A lezione di disinformazione /4

Quarta parte (link alla 1, 2, 3) del piccolo viaggio nel fantastico mondo della disinformazione, nato dalla lettura di un allucinante post su Facebook condiviso da un mio contatto qualche giorno fa e originato da un vorrei-ma-non-posso guru della disinformazione in ambito scientifico.
Quante cose vi vengono nascoste dai brutti e cattivi mostri de “la scienza”? Voi non potete nemmeno immaginare quanta informazione ci viene negata da “BigPharma”? Ma per fortuna ci sono gli espertoni, dei veri e propri Davide, che ci svelano la verità sconfiggendo il gigante Golia.

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A lezione di disinformazione /3

Terza parte (prima parte, seconda parte) del nostro excursus all’interno del mondo della disinformazione, prendendo spunto da un allucinante post su Facebook in cui sono incappato qualche giorno fa.
Questa volta focalizzerò la mia attenzione su come, selezionando con attenzione la fonte “giusta”, si possa far passare un messaggio molto lontano dalla realtà.

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A lezione di disinformazione /2

Seconda parte (qui trovate la prima parte) del nostro piccolo viaggio nel mondo della disinformazione, ispirato da un allucinante post letto su Facebook nel quale l’autore, uno che si pone come un guru, cerca di far passare l’assurda associazione tra “scienza” e “terrapiattismo”.
Questa volta parleremo di decontestualizzazione quale arma per manipolare le informazioni e scopriremo anche quanto possa essere brevissima la vita di un commento, educato, che chiede qualche informazione aggiuntiva.

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A lezione di disinformazione /1

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un post allucinante dal titolo “La vittoria del terrapiattismo sulla scienza” scritto da uno dei tanti bufalari analfabeti funzionali in cerca di visibilità.
Il post è un tale concentrato di falsità e finte verità che anche mia figlia di 14 anni non ci cascherebbe ed è proprio questo che mi ha fatto pensare di utilizzarne alcuni frammenti per mostrare qualche esempio di come si possa fare disinformazione.

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Come fare (becera) disinformazione in 6 righe

Faccio subito una doverosa premessa: nel mio piccolo investo parte del mio tempo libero per combattere la disinformazione, incluso l’andare nelle scuole per aiutare i ragazzi a cercare di sviluppare un pensiero critico che permetta loro di non cadere nelle numerose trappole della disinformazione. Lo faccio a nome sia di Pro-Test Italia (di cui faccio parte del direttivo), sia del Patto Trasversale per la Scienza (dove sono il coordinatore del gruppo di comunicazione nelle scuole). Ed è proprio per questo che questa cosa l’ho presa sul personale.

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Sensibilizzare non significa dire eresie

Lo so, il titolo è forte, ma onestamente inizio ad essere un po’ tanto stanco di chi, con la scusa della “sensibilizzazione” e del “parliamone“, utilizza generalizzazioni e luoghi comuni e rischia, con questo, di fare più danni che altro.

Questa (dal 7 al 13 Ottobre 2019) è la “Settimana Nazionale della Dislessia” e oggi il giornale “La Repubblica” ha pensato bene di fare qualcosa per portare questo argomento all’attenzione di tutti i lettori.

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Sull’attesa e sulla disinformazione.

Ti sei mai fermata a guardare una formica?” Feci questa domanda tanti anni fa ad una amica cantante, mentre parlavamo di come si tendeva ad usare il tempo in modo frenetico e di come, forse, ci si fermava troppo poco a guardare il mondo intorno a noi. Era la metà degli anni 90, quando internet iniziava a diffondersi e Marc Zuckerberg aveva forse poco più di 10 anni.

La diffusione della rete e, soprattutto, l’avvento della combinazione “smartphone” e “social network” ha avuto un effetto ancora più devastante sulla gestione del tempo e, soprattutto, sull’attesa. Alessandro Rocco di W La Dislessia! un annetto fa ha scritto un fantastico post sull’argomento (vi consiglio vivamente di leggerlo, soprattutto se avete figli).

Estrapolando alcuni dei concetti espressi da Alessandro ed associandoli ad alcune cose che ho notato in questi giorni sui social mi è venuta la voglia di prendere la tastiera e scrivere questo post.

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L’accesso a Internet non può essere un diritto. Dislessia edition

Più di due anni fa scrivevo il 4° post su questo argomento e in questo lungo periodo più volte sono stato vicino a scriverne altri. Questa sera, però, non sono proprio riuscito a trattenermi dopo aver letto i commenti ad un articolo di OrizzoneScuola.it dal titolo “Alunni con DSA, a Modena più 183 per cento in 6 anni. E’ allarme?“.

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ValigiaBlu e i finti standard di Facebook.

Qualche giorno fa, per la precisione il 30 Aprile, mi sono imbattuto in un interessante post su Valigia Blu il cui titolo “Facebook: la minaccia con armi di Morisi sì, la copertina dei Led Zeppelin no e ti blocco per 3 giorni” mi aveva colpito molto perché sottolineava uno dei tanti paradossi di quel social network.

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Chiudi il ticket!

Nella mia carriera IT mi è capitato nel corso degli anni di occuparmi di supporto agli utenti in prima persona.
L’ho fatto, lo faccio, coordino e collaboro con persone che fanno questo esclusivamente o come parte del loro incarico in diversi Paesi.

Ho visto negli ultimi vent’anni grandi modifiche e un supposto progresso nel modo in cui è gestito.
Succedeva più spesso anni fa, ma è ancora così in molte realtà, che il supporto fosse fatto in maniera quasi informale: gli utenti contattavano qualcuno che lavorasse “con i computer” e chiedeva aiuto. La persona in questione poteva aiutare se trovava tempo e se aveva la competenze necessarie.
Poteva a volte ignorare l’utente se lo riteneva (a torto o a ragione) non degno della sua attenzione e del suo tempo.

In aziende più grandi e strutturate, e anche in aziende più piccole con il passare degli anni, il ruolo di supporto ha aumentato la sua importanza e, insieme a questa crescita si è sempre più specializzato e strutturato.

Le declinazioni pratiche di questo argomento sono molteplici, ma la struttura basica non cambia di molto.

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L’incontenibile idiozia degli estremismi

Il 28 Dicembre dello scorso anno è morta Bre Payton, una giornalista politica di 26 anni che scriveva per la testata “The Federalist” e che era spesso presente come “opinionista politica” [si, lo so, opinionista è un termine del cavolo, ma commentatore politico non mi piaceva molto] sul canale televisivo Fox News. 
La causa della morte sembra essere legata alle complicazioni dopo aver contratto il virus A/H1N1 (spesso chiamata “influenza suina”) e alla meningite. Da non medico non posso aggiungere molto rispetto a quello che ho letto su alcune testate e, soprattutto, su quello che viene riportato da alcune testate (tipo “The Sun“) nella prima parte di questo video della ABC. Il video poi prosegue parlando proprio del virus e del vaccino anti-influenzale.

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Vedere sempre meglio

La fotografia di Nettuno qui sotto ha fatto il giro del mondo a metà di luglio 2018.

L’immagine del pianeta Nettuno sulla sinistra è stata ottenuta durante la fase di verifica dell’ottica adattiva a Campo Stretto dello strumento MUSE/GALACSI installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO. L’immagine a destra è un’immagine paragonabile ottenuta dal telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA. Si noti che le due immagini non sono contemporanee e perciò non mostrano strutture superficiali identiche.
Crediti: ESO/P. Weilbacher (AIP)/NASA, ESA, and M.H. Wong and J. Tollefson (UC Berkeley)

A qualcuno potrebbe non dire nulla, ma si tratta di una vera e propria rivoluzione nella nostra capacità di indagare l’universo.

Il telescopio spaziale Hubble è uno strumento di dimensioni tutto sommato modeste: il fatto di dover essere lanciato usando lo Space Shuttle ne ha modellato la struttura fisica in un cilindro di circa 4 per 13 metri. Di conseguenza il suo specchio primario è molto piccolo per gli standard degli attuali telescopi a terra.

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Wait… what?

Ce lo aspettavamo, prima o poi, che sarebbe successo.
Flickr è finalmente passato di mano ed è stato ceduto a SmugMug.

Da parecchi anni noi utenti abbiamo notato un declino in Flickr tanto per funzionalità quanto per rilevanza e per innovazione. Il precedente proprietario, Yahoo, non sembrava proprio il posto giusto dove lasciare un business strettamente fotografico, tanto che, qualche anno, fa parti l’iniziativa #DearMarissaMayer indirizzata all’allora CEO della società.

Alcuni indicavano addirittura l’acquisizione di Flickr da parte di Adobe, il che poteva avere senso da una parte (ovvero unire un servizio di memorizzazione delle immagini online a un produttore di software di photo-editing e digital art), ma non ne aveva per niente da un’altra (Adobe sta puntato su servizi cloud completamente integrati, applicazioni e storage).

Dopo l’acquisizione di Yahoo da parte di Verizon, l’errato posizionamento di Flickr (tramite Oath Inc.) non sembrava per niente più vicino a una soluzione. Leggi tutto “Wait… what?”

Elogio della semplicità

Un nuovo incarico presso un cliente che mi porta spesso in giro è il motivo principale dell’assenza e della rarefazione degli articoli di questo blog.

Uno dei problemi che sto affrontando è tentare quanto possibile di semplificare un’infrastruttura che parte complessa per ragioni strutturali con uffici letteralmente nei cinque continenti (sono stato graziato e per ora niente uffici stabili ai poli) e data centre che si spostano costantemente via mare da una time zone all’altra. Leggi tutto “Elogio della semplicità”

A Human Fail

Per le strade di Milano è abbastanza comune vedere in questi giorni un manifesto su cui campeggia un astronauta in tuta EVA e sullo sfondo il pianeta Terra visto dallo spazio.
Una simile immagine non poteva naturalmente sfuggire al geek sense e quindi mi sono avvicinato subito a uno di questi cartelloni dopo averlo visto con la coda dell’occhio.

Pare che si tratti della edizione italiana della mostra NASA. A Human Adventure.
Apparentemente si fa molta fatica a trovare informazioni su questa mostra online. Google come primo risultato riporta una notizia sul sito dell’Unione Astrofili Italiani che però sembra stata rimossa. Le ho dato una occhiata dalla cache di Google.

Mi sono accorto solo il giorno dopo dell’esistenza anche di un sito con dominio .it che ho prontamente visitato.
www.ahumanadventure.it: una pagina bianca. Leggi tutto “A Human Fail”