Veeam per Linux: Ubuntu

Ho finalmente ricevuto le credenziali per scaricare Veeam per Linux.

In questo articolo parlo dell’installazione su una workstation Ubuntu con ambiente grafico, il backup su un server CentOS verrà trattato in seguito. Leggi tutto “Veeam per Linux: Ubuntu”

Backup anti-ransomware

Siamo in un periodo in cui parte del malware è scritto con la finalità di bloccare i file di dati per poi chiedere un riscatto (ransomware).

In questo momento il ransomware è diffuso in ambiente Windows, ma presumere di essere immuni solo per il fatto di non utilizzare Windows è da sprovveduti.

Ci sono delle strategie di backup semplici da attuare che permettono di mettersi relativamente al sicuro in caso di attacchi di questo tipo ed evitare disastri. Leggi tutto “Backup anti-ransomware”

Veeam Endpoint Backup Free RC

2014Q4_endpoint_beta_icon5Dopo la prima beta, Veeam ha pubblicato la versione release candidate (RC) di Endpoint Backup Free.

In primo luogo, per installare questa versione è necessario disinstallare la beta precedente. Questo significa anche che potrebbe non essere possibile ripristinare tramite la RC i backup eseguiti con la beta. I medesimi comportamenti potrebbero avvenire nei confronti della RC quando uscirà la versione general availability (GA). Leggi tutto “Veeam Endpoint Backup Free RC”

Veeam Endpoint Backup Free

Veeam Endpoint Backup FreeFinalmente è possibile scaricare Veeam Endpoint Backup Free, per ora in beta, ma perfettamente funzionante.

Veeam produce un software di backup commerciale per ambienti virtuali VMware e Hyper-V; la mossa di distribuire gratuitamente un software di backup per i computer fisici con Windows è ovviamente un metodo per sbaragliare la concorrenza (Acronis e Symantec in primis).

Anche gli utenti finali casalinghi possono trarre notevole beneficio dalla concorrenza tra i grandi nomi dei backup, in quanto è ora disponibile gratuitamente per tutti una serie di tecnologie di backup fin’ora riservata agli ambienti di fascia medio-alta. Leggi tutto “Veeam Endpoint Backup Free”

Destover

Sembra che il malware che distrugge i dati sia tornato.

Dopo Cryptolocker si iniziano a vedere alcuni esempi di malware che sovrascrivono le aree dati vitali di un disco, rendendo il computer inutilizzabile.

Il fatto che molti computer attuali vengano venduti senza un disco di ripristino rende la cosa ancora più fastidiosa per realtà medio-piccole e per utenti privati. Veeam ha annunciato un software di backup di tipo disaster recovery gratuito per tutti i PC fisici, ma per ora è solamente annunciato o disponibile a pochi per il beta testing. Esistono sicuramente altri prodotti anche gratuiti, ma il problema per gli utenti finali e le realtà piccole e medie è fare i backup, verificarli e mantenerli aggiornati.

Destover sembra essere il malware utilizzato per attaccare Sony e trafugare documenti riservati e le copie di alcuni film.

Come fa notare il report di Kaspersky, Destover appartiene alla categoria dei malware che distruggono i dati dei computer dopo aver copiato quello che interessa; il danno arriva fino al Master Boot Record (MBR), quindi in caso di attacco è necessario avere a disposizione un supporto per il ripristino totale del computer oppure un backup disaster recovery. Leggi tutto “Destover”

Questionario

Tubo di lancio siluri / Torpedo tubeLavorate per una società che distribuisce software di contabilità?

Siete le persone che intervengono presso i clienti (fisicamente o da remoto) per installare, aggiornare, o comunque manutenere quei software?

Siete tra quelli che creano ogni volta un backup completo di tutto il programma anche se aggiornate un solo file?

Il suddetto backup lo fate copiando tutta la struttura di directory in una directory con un nome casuale o comunque senza una logica che accomuna tutti i backup?

Non cancellate mai i vecchi backup dei programmi che voi avete creato intasando il server e, soprattutto, i backup (quelli veri) che fa il vostro cliente?

Se avete risposto a tutte queste domande sappiate che vi voglio male, vi odio e vi auguro le peggio cose ogni volta che devo mettere le mani sui server.

Dodecalogo per le PMI

Allen Scott di F-Secure ha pubblicato un elenco di dodici punti per migliorare la sicurezza delle PMI.

Alcune regole sono state illustrate anche in altri articoli di questo blog; l’elenco che segue le raccoglie in maniera organica a beneficio di chi vuole realizzare una checklist. Leggi tutto “Dodecalogo per le PMI”

Ransomware e backup

CHIUSO / CLOSEDDopo quasi dieci anni durante i quali i vari tipi di malware non distruggevano i dati, il ransomware ha riportato in auge un vecchio tema di lotta contro i vari tipi di malware.

Il ransomware è quel tipo di software ostile che blocca in qualche modo l’accesso ai file degli utenti per chiedere poi un riscatto (ransom).

Lo scorso anno CryptoLocker è diventato relativamente famoso e in quattro mesi di vita ha già fatto moltissime vittime. Negli ultimi giorni è stato annunciato Prison Locker (originale su Pastebin), un nuovo tipo di ransomware che cripta ogni tipo di file accessibile di un’installazione Windows, con l’eccezione degli eseguibili e dei file di sistema.

Questa nuova famiglia di malware impone una revisione delle politiche di backup.

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Backup su storage online

QIC TapesIn questo contesto online non è da intendersi come “su un qualche server di Internet”, ma “su un server accessibile in maniera automatica con comandi appositi (mount, rsync, net use) senza l’intervento umano indipendentemente dalla sua collocazione fisica”. Se avete in testa la parola cloud state leggendo la pagina sbagliata, circolare! circolare!

Una volta backup implicava “supporti rimovibili” (floppy o nastri che fossero). A parte storie più o meno leggendarie di maltrattamenti e mutilazioni involontarie dei supporti, era un sistema relativamente sicuro (a meno di non usare i DAT a 4mm, nel qual caso era sicuro che i dati erano persi…) perché qualsiasi evento che avesse come vittima i dati salvati non poteva fisicamente raggiungere i dati salvati. In poche parole un’azione che portava alla cancellazione di tutti i dati non poteva cancellare le copie degli stessi salvate sui supporti rimovibili.

Negli ultimi anni c’è stato uno spostamento dei backup, almeno quelli di prima generazione (la copia dai dati vivi verso il backup) verso gli storage su disco sia perché i nastri sono diventati oltraggiosamente cari sia perché lo storage su disco è più versatile.

Questo metodo ha un primo innegabile vantaggio di non dipendere dall’azione umana: non è più necessario che un addetto cambi le cassette periodicamente perché il backup vada a buon fine e i problemi ci sono solamente se lo storage si riempie, si guasta o va offline per altre ragioni. Inoltre il backup potrebbe trovarsi fisicamente ovunque purché raggiungibile via TCP/IP.

Questa soluzione, se applicata da sola, nasconde però una terribile insidia.

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Svuotate quell’accidente di cestino!

Waste binQualche giorno fa ho migrato un mail server con storage maildir e client in IMAP di un cliente su una nuova macchina virtuale.

Nonostante siano configurati relativamente pochi utenti, /var/spool/mail è di 30 Gb. Non è un problema, su Linux la limitazione è solamente lo spazio disco e, come per i file server, parto sempre dal presupposto che se una persona conserva un messaggio di posta elettronica ha motivo di farlo.

Analogamente ai file server, ogni tanto eseguo delle analisi statistiche sui mail server per vedere come è utilizzato lo spazio.

Uno scriptino stupido come questo permette di vedere quanto occupano i cestini in una struttura maildir in cui ogni dominio è una directory con dentro le varie mailbox (/var/spool/mail/example.com/user/var/spool/mail/acme.com/user, eccetera):

#!/bin/bash
for D in $(find /var/spool/mail/ -mindepth 2 -maxdepth 2 -type d) ; do
   du -sh $D/.Trash* ;
done

Quando ho eseguito questo script sullo storage del cliente di cui sopra mi sono accorto che circa 1/3 delle mail era nei cestini.

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Un backup delle VM ben fatto

veeamÈ un po’ di tempo che voglio scrivere qualcosa su VEEAM, ho sempre rimandato perché non volevo che la cosa sembrasse una marchetta (ho una manciata di lettori, che diavolo posso pretendere? ma ci sono sempre quelli che vedono complotti dappertutto).

Conosco e utilizzo come SysAdmin BackupExec (BE) da quando era di Arcada; poi è passato a Seagate, quindi a Veritas, che è stata poi fagocitata da Symantec. Posso dire di avere un po’ di esperienza con BE. Per alcuni periodi ho utilizzato anche il backup di CA, ma è stato un calvario.

BE è sempre stato il software d’elezione per le realtà medio piccole: funzionava bene, era semplice e non aveva bisogno di due o tre tecnici-sacerdoti che lo curassero (qualcuno ha detto “Tivoli Storage Manager”?)

All’inizio BE era bello, semplice e comodo: si diceva al programma “ogni giorno a quest’ora mi fai la copia di tutto il server su questa unità nastro” e lui da bravo lo faceva e aggiornava il log delle attività. Bastava guardare nella consolle se c’erano delle righe rosse, tenere d’occhio il numero di byte copiati e il gioco era fatto.

Quando l’ha preso in mano Symantec è iniziata la fine: un sacco di roba inutile, una complicazione dopo l’altra e un carrozzone pesantissimo di bloatware. Fare un backup con BE è peggio che avere a che fare con la PA. La versione per gli ambienti virtuali ha un sacco di limitazioni e prima di farla funzionare bisogna buttare via dei giorni per capire dove sta il problema.

Non nascondo che la prima volta che ho sentito parlare di VEEAM ero un po’ scettico. Ratmir Timashev? Un backup fatto da un russo? 🙂

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Il problema di Cassandra

I professionisti del settore spesso ricordano dei semplici principi base della gestione dell’IT.

Tra questi semplici principi ci sono fare i backup, controllare i backup, non mettere i backup sopra i server che vengono salvati e investire in un piano di backup offsite.

Spesso questi consigli vengono accolti con risolini di compatimento o vengono considerati un metodo per vendere delle apparecchiature o per aumentare i giocattoli dell’IT.

Il piccolo problema è che può succedere questo:

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Salvare in un PST le singole cartelle di Exchange

RefillPuò capitare di voler fare un backup supplementare rispetto a quello canonico di alcune cartelle di Exchange per alcuni utenti.

Lo scopo di quanto segue è fornire uno strumento schedulabile con il servizio integrato di Windows che consenta di salvare con cadenza regolare tutta o una parte di una mailbox di Exchange su un file PST.

Questa procedura non sostituisce il normale backup, ma lo affianca, in quanto potrebbe essere eseguita con una frequenza diversa rispetto al backup e il file generato può essere aperto dall’utente in maniera autonoma o con un minimo di supporto.

La procedura deve essere eseguita su un’installazione di Windows in cui è presente PowerShell con le estensioni per Exchange. L’esempio che segue è stato verificato con Exchange 2010 su un server Windows 2008.

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PaperBack

PaperBack è un programma di backup per Windows un po’ inusuale.

Questo software converte un file in uno schema di pixel monocromatici come quelli riportato a fianco.

È possibile selezionare la densità, la dimensione e la ridondanza dello schema di pixel che viene stampato per adattare il risultato alla tecnologia di stampa utilizzata.

Con una stampante a 600 dpi si possono salvare 500.000 byte di dati su un singolo foglio A4; se si decide di utilizzare una stampante a getto d’inchiostro è bene ridurre la densità dei pixel.

Le stampe di PaperBack possono essere lette con uno scanner e date in pasto al programma per essere riconvertite in un file.

Il programma è completamente gratuito e open source, quindi è possibile analizzare il tipo di algoritmo utilizzato per la codifica dei dati.

Qual è lo scopo del backup?

Data DumpOvviamente è il restore, ma non tutti sembrano mettere in pratica davvero questa regola.

La maggior parte delle persone (dall’utente casalingo al SysAdmin) si preoccupa del backup, ovvero dell’efficienza e (ammettiamolo) dell’estetica delle procedure di backup, tralasciando completamente la parte di restore.

Quando l’ambiente funziona a dovere, il restore è semplice; se l’utente cancella un singolo documento di Word ci sono i wizard, le interfacce grafiche, gli automatismi, le protezioni, i manuali online…

Ma se il danno è più grave o più esteso?

Posto che i costi della simulazione di un vero ripristino da disastro sono poco sopportabili da molte realtà, di seguito elenco alcuni punti da considerare quando si pianifica un backup.

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Android: trasferire gli SMS da un telefono ad un altro

Articolo pubblicato contemporaneamente sul mio blog personale
stefanopetroni.wordpress.com

SMS Backup & Restore Ricordate i bei vecchi tempi in cui quando si cambiava cellulare occorreva prendere le ferie per passare i dati da quello vecchio a quello nuovo? Beh, nell’epoca degli smartphone ci si augura che le cose siano un po’ più facili, specie se si passa ad un altro cellulare con lo stesso sistema operativo (nel nostro caso Android).

Una delle cose che non mi è mai riuscita era quella di esportare gli SMS da un cellulare ed importarli in quello nuovo. Era semplicemente impossibile anche se i due telefoni erano lo stesso modello della stessa marca (grazie Nokia). Ma questo è solo un brutto ricordo per gli Androidiani grazie ad un programmino semplice semplice che fa (bene) quello che promette. Stiamo parlando di SMS Backup & Restore by Ritesh Sahu Leggi tutto “Android: trasferire gli SMS da un telefono ad un altro”

Dell acquisisce AppAssure

Dell ha annunciato di aver acquisito AppAssure.

Con l’arrivo della virtualizzazione, il mercato dei software di backup (che ora vengono chiamati in altri modi più pomposi, ma quelli restano) si sta facendo interessante.

Aveva iniziato Veeam a rompere gli equilibri consolidati dei polverosi vecchi sistemi di backup, tant’è che Symantec, attuale proprietario di BackupExec, ha recentemente sguinzagliato i suoi azzeccagarbugli.

Quello dei backup è un mercato lucroso perché molte aziende sono disposte a spendere pur di avere la ragionevole sicurezza di ripartire e/o di ripartire velocemente in caso di disastri.

Finalmente un po’ di movimento in un mercato che era fin troppo statico. Attenzione che potrebbe non valere più la regola nobody has ever been fired for choosing BackupExec.