettano ai cittadini di difendersi meglio dalle truffe e dagli inganni che spesso caratterizzano il mondo dell’insolito e della scienza
di confine.

Il CICAP Ticino è un gruppo senza connotazioni politiche o confessionali e non persegue fini di lucro: si basa sulla proposta di un modello culturale basato sulla razionalità, sul metodo scientifico e sulla consapevolezza di una stretta connessione tra lo sviluppo della democrazia e la diffusione e condivisione capillare del sapere. L’associazione ritiene sia indispensabile garantire il diritto fondamentale di ogni cittadino di conoscere i fatti in questi settori delicati e di comprenderli correttamente per poter operare scelte libere e consapevoli.

A tal fine, il gruppo è aperto a chiunque sia interessato alla diffusione e divulgazione della scienza, con un approccio rigoroso ma divertente e appassionante, e allo studio razionale dei fenomeni insoliti, senza preconcetti, come alternativa al crescente analfabetismo scientifico diffuso anche da alcuni media, vero controsenso in un’era in cui dipendiamo così tanto da scienza e tecnologia.

L’associazione CICAP Ticino ha sede a Pregassona ed è coordinata dal giornalista Paolo Attivissimo, studioso della disinformazione nei media, noto per le sue indagini sulle “bufale” su Internet e nei media (Antibufala.info) e per la sua collaborazione con la Radiotelevisione Svizzera di lingua Italiana e con altre emittenti italofone. Il CICAP Ticino si avvale sia delle proprie competenze interne, sia della consulenza di esperti nei vari argomenti di volta in volta indagati.

La presentazione ufficiale del gruppo si è tenuta venerdì 17 settembre (alle ore 18 presso l’Hotel Holiday Inn di Lugano-Paradiso), in coincidenza con la “Giornata anti-superstizione” organizzata anche quest’anno dal CICAP in varie città d’Italia.

L’indirizzo di e-mail del CICAP Ticino è ticino@cicap.org.

Geek power: Space Shuttle Enterprise

Space Shuttle Enterprise
Space Shuttle Enterprise

Il 17 settembre 1976 a Palmdale lo Space Shuttle Enterprise faceva la sua prima apparizione pubblica. Gran parte del cast di Star Trek, assieme a Gene Roddenberry (creatore della serie) era presente alla cerimonia d’inaugurazione e il tema musicale della serie fu eseguito come colonna sonora.

L’Enterprise (OV-101) è stato il primo Space Shuttle costruito. Senza motori e senza scudo termico funzionante non era capace di operare realmente nello spazio senza ulteriori modifiche.

Destinato a chiamarsi Constitution (in onore del bicentenario della costituzione degli Stati Uniti d’America), in seguito ad una massiccia campagna organizzata da Bjo Trimble oltre 200.000 lettere furono inviate dai fan di Star Trek direttamente al Presidente Gerald Ford e fu cambiato nome. La campagna ha anche dimostrato che i geek quando vogliono sanno rompere le scatole.

Oggi l’Enterprise è esposto al Smithsonian National Air and Space Museum presso il Washington Dulles International Airport dove è uno dei pezzi pregiati della space collection.

Mark Hurd ad Oracle

Mark Hurd è stato nominato co-presidente del brand Oracle e condividerà il suo ruolo di co-presidente con Safra Catz.

Hurd risponderà direttamente a Larry Ellison, che aveva commentato duramente la decisione di HP di estrometterlo.

Prima di questo incarico, Hurd era CEO e presidente di HP ed è stato costretto alle dimissioni lo scorso agosto in seguito a delle irregolarità amministrative legate alle sue spese per coprire una relazione con una consulente. (via Wall Street Journal).

Lycos venduto per 36 milioni di dollari

Lycos

Ci sono nomi che per chi è su Internet da più di dieci anni suscitano ricordi e talvolta emozioni. Spesso pensi che certi siti non esistano più, estinti dalla naturale evoluzione di Internet. Lycos è uno di questi nomi.

Da Wikipedia apprendiamo che “Lycos è [Era?] un motore di ricerca ed un portale web che focalizza la sua attività nella fornitura di servizi e contenuti per Internet.”

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Oracle vs. Google – Android viola brevetti di Java

Oracle vs. Google
Oracle vs. Google

Oracle giovedì ha denunciato Google presso la corte federale della California, reclamando la violazione di sette brevetti e copyright relativi a Java su Android.

Oracle ha ottenuto Java (assieme a MySQL ed OpenOffice) acquistando per 5.6 miliardi di dollari Sun Microsystems all’inizio di quest’anno. Un acquisizione che aveva suscitato più di un dubbio nella comunità open source / free software. Piano piano Oracle sta mostrando le sue vere intenzioni con i fatti e con un colpo solo potrebbe annientare anni di progressi.

Oracle con la denuncia ha chiesto la distruzione o almeno il ritiro di tutti i dispositivi mobili che utilizzano Android che per Google sarebbe un danno incalcolabile. Secondo recenti analisi la quota di mercato di Android è salita dall’1,8% del secondo trimestre dello scorso anno al 17.2% nello stesso periodo di quest’anno superando iOS di Apple e posizionando Google Android al trezo posto dietro Symbian e RIM (Blackberry).

La questione non riguarda solo Google ma coinvolge anche Motorola, HTC, Sony, Dell e tutti quelli che hanno prodotto oppure hanno in programma un dispositivo basato su Android.

Prepariamo i popcorn.

(via MarketWatch)

Save Google Wave!

Save Google Wave!
Save Google Wave!

Internet è così… non fai a tempo ad annunciare che vuoi chiudere un sito o un progetto che subito arriva chi lo vuole salvare.

Se siete tra quelli che non possono fare a meno di  Google Wave, ecco per voi il movimento “Save Google Wave!“.

Oltre al sito è a vostra disposizione anche l’immancabile account Twitter per essere aggiornati sulle ultime novità.

Io personalmente dopo averlo provato sono rimasto deluso e sconcertato. Un lancio pompatissimo che faceva aspettare miracoli ma nessuno che spigava cos’era e a che serve. Infatti dopo averci giocato un po’ il mio account è rimasto inutilizzato.

Siete anche voi tra quelli che vorrebbero dare una seconda chance a Google Wave? Raccontateci nei commenti perché e che tipo di uso ne fate.

B&N: ebook o lotta intestina?

Negozio Barnes & Noble di Fort Lauderdale, FL (luigi rosa)

All’inizio di agosto Barnes & Noble, dopo il pessimo risultato di incassi, ha annunciato che la società potrebbe essere in vendita. Leonard Riggio, che detiene la maggioranza relativa delle azioni (30%), si è detto pronto a guidare una cordata di investitori che acquisterebbe la società. Sono già stati coinvolti Lazard come consulente finanziario e lo studio Morris, Nichols, Arsht & Tunnell per il supporto legale. Leggi tutto “B&N: ebook o lotta intestina?”

Terry Child condannato a 4 anni

Terry Child era il sysadmin del sistema informativo municipale di San Francisco. Era la tipica persona che voleva fare tutto da solo, senza coinvolgere gli altri. Un anno fa aveva rifiutato di consegnare le credenziali di accesso ai sistemi che amministrava e per questa ragione era stato denunciato. La scorsa settimana è stato condannato a quattro anni di prigione (via Slashdot).