Categoria: Software

  • Vulnerabilità in VMware Workstation 7

    VMware ha annunciato di aver scoperto una vulnerabilità nella gestione dei file system UDF.

    Le versioni interessate sono:

    • VMware Workstation fino alla versione 7.1.4 e precedenti
    • VMware Player 3.1.4 e precedenti
    • VMware Fusion 3.1.2 e precedenti

    Sono state rilasciate delle patch che risolvono il problema, gli utenti che hanno ancora queste versioni dovrebbero aggiornare quanto prima il software.

    La nuova versione di VMware Workstation 8 e tutte le versioni di VMware ESX[i] non sono interessate da questa vulnerabilità.

  • Open Document Format 1.2

    È stato approvato lo standard Open Document Format 1.2.

    Rispetto alla precedente versione 1.1 del 2006, il nuovo standard vede la completa riscrittura del formato dei fogli elettronici, che prima era lacunoso e problematico. Particolare attenzione è stata posta nella definizione delle formule dei fogli di calcolo.

    Un’ulteriore innovazione del nuovo formato è il supporto dei metadati nel formato RDF (Resource Description Framework). ODF 1.2 utilizza RDF non solamente per referenziare risorse sul web, ma anche oggetti di altri tipi, come appuntamenti in un’agenda o un contatto della rubrica.

    Microsoft potrebbe annunciare il supporto di ODF 1.2 la prossima primavera.

     

  • La sindrome da hard disk pieno

    Io la chiamo così. È una sindrome, ovviamente, ed è estremamente facile da diagnosticare.

    Hai un hard disk da 20 MB? Hai 21 MB di dati da mettere sull’hard disk.

    Hai un hard disk da 128 GB? Hai 129 GB di dati.

    Hai un hard disk da 6 TB? Hai 7 TB di dati.

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  • L’importanza di aggiornare

    Secondo Google la solita frase “Tanto chi vuoi che sia interessato al mio blog?” ha oltre 50.000 vittime.

    Nei 51.500 risultati ci sono alcuni blog che trattano questa notizia, tutti gli altri sono blog infettati da siteurlpath.

    I blog infettati sono tutti WordPress e, ovviamente, tutti non aggiornati. Nota per la Curva Sud dei tifosi del software: l’accento non è su WordPress, bensì su non aggiornato.

    Continuate così, fateci del male. (via sicuri.net)

  • Trello

    Trello è un sito social per organizzare l’elenco delle cose da fare all’interno di gruppi di lavoro.

    La società che ha creato questo sito è la Fog Creek cofondata da Joel Spolsky, che è stato, tra le altre cose, program manager per Excel presso la Microsoft.

    Lo scopo del sito è anche quello di rimpiazzare bigliettini, muri di Post-It, lavagne riscrivibili, pareti magnetiche e altre amenità simili del mondo reale.

    Uno degli scopi di Trello è per il programmatore avere una lista chiara delle cose da fare e per il coordinatore avere la situazione sotto controllo su chi sta lavorando a cosa.

    Il tool è scritto da programmatori professionisti (anche) per programmatori, con tutte le features del caso e merita senza dubbio un’occhiata. (via Joel on Software)

  • VMware Workstation 8

    Oggi è uscito VMware Workstation 8.

    L’installazione su Linux Ubuntu su cui era già installata la 7.x è filata via liscia: l’installer (da lanciare come root) ha prima rimosso rimosso i vecchi componenti e ha poi aggiunto le parti nuove.

    Durante l’installazione viene chiesta la directory che ospita la shared VM e la porta IP su cui vengono condivise (443 per default). Per ora ho disabilitato la funzione, probabilmente farò dei test in seguito quando avrò aggiornato alla 8 anche l’installazione del portatile.

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  • RAID Linux con mdadm + Fedora Live = 0 boot

    Scrivo un appunto di fretta, a futura memoria.

    Ho un computer con Linux (Ubuntu server, uhmmmmm, remixato a mano) con dischi in RAID. Su questa macchina ieri ho voluto fare un giro di prova con Fedora 15 Live. Shutdown di Ubuntu, infilo il pendrive USB con Fedora, avvio, funge benino, esploro un po’ l’hardware per vedere se/come lo riconosce, navigo un po’ in Rete, shutdown di Fedora, sfilo il pendrive, avvio, *non parte*.

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  • CentOS 5.7

    È stata rilasciata la CentOS 5.7.

    Il passaggio dalla 5.x alla 5.7 viene fatto con il comando yum update

    Chi ha installato il repository cr con yum update farà pochissimi aggiornamenti per passare alla 5.7.

     

  • Nessun aggiornamento per CentOS 5?

    Avete una CentOS 5.6 e non vedete aggiornamenti da qualche settimana?

    Probabilmente vi siete persi l’annuncio fatto a ferragosto dell’apertura di un novo repository denominato Continuous Release (cr).

    Lo scopo del cr è di mantenere aggiornate le versioni 5.6 alle nuove uscite della 5.7 upstream. Quando la CentOS 5.7 sarà pronta, la transazione per chi ha collegato il repository cr sarà indolore e il repository stesso verrà integrato nella 5.7

    Per aggiungere il repository è sufficiente installare gli RPM relativi per le piattaforme a 32 o a 64 bit.

    È previsto un repository analogo anche per la versione 6.0.

    Per ricevere gli annunci sull Continuous Release è stata creata una mailing list apposita.

  • Se funziona, non aggiustarlo

    È una delle massime più comuni nell’informatica ed è uno degli errori più ricorrenti.

    Ci sono cascato anche io. Ovviamente.

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  • MTPuTTY

    PuTTY è probabilmente il client ssh per Windows più utilizzato.

    Una delle caratteristiche del programma è che utilizza una finestra per ogni sessione. Chi tiene abitualmente aperte molte sessioni ssh finisce per avere un sacco di finestre aperte, che possono essere fastidiose.

    MTPuTTY risolve questo problema creando una finestra con una serie di preset configurabili per i vari server a cui ci si connette. Clickando sulla definizione dell’host, viene aperto un tab con PuTTY avviato con le impostazioni definite dall’utente.

    È ovviamente possibile caricare un profilo specificato quando si attiva la connessione ad un host ed è anche possibile creare degli script per automatizzare alcune operazioni una volta connessi.

    MTPuTTY non richiede l’installazione di librerie come .NET o altro; ovviamente è necessario avere installato PuTTY. (via The Hacker News)

  • Kill Apache

    E’ stata “portata alla luce” una vulnerabilita’ di Apache che permetterebbe ad ogni simpatico burlone di buttar giu’ il vostro Apache (da 1.3 in su) molto facilmente.

    Il baco sfrutta un “Range Request” malformato che e’ pero’ accettato nei dati dell’header HTTP.

    Il pezzo di codice (e’ nel core di Apache stesso) e’ stato scritto nel 2007, pero’ e’ venuto alla luce in questi giorni. I complottisti si chiederanno il perche’ e il percome, io metto la patch ai miei front di produzione, e spero non me ne vogliano gli utilizzatori di MSIE 3 e Netscape 2.3… il vostro browser non sara’ piu’ supportato 😉