• La tecnologia condivisa si moltiplica

    Non è il testo di un Bacio Perugina per geek, ma un incontrovertibile dato di fatto che le leggi di alcuni Paesi tentano ancora di negare nel nome della difesa di presunti diritti industriali.

    Nintendo con il Wiimote e Microsoft con il Kinect sono due esempi di come gli smaettoni riescano ad utilizzare interfacce hardware/software in modi che l’ideatore non aveva lontanamente immaginato.

    Il tutto avviene in due fasi: la prima (quella che rasenta o viola la legalità in alcuni Paesi) consiste nel fare reverse engineering della tecnologia per comprenderne il funzionamento e  la seconda adatta la tecnologia di cui si è acquisita la padronanza per gli scopi più diversi. Il risultato è che la tecnologia in questione amplia il suo raggio d’azione e ne beneficiano più persone. Questo tema è trattato dal racconto disponibile gratuitamente I, Robot di Cory Doctorow.

    Poche settimane fa è stato scoperto il protocollo di Siri e poco tempo dopo plamoni ha scritto un proxy per utilizzare Siri non come vuole chi lo distribuisce, ma come desidera chi ha pagato per averne una copia legittima.

    In sostanza, questo software permette di fare in modo che Siri risponda a comandi prestabiliti di cui ciascuno può scrivere il codice di gestione.

    L’analogia con i computer dell’Enterprise e con altre storie fantascientifiche adesso è più calzante, in quanto Siri passa da interfaccia per i motori di ricerca (sto semplificando, ma non troppo) a vera interfaccia vocale che ubbidisce ai comandi che prevede chi ha approntato il proxy per Siri.

    Dustin Webber ha scritto una serie di routine che si interfacciano al proxy per Siri per chiedere lo stato della sicurezza della sua rete. Questo video vale più di mille parole per descrivere il risultato.

    [vimeo http://vimeo.com/32712939 w=480]

  • PEC, firme, certificati…

    Oramai ci siamo: tutte le aziende costituite in forma societaria devono dotarsi di un indirizzo PEC entro martedì 29 novembre p.v.

    Nell’ultimo mese ho, però, notato che c’è molta confusione in merito al valore probatorio della PEC; le improvvide affermazioni esternate qualche tempo fa da qualche (ora ex) Ministro della Repubblica in qualche trasmissione televisiva non hanno fatto che peggiorare la situazione, dal momento che qualcuno ha dato valore di legge a quelle affermazioni tirate a caso.

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  • Non è sempre colpa degli hacker

    La vicenda di STUXNET ha acceso i riflettori sulla vulnerabilità di alcuni sistemi di controllo industriale, tuttavia i danni che possono capitare a questi sistemi non derivano sempre da attacchi informatici.

    ICS-CERT ha appena pubblicato un rapporto [PDF] sull’incidente verificatosi al sistema di distribuzione dell’acqua potabile dell’Illinois.

    In un primo momento si era temuto che il funzionamento anomalo di alcuni sistemi di pompaggio fosse riconducibile ad un attacco informatico conto lo SCADA che gestisce l’impianto e i giornali avevano dato ampio supporto a questa tesi.

    Dopo attente e competenti indagini, ICS-CERT non ha trovato le prove di intrusioni non autorizzate nei sistemi. Inoltre ICS-CERT ha escluso la possibilità ipotizzata dallo STIC dell’Illinois [PDF] (da non confondere con questo STIC!) che si fosse verificato un furto di credenziali nel corso dell’attacco informatico.

    Anche il DHS e l’FBI hanno escluso la possibilità che ci sia stato traffico informatico illegale riconducibile alla Russia o ad altri Paesi collegato a questo incidente.

  • L’ANAS non controlla la velocità dei veicoli

    Era un po’ questo quello che erano chiamati a fare alcuni ISP europei, che erano costretti a filtrare accessi a determinati siti con richieste spesso assurde [PDF, grazie a Stefano Quintarelli] da parte dell’autorità giudiziaria.

    Ogni tecnico o smanettone sa benissimo che qualsiasi azione diversa dalla disconnessione di un host dalla rete non è sufficiente ad isolare l’host perché ci sono dei metodi per aggirare qualsiasi altro blocco.

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  • These Are The Droids You Are Looking For

    È il titolo di un’esposizione che si terrà dall’8 dicembre al 29 gennaio presso la Ltd. Art Gallery di Seattle.

    Le opere esposte possono essere viste anche online sul sito della galleria. (via io9)

  • Space Ipsum

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    In molti conoscono l’uso di questo testo come riempitivo. Esiste anche un sito che genera per voi il testo della lunghezza richiesta.

    Se non volete utilizzare il classico testo in latinorum, Space Ipsum è il sito che fa per voi.

    Al posto di parole latine assemblate a caso, Space Ipsum utilizza frasi tratte dai momenti storici del volo spaziale. (via BoingBoing)

  • Chi ha inventato il documento informatico?

    Questo è il titolo dell’interessantissimo convegno organizzato dal Collegio Ghislieri [PDF] di Pavia a cui ho partecipato oggi.

    Hanno partecipato relatori del mondo giuridico e del mondo informatico. Purtroppo l’iniziativa è stata presentata come evento legato al mondo giuridico, mentre, secondo me, aveva una notevole importanza anche per i professionisti dell’informatica.

    Ogni intervento è stato molto interessante; da segnalare che anche gli interventi giuridici erano orientati alla soluzione del problema, non erano trattazioni accademiche campate per aria.

    Appena disponibile, pubblicherò di seguito il link agli atti del convegno.

    Un grande grazie a Corrado Giustozzi, uno dei relatori, che mi ha segnalato l’evento e arrivederci all’edizione del prossimo anno.

     

  • Possibile DoS in BIND 9

    Alcune organizzazioni hanno notato che BIND 9 è vulnerabile ad un attacco di tipo DoS quando risponde a query ricorsive.

    È stato, infatti, notato che le versioni 9.4-ESV, 9.6-ESV, 9.7.x e 9.8.x di BIND escono in maniera anomala loggando l’errore INSIST(! dns_rdataset_isassociated(sigrdataset)) quando rispondono a determinate query ricorsive.

    Sono disponibili le patch alle versioni coinvolte; le versioni che non presentano questo problema sono 9.8.1-P1, 9.7.4-P1, 9.6-ESV-R5-P1 e 9.4-ESV-R5-P1 (via ISC).

     

  • Pulizie casalinghe

    Lo scorso weekend ho riconfigurato la parte di casa mia dove trascorro la maggior parte del tempo quando sono sveglio.

    La riconfigurazione ha coinvolto il ricablaggio di alcuni collegamenti, lo spostamento della scrivania e lo smontaggio, riconfigurazione e assemblaggio di oltre 50 metri lineari di scaffalatura IVAR, per aver inventato la quale IKEA dovrebbe ricevere il Nobel per l’Arredamento.

    In questa baraonda ho anche deciso di liberarmi di vecchi oggetti che erano di uso comune fino ad un po’ di anni fa e ora sono ignoti ai più, tra cui:

    • cavi nullmodem da 25 pin;
    • transceiver AUI-BNC;
    • cavi paralleli per PC (chi si ricorda che si chiamavano Centronics?);
    • innumerevoli cavi seriali 232, adattatori, flat cable a 25 fili crimpati e no;
    • un cavo seriale V.35;
    • cavi telefonici vari e adattatori per la tripla italiana;
    • adattatori per mouse da seriale a PS/2;
    • flat cable per floppy con connettore per il lettore a 5″¼ (sì, erano diversi);
    • cavi di alimentazione PC (me ne rimangono comunque una trentina).

    Nonostante tutto, ho comunque tenuto un sacco di fuffa di cui mi libererò probabilmente in seguito.

  • Aggiornate le Ad-Block Plus subscriptions…

    Ieri, in ufficio, mi sono trovato davanti ad un piccolo problema… l’impossibilità di leggere tutta la mia posta da GMail su tutti i domini che ho passato a Google Apps utilizzando Firefox (8).
    La cosa strana (e che mi ha tratto in inganno) è che questo problema è sorto in parallelo con la modifica dell’interfaccia al “new look” per tutti i domini. Il titolo era visibile, ma basta… per leggerne il contenuto mi vedevo costretto ad utilizzare la funzione di lettura del messaggio originale (ma c’è tanta gente che ancora manda solo messaggi in HTML senza la versione testo).

    A casa, però, questo non accadeva… così ho pensato che il problema potesse essere momentaneo (dovuto appunto al passaggio al nuovo look) oppure legato al firewall aziendale (scritto con il deretano da una società di Roma).

    Oggi, in ufficio… di nuovo lo stesso problema… e così ho provato Chrome e… wow, tutto funziona egregiamente. Al che mi sono messo un po’ lì a studiare il problema per arrivare alla conclusione che la colpa di questo malfunzionamento è da addebitare al plug-in Ad-Block Plus ed in particolare alle “subscriptions” che sembrano fare a pugni con le ultime modifiche di GMail.

    Quindi, per risolvere il problema, da Firefox, mi è bastato fare:

    • Tools -> Adblock Plus Preferences…

    per poi, salla dalla finestra delle preferences, fare:

    • Filters -> Update all subscriptions… (oppure Ctrl-Shift-T)

     

    Sapevatelo.

  • Crackato il protocollo di Siri

    A nemmeno un  mese dal lancio, la società tedesca fracese Applidium ha crackato il protocollo di Siri.

    La metodologia descritta è molto interessante e può essere applicata a casi analoghi.

    Siri invia tutti i dati a guzzoni.apple.com utilizzando il trasporto (trasporto, non protocollo, vedremo poi) HTTPS. Il client che risiede su iOS verifica la validità del certificato SSL di  guzzoni.apple.com per impedire che il traffico venga dirottato su un altro server tramite DNS poisoning.

    Questo non ha però fermato i tecnici di Applidium, che hanno creato un finto host guzzoni.apple.com con un finto certificato SSL emesso e firmato da una finta CA. Il clienti di Siri verifica, infatti, la validità del certificato di guzzoni.apple.com, ma si fida di qualsiasi CA lo garantisca.

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  • Cos’è il genio? /5

    Bravo. Lavori alla RAI e, per tua fortuna, non sei uno sceneggiatore.

    Sei stato chiamato per partecipare alla realizzazione di un dossier chiamato “Come Steve Jobs ha cambiato il mondo(attenzione, per vedere il video dovete installare il virus chiamato Microsoft Silverlight). Devi intervistare i suoi amici, i suoi collaboratori più stretti… incomma coloro che sono stati abbastanza vicini a Jobs da poterlo descrivere veramente. Tra questi ci deve essere senza dubbio colui con cui ha fondato Apple, ossia Steve Wozniak.

    Oppure sei stato chiamato a trovare/tradurre un dossier fatto da qualcun’altro e ti trovi davanti all’intervista a Steve Wozniak.

    Ho detto Steve Wozniak. Questo non è Steve Wozniak, cazzo!

    Ma lo hai mai visto in faccia Steve WokzniaK, nemmeno su internet? Se non altro per evitare gli sputtanamenti ufficiali da parte dello stesso Wozniak su facebook.

    Sei un genio!