La patologia? Ossessionati dallo scrivere articoli sulla tecnologia!

Caro Beppe,

Ti considero un grandissimo giornalista, un vero e proprio mito. Ho anche avuto l’onore (e la fortuna) di intervistarti quando scrivevo per .Net, proprio perchè all’epoca (parlo della metà degli anni ’90) eri uno dei pochi che già frequentava in maniera intelligente la rete.
Ma come tutti quelli bravi veramente bravi, ogni tanto “toppi” anche tu… e casualmente lo fai quando ti addentri in discorsi tecnologici. Mi avevi già colpito molto negativamente quando hai messo in piedi la pantomima della settimana senza internet (trattato su questo blog anche qui e qui). E con l’articolo di oggi sei caduto nell’errore di parlare di qualcosa legato a internet e alla tecnologia in genere analizzandone uno dei tanti aspetti in un modo così superficiale e banale tanto da apparire solo ed esclusivamente sensazionalistico.

Tu inizi l’articolo nel modo migliore, associando quello che avviene ora con email, i documenti, o con le foto, musica e film digitali a quello che accadeva in passato quando tutto questo era in forma “palpabile”. Poi ecco apparire la parola “rischioso“… e non spieghi nè il perchè questo fatto debba essere preoccupante se riportato nel mondo “digitale” (e non lo doveva essere prima) nè tantomeno il perchè questo fenomeno “deve preoccupare (certamente) tutti noi“. Si, è vero che fai un accenno a “una dipendenza, che lascia sempre più isolati” ma la cosa finisce lì… nulla più di un sasso gettato da una mano che si è subito ritratta, tanto che mi sembra la spiegazione che mi può dare la mia Nicole che a Luglio compirà 7 anni.

L’unica differenza tra il “passato” e il “presente” sono solo i costi e (come dici anche tu) lo spazio fisico. Basta. Null’altro.
Prima come ora c’erano le persone che tenevano tutto e nessuno le ha mai chiamate “ossessionate-compulsive“, al massimo “precisine“. E certo non è mai nato un organismo che ne analizzava i  comportamenti preoccupanti… ma prima non c’era il mostro da sbattere in prima pagina. Già… esattamente come per la vicenda del “farmaco” comperato su eBay dove la colpa viene fatta ricadere su eBay e non su chi l’ha comperata.

Già… spiegami che differenza c’è tra tenere tutte le tue foto in un hard disk, piuttosto che tenere gli album di foto o le foto ed i negativi nei portafoto che ti davano quando le facevi stampare? Non credo che la differenza con cui “ci accedi” sia diversa anzi… in rapporto al numero probabilmente quelle digitali sono più viste di quelle stampate.
E quale differenza ci sarebbe tra tenere la musica e i film su hard disk e piuttosto che nei loro porta-CD/DVD originali? Anche qui, probabilmente, saranno più usati quando sono su supporto digitale perchè sono probabilmente già collegati a qualche unità o televisore e, quindi, facili da cercare/guardare senza dover impazzire a ricordarsi dove sono stati messi.
E vogliamo parlare degli “intoccabili” libri? Quale può essere la differenza tra avere una intera libreria in bella mostra, magari in legno, piena di libri o averla  in formato digitale su un Kindle? Magari viene risparmiato qualche albero e puoi andare in vacanza portandoti dietro 50 libri senza dover pagare il peso extra in aereo… e probabilmente li leggi pure, non li metti solo in vista sulla libreria. E, anche in questo caso,  sono certo che (soprattutto nel “passato”) se la percentuale di rilettura di un libro si avvicina al 10% è “grasso che cola”… forse tu per il tuo lavoro raggiungi anche il 20, 25%, ma non credo oltre.

Comunque io ho la mail da quando ho iniziato a buttarmi in rete (più o meno 1992), ho quintali di dati (dalle foto ai documenti, a programmi scritti da me e non) sparsi su vari hard disk ecc. ecc., e per questo trovo corretto rispondere alle domande del tuo simpatico questionario

1] Conservate tutte le email spedite e ricevute? Le prime risalgono al governo Dini?
Assolutamente si, ma per essere precisi ne conservo di anche antecedenti e non conservo lo spam. Ho anche qualche  email ricevuta da te.

2] Il numero dei vostri contatti Skype, sommato a quello degli amici su Facebook e dei follow su Twitter è pari agli abitanti del Molise?
Non so quanti abitanti abbia il Molise, ma il numero di contatti su Facebook è di gran lunga inferiore. Fortunatamente non uso nè Skype nè tantomeno Twitter, quindi non ho “followers”. Però uso Facebook assiduamente e tengo da parte alcuni dei miei status (i “frammenti di conversazione“).

3] Cancellare documenti vi provoca piccoli disturbi psicosomatici?
No. Provo disturbi psicosomatici quando leggo articoli come questo. Se decido di cancellare un documento è perchè sono certo che posso farlo.

4] Le vostre fotografie sono distribuite su quattro piattaforme (telefono, iPad, portatile, computer fisso)?
No, le ho su 1 NAS in RAID e  su un HD esterno USB 3.0. In effetti una terza copia farebbe comodo. Non considero un Tablet (uso Android e non iPad) come un supporto sicuro,

5] Lo schermo del vostro computer, affollato di microscopiche icone, sembra un cimitero di guerra in cui non sapete trovare la lapide?
No, le icone sullo schermo sono molto poche e ben distribuite per non rovinare l’immagine di mia figlia.

6] In ogni tasca, cassetto o borsa tenete almeno una chiavetta Usb? E non avete idea di cosa ci sia dentro?
Si e no, ne ho due sole e quello che c’è è cancellabile perchè quando ci metto qualcosa che mi serve, poi viene spostata al suo posto.

7] Avete esaurito nomi di figli/animali domestici e, per le vostre moltissime password, dovete ispirarvi ai protagonisti dei recenti scandali (StateBoniInLombardia, For-Me-Gone012, Lusi-spoglia-Margherita)?
No perchè tendo ad usare password che funzionano.

8] Impiegate più tempo a cercare un documento che a scriverlo di nuovo?
Si. E’ capitato.

9] Copiate tutte le foto su dozzine di Cd, e li numerate usando sempre lo stesso pennarello indelebile?
Si copio tutte le foto. No non sui CD (con una dozzina di CD non ci avrei fatto nemmeno il primo anno di vita di mia figlia)… preferisco, come detto prima, gli hard disk in RAID.

10] Infine: conservate floppy disk, dicendo che potrebbero interessare ai vostri figli?
Magari, ma purtroppo no. Avrei dovuto tenerne qualcuno, magari a 5 1/4′ singola densità… oppure quelli ‘tagliuzzati’ per essere usati anche sull’altro lato.
In fondo che differenza c’è tra tenere un vecchio floppy da, magari, una vecchia pergamena? Tra qualche anno il floppy avrà lo stesso valore che ha la pergamena oggi…

Caro Beppe non sono strambo (semmai interista) e non considero strambi gli altri sia che facciano o meno cose simili. E certo non reputo malato o ossessionato chi tiene con cura ai propri ricordi e a tutto ciò a cui da abbastanza importanza. Se non altro la presenza del digitale permette di mantenere maggior qualità (ad esempio nelle foto, visto che molte di quelle “vecchie” stampate sono rovinate ed è più facile  perdere una cassa con le foto quando ne hai una, che un hard disk pieno di foto quando ne hai 3), di avere più spazio in casa e se ben ordinati, di risparmiare tempo nella ricerca…

So che non te ne può fregare di meno, ma continuerò a considerarti un mito. Ti chiedo solo di pensare con maggior attenzione prima di scrivere articoli del genere…

Con affetto.
Kazuma

 

7 pensieri riguardo “La patologia? Ossessionati dallo scrivere articoli sulla tecnologia!”

  1. Applausi!

    Ho pensato le stesse identiche cose leggendo l’articolo stamattina. Con tutta la stima per Severgnini… certi articoli lasciano davvero un po’ interdetti.

  2. Io risponderei Si` alla maggior parte delle domande.

    Il problema dell’articolo del buon Beppe e` che non spiega qual e` il rischio.

    Il rischio grosso e` che qualcuno possa accedere a tutta quella roba e farne uso contro di me.

    Il che significa che occorre fare educazione sui rischi connessi al digital hoarding, e sulle misure preventive (es: non tenere tutto quel ben di dio anche su un supporto che uno si porta in giro e puo` perdere). Peccato che Beppe dimentichi di dire questo.

    P.S. Anche io conservo delle email precedenti al governo Dini. E pure una vecchia email di Beppe, anche se non ho piu` il programma per leggerla 😉

    1. Ma se il Molise non esiste il numero di abitanzi è 0 e, pertanto, inferiore al numero dei miei contatti in facebook… quindi devo correggere il mio pensiero e aggiungere un si 🙂

      K.

  3. Secondo me non avresti dovuto nemmeno scomodarti a rispondere punto a punto ad un articolo del quale, palesemente, non rappresenti target adeguato (ed è un complimento, sia chiaro).

    La risposta 10 mi inquieta un po’… la pergamena è comunque compatibile con il sistema di lettore ottico per il quale è progettata, al limite serve un convertitore del linguaggio. Conservare un floppy invece equivale a conservare una pergamena il cui contenuto è ormai cancellato e illeggibile. 😉

    1. Grazie del complimento, e spero tu abbia capito le 10 risposte erano più una cosa scherzosa, così come spero lo fossero le 10 domande.

      Il concetto che esprimo sul punto 10 è che il floppy è già un pezzo d’antiquariato e in futuro lo sarà sempre di più… e così come una pergamena tanti anni fa era un oggetto di uso comune mentre ora è un pezzo d’antiquariato, un floppy era un oggetto di uso comune e un giorno sarà antiquariato puro.

      K.

      1. [mi piace] 🙂

        Avevo capito il tono, la parte drammatica è che conosco diverse persone appartenenti a quella generazione “intermedia” di utenti che corrispondono alla descrizione dell’articolo 😛

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