È una questione di cultura, non di età

Paolo ha ben commentato il mito della competenza informatica delle nuove generazioni, oggi ho avuto una prova in prima persona.

Il fornitore porta da un cliente una stampante multifuzione ricondizionata. La configuriamo, la provo e la scheda di rete risulta guasta. Purtroppo per cambiare la scheda di rete bisogna cambiare la board che contiene tutta la logica di I/O (l’altra board contiene la logica di controllo della multifunzione), il fornitore si scusa e promette di tornare più tardi.

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Dove vuoi stampare oggi?

Di tutti i dispositivi che si possono mettere online senza alcuna protezione o filtro, le stampanti sono quelle che mi lasciano più perplesso.

Certo, ci possono essere sedi remote che devono stampare, ma in questo caso un bel filtro sull’IP sarebbe il minimo.

Tra l’altro, la stampante è uno dei pochi dispositivi che, se abusato, può costare soldi in materiali di consumo o danni potenzialmente più gravi.

Dopo le chiavi private, i log dei trasferimenti FTP, le chiavi o le configurazioni dei VPN e le telecamere, ecco la stringa di ricerca per trovare alcuni printer server JetDirect delle stampanti HP:

inurl:hp/device/this.LCDispatcher?nav=hp.Print

Quando la notizia si è diffusa c’erano 84.000 stampanti registrate, ora siamo scesi a 72.000.

Con l’avvento di toolbar e sistemi analoghi, un URL che non è linkato non è più invisibile perché i motori di ricerca possono conoscerne l’esistenza tramite l’attività del browser.

Stampante micrometrica 3D ad alta velocità

Photo by Klaus Cicha

La Technische Universität di Vienna ha presentato i risultati ottenuti con una stampante micrometrica tridimensionale ad alta velocità.

Il dispositivo è in grado di stampare oggetti tridimensionali con una risoluzione di qualche micrometro.

La stampante focalizza un raggio laser all’interno di una resina liquida: nel punto di focalizzazione il laser provoca la solidificazione dei monomeri della resina. Il processo è relativamente rapido, se confrontato con le tecnologie analoghe, e il materiale solido può essere creato in un punto arbitrario all’interno della resina, non solamente in superficie come succede per altre tecnologie.

È disponibile anche un video in cui si vede la stampa di una monoposto di Formula 1 di 330 x 130 x 100 µm realizzata in quattro minuti. (via Stefano Quintarelli)

Laser unprinter

Tutti sappiamo come funziona il processo xerografico di stampa a laser.

All’Università di Cambridge hanno scoperto un sistema di rimozione del toner dalla carta (link paywalled).

Il metodo, per ora sperimentale, consiste nel colpire le particelle di toner con degli impulsi di laser verde della durata di qualche picosecondo e rimuoverle per ablazione. Gli esperimenti hanno rivelato che la lunghezza d’onda ideale per questo tipo di procedura sarebbe un laser verde, che viene assorbito dal toner ma non dalla cellulosa.

Se una tecnologia di questo tipo dovesse raggiungere il mercato, sarebbero possibili notevoli risparmi in quanto la carta potrebbe essere riutilizzata anziché riciclata. (via ExtremeTech)

Sicurezza stampanti HP: non si fa così

Pochi giorni fa HP ha annunciato di aver rilasciato gli aggiornamenti del firmware delle stampanti coinvolte in un problema di sicurezza.

Il problema riguarda la possibilità di installare su alcune stampanti HP un firmware non originale (video) che può esporre dati riservati oppure modificare i parametri di funzionamento della stampante causando danni e, potenzialmente, incendi.

Il problema è che HP, in una maniera assolutamente irrituale rispetto a casi analoghi, non ha pubblicato l’elenco dei modelli coinvolti, ma dice semplicemente di accedere alla sezione del supporto del suo sito, mettere il nome del modello della stampante, selezionare Download e verificare se c’è un aggiornamento del firmware.

Questa scelta è stata probabilmente dettata da qualche genio delle pubbliche relazioni o del dipartimento legale, i quali preferiscono sempre nascondere la polvere sotto il tappeto e gestire in seguito eventuali problemi, scommettendo sul fatto che o non succeda nulla oppure si possa minimizzare o smentire.

Se questa era la norma nel secolo scorso, nel 2012 la mancanza di trasparenza in questo tipo di comunicazioni non paga più, specialmente quando ci sono molte alternative alle stampanti HP a prezzi vantaggiosi.

Concentrato di obsolescenza

Riordinando librerie e assimilati si trovano due cose in particolare: tanta polvere e tante cose dimenticate.

In questo periodo di pulizie casalinghe ho trovato tanti di entrambi.

Un pacchettino di fogli riesce a riassumere il concetto di obsolescenza nel mondo informatico e dintorni.

La copertina del pacchetto di fogli è qui riprodotta e ricorda tempi, media e abitudini superati.

Innanzi tutto, le stampanti che usano risme di carta perforata vengono utilizzate sempre meno spesso anche in ambito professionale. Numeri come 80,132, 66 e 72 che prima erano sulla bocca di tutti ora sono sostituiti da 210, 297, A4, A5, 12, 14 eccetera. Prima 6 righe per pollice era praticamente l’unica regola, ora si tende sempre meno a stampare (per fortuna).

A parte il formato carta, quelle stampanti utilizzavano la rumorosissima tecnologia della stampa ad aghi, i cui comandi variavano da stampante a stampante ed erano raggruppati per famiglie di dialetti (IBM ProPrinter, EPSON, Diablo e tanti altri).

Le stampanti erano collegate generalmente tramite l’interfaccia parallela, tramite la quale il PC sapeva generalmente ben poco della stampante, a parte le informazioni “sono pronta a stampare” e “ho finito la carta”. Altro che plug’n’play!

Da ultimo, le agende a sei anelli, che resistono ancora, anche se con le ore contate. Ricordo l’ultima che ho avuto, comperata nel 1999 al MIT, rimasta in fedele servizio per 10 anni e pensionata in favore dell’agenda a rubrica integrate nel telefono. Quell’agenda e tutti i suoi fogli mobili colorati riposano da qualche parte nella libreria. Altra carta risparmiata.