Qualità del servizio ADSL e diritti dell’utente

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha messo a disposizione un sito che contiene gli strumenti necessari per testare la qualità della propria connessione, nonchè una serie di informazioni che possono supportare l’utente nell’arduo compito di far valere i suoi diritti con l’operatore che fornisce il servizio.

Le misure effettuate sono “certificate” e costituiscono prova sufficiente per  inoltrare reclamo e, nel caso non venga ripristinata la giusta qualità del servizio, per recedere immediatamente senza penale dal contratto.

Mah!

6 pensieri riguardo “Qualità del servizio ADSL e diritti dell’utente”

  1. http://www.facebook.com/note.php?note_id=186151824747252

    riporto qui quello che ho scritto là tre giorni fa.

    Titolo: 1 anno…
    Pubblicato: 14 gennaio 2011

    *** inizio ***

    È passato esattamente un anno dal 14 gennaio 2010. Da quando ho detto definitivamente basta alle prese in giro di Telecom e ho deciso di fare un contratto con Fastweb.

    Tutto era cominciato il 31 luglio 2009, quando chiedendo un semplice cambio di nominativo sul contratto mi hanno detto che burocraticamente avrebbero dovuto farne uno nuovo, e pertanto staccare la banda larga per poi avanzare una nuova richiesta di connessione veloce.

    In teoria ci sarebbero dovuti volere pochi giorni. In pratica dopo cinque mesi e mezzo si era ancora a punto morto, tra promesse di collegamento (non mantenute ovviamente), motivazioni al limite del grottesco, e una raccomandata di protesta inviata al servizio clienti residenziali di cui è tornata soltanto la ricevuta di ritorno.

    Mentre Fastweb, in una decina di giorni, mi ha attivato tutto, e ridatomi quell’ADSL che mi mancava ormai da quasi sei mesi.

    Ma non era ancora finita, visto che non mi hanno attivato la portabilità del numero, lasciandomi quello che in teoria mi sarebbe dovuto rimanere soltanto provvisoriamente, ma in compenso proponendomi un contratto con loro su di una nuova linea, guarda caso proprio quando ormai stavo terminando le procedure per l’attivazione con Fastweb, e dopo che in passato su mia esplicita richiesta di cambiare numero con loro mi avevano detto che sarebbe stato difficilmente possibile.

    Ora non è più il caso di fare polemica. Ma una cosa è certa: la Telecom un cliente lo ha perso.

    ps: dimenticavo, naturalmente, probabilmente anche grazie al fatto che loro mi hanno proposto l’attivazione proprio pochissimo tempo prima che diventassi ufficialmente un cliente Fastweb, ma comunque prima, e che quindi formalmente sono stato io a rifiutare in ultima analisi, non mi hanno rimborsato neanche un centesimo dei quasi 180 giorni senza rete, e per stare a spendere ulteriori tempo, incazzature, e magari 1000 euro da un avvocato per averne al massimo 100 di rimborso, ho deciso di lasciar perdere.

    pps: notare che nella mia campagna elettorale per il comune di Almese della primavera del 2009, parlando della diffusione della banda larga nel mio paese, avevo evidenziato il problema di come spesso il servizio fosse migliorabile e non ottimale anche per il fatto che i gestori pensassero più al loro interesse che a quello del cliente. Si saranno voluti vendicare perché ho scoperto qualche altarino di troppo? 😀

    *** fine ***

    1. Sono contento che tu abbia trovato con FW la risposta ai tuoi problemi.
      Dalla mia esperienza è un operatore non esente da pecche, sia come gestione amministrativa che come gestione tecnologica (si, la banda c’è, ma come è gestita la rete…).
      Purtroppo la copertura di tale operatore in fibra ottica è offerta solo una minima parte della popolazione. Per la restante parte il servizio è erogato con modalità non dissimili dagli altri gestori.
      Nel mio comune (un sobborgo di Milano…) non c’è fastweb in fibra. Gli altri operatori passano tutti attraverso doppino telecom.
      Al momento si sta creando una sorta di “digital divide” virtuale.
      Cioè, sebbene siamo coperti dal servizio, con l’aumentare della popolazione informatizzata, la banda è satura. In pratica in alcuni orari navighiamo si e no a 25KB/s.
      Questo significa non poter fruire di alcun contenuto multimediale, sebbene si riesca ancora a navigare in internet decentemente.
      Certo, seguendo le informazioni sul sito linkato nel mio articolo, potrei forse ottenere il recesso immediato, ma per andare dove? Verso un’altro operatore connesso allo stesso doppino decrepito e alla stessa centrale? Magari, come hai evidenziato tu, dovrei pure stare 5 mesi senza connessione.
      Certo ci sono gli operatori mobili. Io ne ho 2 diversi.
      Con segnale pieno a volte si naviga velocissimi, a volte, se la cella è congestionata, è peggio che con i vecchi modem a 33k.

      Ecco il perché del tono polemico del mio articolo.
      Forse a causa del noto passato monopolistico in Italia ci troviamo in uno stato di arretratezza tecnologica che nelle statistiche ci pone più in basso di alcuni paesi del terzo mondo (è vero, loro hanno iniziato dopo e magari hanno fatto le cose meglio….).
      Abbiamo le connessioni più care in Europa ed il servizio qualitativamente peggiore.
      A poco possono servire le iniziative di facciata come quella di AGCOM.

      Bisognerebbe obbligare gli operatori ad investire, non consentirgli di appoggiarsi comodamente sul pessimo servizio di Telecom.
      Fastweb è l’unico che l’ha fatto, ma è ancora poco.

  2. Ragazzi, questa cosa del test della connessione e` l’ennesima vaccata nucleare. Tutti gli operatori del mondo fanno traffic shaping, giusto? Benissimo. Allora, secondo voi, il traffico che va verso i server di “test” ufficiali delle prestazioni, che priorita` avra` nei loro shaper? Quella “normale” o quella massima superatomica VIP?

    1. Ottima domanda!
      Che tu sappia riescono a farlo anche a basso livello (centrale telecozz) o solo sulla loro rete proprietaria?
      Perché nel mio caso (forse quello più comune…) il collo di bottiglia è proprio il penultimo anello della catena.

  3. chiaramente i colli di bottiglia sono due (anche piu` di due, ma diciamo due) cioe` la parte ATM telecom e la rete del gestore ADSL. Il punto e` che uno shaper e` in grado di gestire (con dei limiti, non e` magico) il traffico su tutte e due le tratte. E per assurdo, se la tua ADSL va piano comunque (intendo dire nel test del traffico, non tutti i giorni) questo regionevolmente vuole dire che la tua zona (la tua centrale Telecom) e` cosi` satura che andresti da schifo qualsiasi provider tu abbia, a meno che ovviamente il tuo provider non abbia una rete tutta sua fino a casa tua.

    Quindi in un certo senso potresti incolpare il tuo provider di un limite dovuto alle insufficienti risorse di Telecom nella tua zona, se il tuo provider usa Telecom per il trasporto verso gli utenti.

    Chiaro che se il tuo provider e` in ULL completo, allora il discorso e` diverso, in quel caso oggettivamente qualsiasi problema e` colpa sua, ma vedrai che in questo caso lo shaper fara` il miracolo di rendere il risultato del test un successo, a spese di chi usa internet davvero anziche` per fare un test di velocita`.

    1. Come immaginavo.

      Quindi nella nostra situazione avrei sicuramente dei risultati pessimi dal test.
      Potrei quindi recedere senza penale dal contratto per stipularne un altro con un altro operatore ed avere dei risultati altrettanto scadenti.

      In caso di operatore indipendente invece il test verrebbe (probabilmente) falsato dallo shaping, quindi non potrei fare nulla per far valere le mie ragioni.

      Quello che mi chiedo è se i provider che si vedono arrivare i recessi a causa di telecom non possano fare nulla per far leva su telecom e fargli aumentare la banda verso la centrale.
      Ma forse non gli interessa sbattersi più di tanto….

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