I nastri usati delle etichettatrici

password_dymoEro da un cliente a installare un nuovo router, e quando ho finito ho preso la buona vecchia etichettatrice a trasferimento termico e ho scritto un paio di etichette: una con l’indirizzo IP pubblico del router, e subito dopo una con la password, quest’ultima da attaccare in un posto non cosi` evidente sul router. Prima che mi diciate che non sono abbastanza paranoico, sappiate che lo sono perfettamente: so che se non lascio la password in un posto raggiungibile questa verra` persa, e il danno sara` maggiore dell’eventuale danno che puo` essere causato dalla possibilita` che qualcuno la legga, visto dove si trova fisicamente il router.

Insomma, stampo le mie etichette, e quando le tiro fuori dalla etichettatrice queste, a causa di un problema di caricamento del nastro, si portano dietro anche il nastro di inchiostro che viene usato per stamparle, appiccicato all’etichetta stessa. Quello che vedete nella foto e`, appunto, il nastro dell’inchiostro, dove sono perfettamente leggibili gli indirizzi ip e le password.Non e` che prima di ieri io non sapessi come funzionano le stampanti di etichette, ma vederlo davanti al mio naso me l’ha ricordato in maniera molto incisiva.

La prossima volta che butterete via il vecchio nastro dell’etichettatrice, fermatevi un momento a pensare.

Autore: Kurgan

Sistemista Linux con la fissa della sicurezza

2 pensieri riguardo “I nastri usati delle etichettatrici”

  1. Quando ero a militare in un ufficio in cui la sicurezza era importante avevamo una macchina per scrivere Olivetti a margherita con il nastro a trasferimento. Ogni nastro (assieme a tutta la carta dell’ufficio) veniva bruciato a turno da due di noi che restavano li’ a controllare che tutto fosse bruciato e poi calpestavano la cenere.

    Parte della mia paranoia viene anche dall’anno di militare, ma ha trovato terreno fertile su cui crescere.

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