Curricula informatici

In questo periodo sto selezionando una figura IT junior per conto di un cliente e mi capita di vederne di ogni.

Abbiamo deciso di utilizzare la piattaforma Monster, che, secondo me, è molto valida, almeno per il settore IT, ed ha un buon rapporto prezzo/risultato (fine dello spot, tranquilli).

Di seguito alcune riflessioni mutuate da questa esperienza, nella speranza che servano a qualcuno.

Visto che l’invio con piattaforme online non costa nulla, c’è sempre chi spamma; tra questi si annoverano le seguenti sottocategorie:

  • consulenti IT che propongono la propria società al posto dell’assunzione di un dipendente anche se l’annuncio parla chiaramente di assunzione full time; questi sono i più odiosi e contrari alla deontologia: io sono un consulente, ma non mi permetto di andare da un cliente a propormi come alternativa ad un dipendente, è una questione di etica e di rispetto;
  • personale IT che abita a 500 km di distanza, lavora già e manda comunque il CV;
  • personale non-IT che manda CV perché la ditta che fa l’annuncio opera nel settore un cui sta lavorando; se io sto cercando un IT per (poniamo) un concessionario, cerco uno che sappia gestire i server, non un venditore di automobili.

Arriviamo ai CV on topic, su cui bisogna fare delle osservazioni:

  • c’è chi, purtroppo, ha un CV che sta tutto in una pagina A4 (dati personali inclusi): può essere demoralizzante un CV così scarno, ma mettere che sai usare una fotocamera digitale e sai scaricare le foto dalla stessa non ti qualifica molto nel campo IT;
  • capisco che la certificazione Novell CNE del 1999 ti sia costata soldi e fatica, ma oramai è al di là del legacy;
  • utilizzo di “user manager for domains” (virgolette nell’originale)  non è quella gran qualifica professionale per candidato un amministratore di sistema.

Ultime ma non ultime le considerazioni di carattere generale che, probabilmente sono scritte su un sacco di guide, ma, a quanto vedo, largamente disttese:

  • se scrivi in corpo 14 interlinea doppia con 3 centimetri di margine per lato per far venir fuori un CV di 14 pagine, hai solamente causato la morte di più alberi;
  • se cerchiamo una figura full time a decorrenza immediata, non presentarti al colloquio dicendo che stai ancora studiando e che forse sarai libero dopo la tesi, fra sei mesi;
  • hai letto che la postura è essenziale durante il primo incontro, ma se ti rilassi e ogni 15 minuti ti ricordi della cosa e ti ricomponi con spalle squadrate e mani appoggiate sulle gambe ce ne accorgiamo che stai recitando;
  • se non richiesto e se vienei chiamato da una ditta italiana, non mandare il CV in inglese perché o non ti chiamiamo nemmeno oppure se ti chiamiamo ti parliamo solo in inglese, magari con accento cockney.

In bocca al lupo a chi sta cercando lavoro.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

18 pensieri riguardo “Curricula informatici”

  1. Sull’ultima ho i miei dubbi:
    se selezioni un IT e non sai leggere l’inglese (leggere non parlare),
    non voglio venire a lavorare per te.
    Se, invece, è una questione di principio, e lo vuoi in italiano perché l’hai richiesto così, sei uno spaccapa**e,
    non voglio venire a lavorare per te.

    1. Chi ti valuta non è solamente un IT e molte volte il tuo CV passa per primo da HR.
      Visto che non era richiesto un CV in inglese, il CV lo mandi in italiano. Se vuoi mandarlo in una qualsiasi altra lingua, peggio per te. Per di più negli skill richiesti l’inglese non era nemmeno menzionato.
      In un mercato dove il rapporto domanda/offerta è sbilanciato a sfavore della prima non conviene fare tanto i gradassi.
      Per tacere del fatto che nel CV in inglese c’erano un sacco di strafalcioni.

  2. Dopo quasi otto anni in una delle piú grosse società di lavoro (sia temp che perm) potrei spiegarti tante belle cose su come si interagisce con Monster 🙂

    K.

    1. A me bastava un sistema rapido di raccolta CV; tra l’altro abbiamo pagato MOOOOOOOLTO meno di quello che ci aveva chiesto una ditta di headhunter.

    1. Si accomodi.

      Prima che tu salti a facili conclusioni, tengo a specificare che non solo lavoro anche all’estero parlando (ovviamente) inglese, ma un anno fa ho tenuto un corso di DUE GIORNI di networking in inglese ad un londinese a Londra. Cosi’, tanto per capirci.

      Essere sopra le righe non paga mai, specialmente in fase di selezione personale. Come citano (piu’ gli anglosassoni degli italiani), est modus in rebus.

  3. C’è una terza ipotesi (escludendo quello che scrive il C.V. in inglese solo perchè fa figo): il tipo ha solo il C.V. in inglese perchè non ha voglia/tempo di aggiornare tutte le volte due versioni.

      1. Bè … “cazzi suoi” può andare per il tuo caso (lo junior “senza arte nè parte”). Però ad essere troppo puntigliosi spesso ci si perde in due.

  4. Luigi, alle volte io nei miei CV metto anche un corso di programmazione seguito nel 1983 (avevo 14 anni e mezzo). Lo so che e` il legacy del legacy del legacy, ma fa colore 😉

    Scherzi a parte, una certificazione del 99 non serve a dire “ho questo skill”. Serve a dire “in quegli anni facevo questo invece di girare i pollici”.

    Le rare volte in cui ho vagliato CV altrui, la prima cosa che cercavo erano i “buchi” temporali.

    Comunque, un CV di 14 pagine e` da cestinare a prescindere, sia che sia stampato corpo 14, sia corpo 7!

    1. Io ho epurato tutte le esperienze legacy dal CV sostituendole con qualcosa tipo “esperienze su sistemi legacy a partire dal…”

      Non serve a nulla, fidati. Come quello che mi ha messo che gioca ai giochi di ruolo ed ha 40 anni. La prima cosa che ho pensato e’ “questo e’ un rompicoglioni” e ci ho azzeccato :-> :-> :-> :->

      1. Le esperienze sui giochi di ruolo sono utili se ti proponi ad una ditta di giochi… altrimenti no… sono d’accordo.

        Anche se ho l’impressione che in USA apprezzino che uno sul CV indichi gli hobby e simili, io li metto solo se possono avere rilevanza con la ditta cui mando il CV (cioe` quasi mai, nel mio caso). Ho sentito vari casi in cui invece generano reazioni negative in chi legge il curriculum, e tu me ne hai appena aggiunto un altro.

        La formula “esperienze su sistemi legacy” mi pare un’ottima idea. Potrei rubartela. Anche se poi bisogna mettersi d’accordo su cosa e` legacy. Z-OS lo e`?

  5. Ma il fatto che eventualmente scrivano che sanno utilizzare Excel e Word, e sono in grado di navigare su internet e qualcuno anche usare Autocad, conta ?

    1. Non ci ho fatto caso agli skill tipo “uso di office”, anche perche’ buona parte degli skill informatici che servono ad SysAdmin sono quelli che impara non quelli che sa gia’.

  6. Per fortuna non ho mai dovuto scrivere il mio curriculum. Prima di tutto perche` non ho nemmeno una certificazione, secondariamente perche` non mi ricordo quasi nulla di tutti i lavori che ho fatto, terzo perche` alcuni dei lavori che ho fatto probabilmente mi squalificherebbero anziche` qualificarmi. Ho fatto porcherie vergognose per tenere assieme con lo spago sistemi accrocchiati, oscenamente legacy, e orribilmente in debito di soldi per la manutenzione e l’aggiornamento. Roba che se mi azzardassi a dire “ho lavorato per 20 anni alla manutenzione del sito pippazzo.it” una rapida guardata allo stato dei servizi su tale sito porterebbe a mettermi nella lista nera di quelli da non chiamare mai e poi mai, mentre la realta` e` ben diversa, ed e` piu` una cosa del tipo “insegnare ai maiali a volare”. Anyway, trovo anche io che indicare le esperienze di lavoro “serie” anche se obsolete possa avere senso, per far capire che si ha un passato di informatico e non di raccoglitore di olive, per dire. Indicare che si sa usare word ha senso solo se il lavoro richiesto e` quello di dattilografo professionista che deve usare word. Lasciamo perdere cose del tipo “so usare l’email e so navigare in internet”.

    1. Vero da un punto di vista assoluto, ma inutile se sei uno degli ‘n’ candidati per un lavoro. In quel caso e’ gia’ tanto se si va oltre il terzo lavoro (partendo dal piu’ recente).

      Poi chi passa la prima scrematura viene analizzato con dettaglio, ma di solito questo avviene nella seconda intervista.

      Diverso e’ il CV presentato come profilo professionale, ma non e’ questo il caso in specie.

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