Almanacco dello Spazio

Almanacco dello SpazioPaolo Attivissimo ha fatto decollare il progetto Almanacco dello Spazio.

Si tratta di un eBook distribuito con licenza Creative Commons che raccoglie gli eventi sia dell’esplorazione spaziale sia legati all’astronomia, raggruppati ed ordinati per giorno dell’anno.

La prima versione in bozza è già scaricabile e contiene i fatti essenziali. Paolo aggiornerà l’almanacco a cadenza più o meno mensile.

Opere come queste servono a capire quanto lavoro e quanti eventi, spesso sconosciuti, stiano dietro l’esplorazione spaziale, che non è fatta solamente da Saturn V e Space Shuttle.

A Paolo va il mio augurio che il vento siderale gli sia favorevole in questa nuova avventura di divulgazione.

Il DRM di Adobe spia gli utenti

Gabbia dei libri / Books cageSul fatto che il DRM non sia una bella cosa ci siamo già ampiamente espressi.

Si dice che nei social network e in molti contesti in cui non si paga per l’utilizzo l’utente è di fatto un articolo che il gestore del servizio vende a chi vuol fare pubblicità.

Una persona che paga per avere una copia crittografata di un libro le cui chiavi sono in mano ad Adobe non si aspetta che Adobe spii ogni suo movimento fatto con il libro acquistato.

Ars Technica e The Digital Reader hanno scoperto che l’ultima versione di Adobe Digital Editions tiene traccia di ogni tipo di utilizzo fatto con i libri acquistati e li comunica in chiaro ad Adobe. Il software non si limita a tenere traccia dei libri protetti da DRM, ma registra l’utilizzo di ogni tipo di file ePUB e comunica ad Adobe tutti questi dati. Leggi tutto “Il DRM di Adobe spia gli utenti”

PRS+

prs-plusPRS+ è un potenziamento dell’interfaccia de delle funzionalità dei lettori Sony.

Non viene sostituito il firmware originale, ma vengono aggiunte delle funzionalità non presenti nella versione standard. I modelli della serie PRS supportati sono 300, 350, 505, 500, 600, 650, 900 e 950. Alcune funzionalità sono attivabili solamente su specifici modelli.

Per aggiornare il mio PRS-600 acquistato negli USA ho dovuto prima aggiornare il firmware Sony (compreso nel pacchetto di installazione di PRS+) e poi installare PRS+. L’aggiornamento del firmware Sony va fatto una sola volta, gli aggiornamenti successivi di PRS+ richiedono solamente che venga copiata una cartella nella memoria interna del lettore e che questo venga riavviato. L’aggiornamento del firmware Sony può essere effettuato solamente da un PC con Windows.

Una volta completato l’aggiornamento l’about del lettore mostra che sta girando PRS+; nel menu delle opzioni viene abilitata la voce PRS+ Settings che permette di accedere alle funzioni aggiuntive. Questo documento illustra in maniera esaustiva le nuove caratteristiche introdotte dal software alternativo.

Tra quelle da segnalare, a parte alcuni giochini mangia-batteria, la possibilità di catturare delle schermate, l’elevata personalizzazione dei pulsanti e la possibilità di utilizzare un foglio di stile personalizzato per visualizzare gli ePUB.

PRS+ merita l’installazione, anche se bisogna ricordare che questa operazione eseguita da utenti poco esperti (o molto jellati…) può danneggiare irreparabilmente (brickare) il dispositivo e deve essere affrontata con coscienza di causa.

eBook per tutti

SONY PRS-600Mi hanno sempre fatto sorridere le posizioni aprioristiche e snob contro i libri elettronici, ma non è una novità.

Quello che cerco in un libro è la lettura, il supporto è irrilevante. E non parlatemi di cose come il profumo del libro nuovo che è un nome poetico per identificare i vari composti del processo industriale di stampa: tanto vale sniffare colla e trielina.

Spianato il campo dai dubbi, a un mese dalle feste di fine anno ho potuto toccare con mano cosa vuol dire consigliare un libro elettronico a due persone che non interagiscono con la tecnologia, usano poco i computer e amano la lettura.

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Meglio su carta

Noi geek, forse più di ogni altra fascia della popolazione, siamo stati “vittime” del fenomeno e-book e dell’editoria elettronica in generale.
I libri, le riviste – tutti i “documenti” in senso lato – in formato eletronico hanno semplicemente rivoluzionato il nostro modo di accedere alle informazioni. Con un e-reader o tablet delle dimensioni di un libro o una rivista, abbiamo accesso a una intera biblioteca di libri o a un abbonamento intero a quella rivista o a ogni altra pubblicata nel mondo.
Con le connessioni radiomobili e la pervasività di internet, non è azzardato dire che possiamo quasi portarci l’intero scibile umano nel borsello.
i documenti eletronici hanno anhe il vantaggio della multimedialità dell’aggiornamento continuo, della socialità nei segnalibri e nelle note a margine.

Grandi vantaggi, utili per il lavoro, comodi da usare, piacevoli da fruire.
Meno rifiuti, meno oggetti, meno energia impegnata nella produzione e nel trasporto.
Eppure nessuno di noi, penso, è rimasto immune alla sensazione di aver perso qualcosa nel passaggio dalla carta al digitale.
Una impressione sottile, una sensazione non sempre spiegabile a parole. Ci proviamo a volte avanzando qualche scusa sugli schermi retroilluminati o sulla carta digitale, ma forse neanche noi siamo convinti delle spiegazioni. Leggi tutto “Meglio su carta”

Il decreto sui libri digitale? Riprova, sarai più fortunato!

Ieri, durante la presentazione di “Il Mondo Digitale“, l’ultimo libro scritto dall’amico Marco Camisani Calzolari, si è parlato, tra l’altro, di come i genitori possano aiutare i propri figli ad entrare nel mondo digitale. Figli che, a dire il vero, sono più vicini a questo mondo di quanto non lo siano la stragrande maggioranza dei genitori. Come tutti i discorsi che guardano al futuro, soprattutto a quello dei nostri figli, anche questo è stato caratterizzato da qualche spunto interessante legato, tra le altre cose, al controllo o all’approccio del genitore rispetto alla volontà eplorativa e conoscitiva dei ragazzi.

Poi arrivo a casa e l’occhio cade sulla notizia della firma dell’attuale ministro Carrozza sul decreto sui libri digitali a scuola… e mi rendo tristemente conto che quello che avevo vissuto, durante la presentazione, era un sogno. Il sogno di un paese dove si guarda al futuro e non si continua a rimanere nel passato. La realtà è quella di un paese dove si tutelano, prima di tutto, gli interessi privati; dove si pensa a tutelare il presente di pochi eletti a scapito del futuro dei nostri figli, dei bambini ed i ragazzi… di oggi e di domani.

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Calibre 1.0

CalibreDopo quasi sette anni si sviluppo (il progetto è nato il 31 ottobre 2006), Calibre ha raggiunto la versione 1.0.

Il famoso programma di Kovid Goyal per la gestione degli ebook e dei dispositivi di lettura, fondamentale per ogni utilizzatore avido di queste tecnologie, è il tipico esempio di progetto open. È un programma con funzioni che nessun software commerciale potrebbe includere i cui rilasci, spesso frequenti, sono dettati dal raggiungimento di traguardi del codice sottostante, non dalla necessità imposta da qualche ufficio marketing i cui addetti non conoscono cosa stanno vendendo.

La versione 1.0 è ricca di novità tra cui:

  • un nuovo e più efficiente database la cui gestione è stata riscritta da zero;
  • un nuovo metodo (opzionale e personalizzabile) per visualizzare le copertine dei libri in una sorta di scacchiera;
  • biblioteche virtuali per aggregare a piacere i libri della propria biblioteca;
  • conversione integrata dei documenti Word in grado di convertire anche tabelle, note a piè di pagina e liste;
  • nuove fonti per l’acquisizione dei metadati dei libri
  • il convertitore ha il pieno supporto dell’embedding dei font
  • nuova funzione per modificare la tabella dei contenuti di un libro
  • riscrittura della funzione di esportazione in PDF
  • nuova funzione di ripulitura dei libri elettronici in formato EPUB o AZW3

DRM e il mondo alla rovescia

Sull’idiozia intrinseca del DRM ci siamo già espressi a profusione.

Charles Stross ha appena annunciato la disponibilità dell’ebook di The Atrocity Archives a 1,99 sterline fino al 5 settembre prossimo. Una bella occasione per chi vuole sanare un ebook non acquistato oppure vuole ringraziare in maniera tangibile la bravura dell’autore.

Stross è stato un professionista dell’IT e sa benissimo quanto siano inutili i DRM, ma è obbligato a metterli.

La situazione si fa paradossale quando sul suo stesso blog, nella stessa pagina in cui annuncia la disponibilità degli ebook a prezzo scontato mette anche le istruzioni per togliere i DRM:

strossdrm

Se avevamo bisogno di un’ulteriore dimostrazione dell’inutilità della pantomima del DRM che non fa altro che ingrassare Adobe e ridurre i margini di editori e autori, questa è una delle migliori disponibili.

Lockdown

lockdownApogeo ha pubblicato Lockdown – L’imminente guerra civile per il computer universale.

Si tratta di un ebook gratuito (quindi niente sconti!) che contiene le traduzioni fatte dal sottoscritto con il fondamentale aiuto di Paolo Attivissimo di due discorsi di Cory Doctorow pubblicati sul web da Siamo Geek.

Sono due letture pregne di concetti e di idee su cui riflettere, specialmente alla luce degli ultimi fatti legati alle rivelazioni di Edward Snowden in merito all’attività della NSA.

Doctorow non è nuovo a questi temi e tempo fa ha scritto vari racconti brevi in merito, tra cui After the Siege e I, Robot (i link sono alle versioni inglesi del testo, scaricabili gratuitamente).

Buona lettura!

Kindle Worlds

Amazon ha annunciato l’apertura di Kindle Worlds, un servizio che permette di vendere legittimamente opere di fanfiction.

La fanfiction è un fenomeno diffuso da decenni, esploso grazie ad Internet, che consente di condividere con altri i propri lavori ispirati ad opere famose a costo quasi nullo.

Spesso la fanfiction è uno dei modi in cui viene tenuto vivo l’interesse per una saga quando questa termina e non viene pubblicato più nulla dal legittimo detentore dei diritti.

La produzione di queste opere è un territorio minato dal punto di vista del modo in cui vengono fatti valere i diritti da parte dei detentori e ciascun titolare si comporta a modo proprio.

Amazon ha deciso di sfruttare questo fenomeno con Kindle Worlds, un servizio appena lanciato che permette di vendere legittimamente la fanfiction. Ovviamente ci sono dei paletti ben definiti, che potrebbero non piacere.

Il servizio per ora è limitato a tre saghe di proprietà della Alloy Entertainment del gruppo Warner: Gossip GirlPretty Little Liars e Vampire Diaries e altre sono in arrivo anche in altri settori dell’intrattenimento.

Kindle Worlds non è un servizio di self publishing come KDP,  ma Amazon agisce da vero e proprio editore. Quindi l’autore cede i diritti di pubblicazione ad Amazon, che riconosce all’autore una parte degli incassi, mentre l’altra parte va al detentore dei diritti dell’opera che ha ispirato la fanfiction. Inoltre non vengono pubblicate tutte le opere proposte, ma solamente quelle che passano una selezione, vedremo nel tempo quanto siano strette le sue maglie. Esistono delle linee guida per indirizzare gli scrittori secondo le quali non vengono pubblicate (ad esempio) crossover, storie con pornografia, violenza o storie con eccessiva pubblicità indiretta.

L’idea di Amazon potrebbe essere replicata anche da altri editori o dagli stessi detentori dei diritti; è indubbio che il fenomeno della fanfiction sia diventato mainstream grazie ad Internet.

DRM: la posizione di un autore

In un post del suo blog l’autore di fantasy Francesco Dimitri dice apertamente quello che pensa dei DRM.

Ho conosciuto Francesco e sono stato a casa sua a Londra. Non è un Don Chisciotte, ma una persona concreta con la testa sulle spalle.

Oltre a fare propri alcuni temi contro i DRM derivati da una semplice applicazione del buon senso, in un passaggio del suo articolo Francesco espone una tesi interessante:

Soldi e tempo, dicevo, due risorse preziosissime. Ma non c’è dubbio che il tempo sia la più preziosa delle due – se non altro perché puoi usare il tempo per creare soldi, ma difficilmente puoi usare soldi per creare il tempo.  E quindi anche chi legge senza pagare, anche il bieco pirata, ti sta dando fiducia. Anche lui merita qualcosa in cambio. Una buona storia, almeno, e anche… a questo punto l’avrete capito, fiducia.

Bravo Francesco e ben venga questa continua apertura da parte degli scrittori; del resto sono loro a proporre temi nuovi, a produrre idee e storie, non certo gli editori e i distributori; quindi sono gli autori che devono essere ascoltati quando parlano e spiegano.

Lulu abbandona il DRM

Il sito di auto pubblicazione di libri Lulu ha annunciato di aver abbandonato i DRM.

Questo avviene dopo che Lulu aveva motivato l’utilizzo di quel tipo di tecnologia per poter assicurare successo agli autori.

Lulu permetteva agli autori di utilizzare Adobe Digital Editions come sistema di DRM.

Le prime reazioni di alcuni autori sono state negative, in quanto ritengono che i DRM servirebbero a tutelare il rispetto dei loro diritti. Niente di più falso.

Innanzi tutto la protezione via DRM di un file ha un costo certo, che deve essere pagato o dall’acquirente come maggiore costo o dall’autore come minore guadagno, o una via di mezzo. L’unica che guadagna davvero in questo caso è Adobe.

In seconda istanza c’è la presunzione che la protezione del DRM non sia scardinabile o lo sia solamente da hacker incalliti. Anche questo è assolutamente falso. Ci sono plugin per i gestori di eBook che rimuovono i DRM in un attimo.

In sostanza il DRM è una bella favoletta che si raccontano editori e autori tra loro, credendo di vivere in un mondo in cui basta pagare una gabella ad Adobe per assicurarsi lauti incassi.

L’ultima copia cartacea di Newsweek

Newsweek 31/12/2012L’ultima copia cartacea di Newsweek porta la data di oggi, 31/12/2012 ed è uscita all’inizio di questa settimana.

Newsweek ha iniziato le sue pubblicazioni il 17 febbraio 1933.

Per anni è stato uno dei due settimanali di attualità più letti d’America, assieme al Time. Io stesso sono stato abbonato a Newsweek per circa 20 anni, fino al 2010, quando ho deciso di non rinnovare per drastico cali di qualità. Negli ultimi due anni la rivista non ha certo brillato per qualità editoriale, specialmente secondo i rigidi standard americani.

Newsweek sarà pubblicato solamente online, anche se secondo CNN il giornale ha in questo momento 1,2 milioni di abbonati alla versione cartacea e 27.000 a quella online.

Da gennaio sarà disponibile sulle piattaforme mobili e su Kindle per entrare a pieno regime come pubblicazione digitale il mese successivo.

Il poliziotto grep

A long time agoGib Van Ert ha scritto A long time ago – Growing up with and out of Star Wars e l’ha pubblicato come eBook su Amazon.

Il libro descrive come il primo Star Wars, quello del 1977, abbia influenzato l’immaginario di un bambino che ora è diventato adulto. Potrebbe essere la storia di molti di noi.

Il libro di Gib non è un romanzo, non racconta una storia inventata ambientata nell’universo di Star Wars, non utilizza i personaggi della saga per intrattenere i lettori.

Il giorno di Natale Amazon ha fatto un brutto regalo a Gib perché gli ha comunicato che il suo libro è stato rimosso dal Kindle Store in quanto utilizza dei marchi registrati (Star Wars).

È evidente a tutte le persone di buon senso che non c’è nessuna violazione. Inoltre Amazon ha agito in maniera autonoma, in quanto non c’è stata alcuna lamentela da parte del detentore dei diritti.

Sicuramente nell’accordo di licenza per l’utilizzo del Kindle Store ci sarà scritto da qualche parte che Amazon può fare quello che ha fatto, ma questo tipo di comportamenti orwelliani devono far riflettere sull’opportunità di affidare la pubblicazione di libri a terzi che non rispondono alle nostre stesse leggi. (via Cory Doctorow)

Aggiornamento del 27/12/2012L’eBook è ricomparso sul Kindle Store. Brittany Turner, un rappresentante delle pubbliche relazioni di Amazon, ha informato che il libro è tornato ad essere disponibile e non ha fornito altre spiegazioni.

Dobbiamo ancora chiamare eBook i PDF?

eBook e MacAnni fa quando i libri elettronici erano ancora qualcosa riservato a pochi smanettoni ci andava bene di tutto: TXT, HTML, PDF…

Adesso non possiamo più dire che non esistono standard per i libri elettronici: l’ePUB è un formato gratuito, aperto e ampiamente utilizzato, salvo eccezioni.

Molti autori o società regalano eBook in formato PDF (ne ho appena scaricato uno). Non sono altro che documenti Word (nel mio caso Word 2007) esportati o “stampati” in PDF.

Il PDF non è nato per gli eBook come li intendiamo adesso, bensì come formato pensato per mantenere la conformità con il documento originale e per essere reso al meglio possibile sulla piattaforma di output; un PDF non è altro che un listato PostScript con opportune modifiche e con incluse opzionalmente delle altre risorse.

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Online la collezione di OMNI

È online la raccolta completa dei numeri americani di OMNI.

OMNI è stata una rivista probabilmente unica nel suo genere che ha visto l’apice della sua fama negli anni 80 del secolo scorso.

Ogni numero conteneva racconti di fantascienza, articoli di scienza e illustrazione o fotografie di ispirazione fantastica. Dal 1979 al 1981 la rivista è stata curata da Ben Bova.

Tra gli scrittori che hanno pubblicato racconti sulla rivista su possono citare Orson Scott Card, William Gibson, Harlan Ellison, William S. Burroughs e Stephen King; tra gli artisti, oltre a moltissimi giovani ed emergenti, H.R. Giger.

La rivista è stata pubblicata anche in Italia a partire dal 1981 da Alberto Peruzzi, sebbene l’avventura nostrana sia stata ben più breve.

Ora tutti i numeri sono disponibili gratuitamente in formato PDF: gli appassionati di fantascienza che non hanno mai sfogliato OMNI potrebbero dare un’occhiata a questa rivista storica. 

Iperlibro

IperlibroFin da quando ne ho appreso i concetti teorici, non ho mai nascosto la mia passione per gli ipertesti.

Sulla fine degli anni 80, l’unico motore un po’ ubiquo per ipertesti multimediali era HyperCard per MacOS, per cui esistevano degli stack (questo era il nome dei suoi file dati) con vari contenuti, inclusa una versione ipertestuale grafica della guida agli scrittori e registi di The Next Generation. La stessa Apple Italia nel 1990 distribuiva ai rivenditori uno stack dedicato alla gestione clienti, stampa garanzie, gestione magazzino ricambi, eccetera; il pacchetto si chiamava MSB (Managing The Service Business), era realizzato, se non ricordo male, dalla Prometheus di Milano ed uno dei suo sviluppatori mi odiava palesemente perché durante i corsi avevo insegnato agli altri vendor come hackerare MSB per gestire anche prodotti non-Apple. Ma sto divagando.

Nel mondo PC per MS-DOS esistevano molti visualizzatori, uno di quest era il famoso TSR Norton Guide, di cui esisteva anche un “compilatore” per creare i propri file .NG

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Un’ulteriore idiozia dei DRM

Ricordi / MemoriesMolti illustri nomi della scienza e della letteratura hanno iniziato a studiare nella biblioteca paterna.

Per qualche oscura ragione, in questo momento mi viene in mente solamente l’esempio del piccolo Giacomo che passava le ore sui libri del padre, il Conte Monaldo Leopardi.

Io stesso sono cresciuto in una casa piena di libri acquistati dai miei genitori, che potevo liberamente sfogliare e leggere, alcuni dei quali sono in questo momento in casa mia.

Con l’avvento dei DRM sui dispositivi di fruizione personale come i reader eBook e i tablet la situazione cambia radicalmente.

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Pirateria? E-Book? La solita solfa…

Sarà che ho una visione “limitata” del mondo, ma certe volte mi stupisco ancora davanti alle affermazioni di certi “benpensanti” italiani che fanno di tutto per dimostrare che il problema della pirateria non vogliono affrontarlo usando il cervello, e, soprattutto, tanta, ma tanta, umiltà.

Marco Polillo, presidente dell’AIE (Associazione Italiana Editori), ha di recente dichiarato: “La pirateria sta mettendo a rischio il mercato nascente degli e-book in Italia, non possiamo non combatterla”. Che pensatona, complimenti.
Soprattutto originale, visto che sostituendo la parola “e-book” con “musica” o “film” la stessa frase è stata pronunciata diverse volte, da diversi presidenti di diverse associazioni negli ultimi anni.

Mi piacerebbe suggerire a questo signore di leggersi l’articolo “You Will Never Kill Piracy, and Piracy Will Never Kill You” che, nonostante sia diretto al mondo del cinema può tranquillamente essere “rigirato” verso il mondo degli e-book.
E soprattutto in Italia.
Già perchè nonostante i vari presidenti di queste associazioni non lo vogliano ammettere (anzi, lo neghino al grido di ‘ma noi abbiamo dei costi‘), più l’oggetto è “costoso” più è alta la probabilità che venga piratato. Esattamente come in Italia dove il prezzo di un e-book è di poco inferiore al prezzo del libro cartaceo. Se negli Usa i prezzi delle ultime uscite raggiunge raramente i 4$, in Italia è raro trovare le novità a meno di 8€.
Sono certo che gli “editori” (poverini) sono pronti a dare la colpa al fatto che gli e-book, in Italia (così come mi ha spiegato, qualche settimana fa uno di loro), sono considerati come “software” e quindi non hanno lo stesso regime IVA applicato al mondo dell’editoria.
Ma non mi pare abbia mai visto nessuno combattere affinchè questo cambi.
Anzi, a loro fa solo comodo.

 

 

Non ti pubblicano? Fottitene. Ci sono gli eBook.

Fa sempre piacere leggere di vicende che dimostrano che anche nel mondo (anche se forse sarebbe più appropriato il termine ‘casta’) dell’editoria qualcosa di positivo sta accadendo.

La storia, raccontata piuttosto bene da questo articolo del Guardian,  è quella di Amanda Hocking che sin da piccola voleva diventare scrittrice.:17 romanzi scritti e tutti puntualmente rifiutati da diverse case editrici.
E così ha deciso di pubblicarlo lei stessa, prima per Kindle, tramite il sito di Amazon e con un lavo ro di un paio d’ore di formattazione, come suggeritole da un blog, è riuscita a renderlo disponibile su altri market:

Il risultato? In soli sei mesi aveva venduto oltre 150 mila copie e in quasi due anni un milione e mezzo, incassando, pare, oltre 2 milioni e mezzo di dollari.
E ora, ovviamente, gli “editori” si sono accorti di lei.

La speranza è che storie come quella di Amanda possano accadere con sempre maggior frequenza, togliendo potere ad un mondo che, come quello delle case discografiche, aiuta molto raramente i “piccoli”…