Fantascienza, ma non troppo…

Quello che volgarmente chiamiamo “progetto SETI” è in effetti un nome collettivo che identifica tutta una serie di attività volte alla ricerca di vita senziente nello spazio.
Una grande parte di questa ricerca è fatta, come tutti ben sapete, tramite l’analisi dello spettro elettromagnetico, in particolare utilizzando radiotelescopi per la rierca di segnali che potrebbero indicare, non una trasmissione dovuta a qualche fenomeno naturale, ma un messaggio codificato indice appunto di una trasmissione artificiale.

Da qui il passo è breve, nell’immaginario collettivo, alla ricerca di un vero messaggio spedito da una civiltà aliena verso la Terra.
Per quanto la scienza sia ancora lontana dallo scoprire un tale messaggio, la fantascienza abbonda di esempi a riguardo.
A partire dai semplici messaggi di saluto, fino ad arrivare alla spedizione di veri e propri progetti verso di noi per farci costruire o sintetizzare qulcosa che, nei racconti di fantascienza, finisce inevitabilmente per procurarci diversi grattacapi.

Questa appunto è fantascienza e nessuno crede veramente che gli alieni ci possano spedire qualche importante informazione, tanto meno mandare un virus nei nostri computer e conquistare la Terra senza muoversi dai loro terminali nella Galassia di Andromeda.
Infatti, Indipendence Day è solo un film e nessuno crede veramente alla possibilità di collegarsi a un sistema informativo alieno e contaminarlo con la semplicità con cui stabilivamo una connessione dial-up a internet negli anni ’90.

Mi sono tuttavia imbattuto in un interessante articolo pubblicato sul blog io9 qualche settimana fa, che appunto tratta delle possibilità di scaricare qualche tipo di malware attraverso i radiotelescopi sui calcolatori che si occupano di analizzare i segnali ricevuti.
Per quanto nessun computer facente parte dell’infrastruttura di verifica dei segnali esegua alcunchè – ovviamente non ha senso eseguire niente da quello che normalmente è rumore radio dallo spazio profondo – non è del tutto da escludere che un segnale dal contenuto appositamente studiato possa, anche solo ipoteticamente, provocare dei danni.

Utilizzando delle tecniche di attacco molto usate dai cracker autoctoni, come ad esempio il buffer overflow oppure la code injection, sarebbe effettivamente concepibile far eseguire del codice maligno ai computer collegati.
I più fantasiosi, potrebbero immaginare che il malware alieno prepari anche dei pacchetti da spedire tramite SETI@home, infettando tutta la comunità di volontari del BOINC nel Mondo.

Tutto questo naturalmente presume una conoscenza apprfondita da parte degli alieni della nostra infrstruttura informatica, del funzionamento dei nostri sistemi operativi e del software che analizza l’output dei radiotelescopi.
A una prima analisi tutto questo, di nuovo, appare fantascienza; tuttavia un ragionamento più approfondito ci suggerisce che una tale conoscenza non sarebbe irragionevole da parte di una specie che stia usando su di noi in segreto una o più sonde Bracewell.

Dobbiamo forse iniziare ad applicare più information security anche alle trasmissioni che originano al di fuori del nostro pianeta?

Autore: Luca Mauri

Prima di tutto un Geek e un Trekker, Luca Mauri lavora come IT Manager. Entusiasta della esplorazione spaziale e della scienza in generale. È un lettore vorace e un fotografo amatoriale. Fa parte della piccola schiera degli INTJ.

5 pensieri riguardo “Fantascienza, ma non troppo…”

  1. Beh, l’importante e’ che gli alieni non spediscano fisicamente un paio di planet-killer…

    Dannato Supremo Desslock!

  2. “Per quanto la scienza sia ancora lontana dallo scoprire un tale messaggio”
    Hey, non c’è il wow signal? :p
    Bell’articolo!

    1. Ecco, lo sapevo… i Grigi non vogliono che si parli di certe cose su internet… ora ti dobbiamo eliminare.
      Per cortesia tieni la testa ferma per i prossimi 10 secondi e chiudi gli occhi.

      PS: Grazie!

  3. SIMPLY SEND 6 TIMES 10 TO THE 50 ATOMS OF HYDROGEN TO THE STAR SYSTEM AT THE TOP OF THE LIST, CROSS OFF THAT STAR SYSTEM, THEN PUT YOUR STAR SYSTEM AT THE BOTTOM OF THE LIST AND SEND IT TO 100 OTHER STAR SYSTEMS. WITHIN ONE TENTH GALACTIC ROTATION YOU WILL RECEIVE ENOUGH HYDROGREN TO POWER YOUR CIVILIZATION UNTIL ENTROPY REACHES ITS MAXIMUM! IT REALLY WORKS!

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