• Heartbleed

    by heartbleed.comHeartbleed è il nome di una vulnerabilità molto seria scoperta sulla libreria OpenSSL dalla versione 1.0.1 alla 1.0.1f incluse.

    OpenSSL è utilizzata per il traffico https da molti software, tra cui Apache e nginx che da soli costituiscono il 66% dei server web, anche se bisogna rilevare che non tutti i server web hanno https abilitato.

    Microsoft Internet Information Server non è interessato da questo problema.

    I prodotti Apple non sono interessati dal problema, con l’eccezione dell’AirPort per cui è disponibile un aggiornamento.

    Tutto è cominciato nel 2012 con la release di OpenSSL 1.0.1 che introduce il supporto di RFC6520 e implementa l’heartbeat sulle connessioni TLS. Questa funzione serve a mantenere il canale aperto e impedire, quindi, che client e server debbano rinegoziare la connessione in caso di temporanea inattività. L’espediente dell’heartbeat o keep-alive è utilizzato in molti contesti in cui si invia un pacchetto dati senza informazioni con il solo scopo di resettare eventuali contatori di inattività.

    Il problema di OpenSSL è che una riposta al’heartbeat modificata ad arte può rivelare all’attaccante informazioni di vario tipo. Non è possibile utilizzare questa vulnerabilità per eseguire codice sul server remoto, ma questo non è certo un fattore mitigante, vediamo perché. (altro…)

  • Di informatica, burocrazia, sicurezza

    La burocrazia (etimologicamente: il potere dell’ufficio) è da più parti considerata un male; molti scritti autorevoli dimostrano anche che sia un fattore criminogeno.

    Tra IT e burocrazia è stata subito guerra aperta perché sono due discipline le cui filosofie stanno più che mai agli antipodi. Le caratteristiche di determinismo, rapidità e tracciabilità mal si sposano con chi inventa regolamenti per il puro gusto di farlo e tira in lungo per esercitare un potere meschino che non può durare.

    E non pensate che queste cose si verifichino solamente nel settore pubblico.

    (altro…)
  • L’amore ai tempi del computer… cambia!

    Qualche giorno fa sono stata al cinema per vedere Her (Lei). E’ il tentativo di esplorare il rapporto tra l’uomo e la macchina, un tentativo delicato e soffuso di malinconia. Non che non sia, ovviamente, a volte preda di momenti morti e comicità involontaria. E quella volontaria a volte lasciava perplessi… roba che il gatto di Schrodinger viene usato in maniera molto creativa in caso di ipotetico rilascio dalla sua scatola!

    Leggendone su wikipedia ho scoperto di un film di 30 anni fa esatti che cercava di fare lo stesso in maniera più scanzonata e creando un menage a trois con il computer Edgar ad intromettersi tra i due innamorati. Non l’ho ancora visto ma il dvd è stato preso e donato. Se ne prevede la visione a breve e spero di riuscire a tirare un parallelo migliore tra Lei ed Electric Dreams (1984). Intanto canzoni e trailer a confronto! (altro…)

  • Marketing

    • A new generation of computing equipment was introduced today
    • […] represents a sharp departure from concepts of the past in designing and building computers
    • The result will be more computer productivity at lower cost than ever before.
    • This is the beginning of a new generation

    Domanda: riuscireste a capire quando sono state scritte queste parole?

    Risposta.

  • Houston abbiamo il codice sorgente

    AGC - Apollo Guidance Computer

    Nel 2009 dalle parti di Google, per festeggiare degnamente il 40° anniversario della missione Apollo 11, hanno trascritto il codice del Modulo di Comando (CM) e del Modulo lunare (LM) a partire dalle pagine scansionate del codice sorgente. Questo ha consentito di farlo girare nel yaAGC (un emulatore di AGC open source) del Virtual AGC and AGS project.

    Alcuni link al codice sorgente:

    Tutto questo ovviamente non sarebbe mai stato possibile se ogni più piccolo dettaglio delle missioni lunari non fosse stato minuziosamente documentato e rilasciato al pubblico dominio.

    (via archeologiainformatica.it)

  • Software obsoleto

    Da poco tempo si sono svegliati tutti, incluse le pubblicità con target generico, nel ricordare ad nauseam che è imminente la fine del supporto di Windows XP.

    Per quanto riguarda il sistema operativo di Microsoft c’è una pagina dedicata con tutte le informazioni, che verrà aggiornata in caso di novità.

    Nonostante secondo alcuni sondaggi relativi a fine marzo 2014 XP copra ancora il 20% dell’utenza di Internet, quel sistema operativo non è l’unico software obsoleto ad essere ancora in giro.

    (altro…)
  • Spam nell’oggetto

    SPAM nell'oggettoOgni tanto gli spammer riescono ancora a stupirmi.

    Ieri sera ho ricevuto una mail di spam riprodotta a lato il cui messaggio di spam era tutto nell’oggetto.

    Analizzando gli header, risulta che la mail è partita effettivamente da un account di Yahoo! giapponese, la cui validità è verificata anche dal DKIM, con buona pace di chi si illude che questa tecnologia possa servire ad evitare lo SPAM.

    Il malfattore ha utilizzato l’IP 41.207.194.14 della Costa D’Avorio per collegarsi al webmail di Yahoo! e inviare la mail.

    Se il sistema di filtro della posta elettronica lo permette e questo tipo di protezione non è già attiva, si potrebbe limitare la lunghezza dell’oggetto delle mail ad una dimensione ragionevole. Per la cronaca, la dimensione totale dell’header Subject della mail qui riprodotta è di 3501 byte.

  • Piccoli geek crescono (introduzione alla programmazione)

    Scratch

    Rimango continuamente stupito dalla facilità  dei nostri figli di apprendere l’utilizzo di nuove tecnologie.

    La loro generazione ha sviluppato un modello di apprendimento a ad hoc per riuscire a galleggiare nella tempesta di novità che la tecnologia mette in campo ogni giorno.

    E’ una generazione di “smanettoni”: per risolvere un problema o imparare ad utilizzare qualcosa non legge il manuale (che ormai non esiste quasi più), semplicemente prova una soluzione, se è sbagliata fa un passo indietro e ne tenta un’altra. Il risultato di tutto ciò è che la soluzione arriva rapida ed il bagaglio individuale si arricchisce anche di esperienze negative che saranno utili la prossima volta.

    Per molti aspetti questa è anche una forma di difesa verso una scuola pubblica che, incapace di rimanere al passo con i tempi, non è in grado di supportarli nell’apprendimento di cose nuove.

    (altro…)

  • Aggiornamento remoto del software

    ESA imageAggiornare software o configurazioni da remoto è oramai una cosa che facciamo in molti, tanto abbiamo sempre delle reti di protezione, più o meno comode.

    Ma quando l’oggetto da aggiornare si trova a 36 minuti-luce (655 milioni di chilometri) la situazione è leggermente diversa.

    L’oggetto in questione è il MIDAS che si trova a bordo della sonda europea Rosetta lanciata nel 2004 con la missione di intercettare e studiare la cometa Churyumov–Gerasimenko.

    La logica di controllo del MIDAS è rimasta in ibernazione dal lancio fino a poco tempo fa, quando è stata risvegliata in kernel mode, la modalità che permette di eseguire la manutenzione del software, incluso il caricamento di aggiornamenti o nuove versioni.

    Il blog della missione spiega alcuni dettagli tecnici sull’aggiornamento software, che ieri è andato a buon fine.

  • Anche i migliori sbagliano

    “Fatal accidents never happen because of just one mistake. It takes a whole chain of stupids lining up just so to put a full stop at the end of an epitaph.” (Charles Stross, Fuller Memorandum)

    Domenica 27 marzo 1977, pista dell’aeroporto di Los Rodeos, Tenerife. Un Boeing 747 della KLM si scontra con un altro 747 della Pan Am e causa il peggior incidente della storia dell’aviazione civile in termini di vite umane: 583 vittime e solamente 61 sopravvissuti, tutti del volo PanAm; nessuna persona a bordo del KLM sopravvive al disastro.

    L’articolo della Wikipedia italiana racconta bene i dettagli; per chi volesse cercarlo, su YouTube si può trovare il documentario prodotto nel 2006 da National Geographic.

    Come riassume bene la frase di Stross, l’incidente non è stato causato da un singolo evento, ma si è verificato a causa di una lunga serie di fatti e coincidenze.

    (altro…)

  • Sorgenti di MS-DOS 1.1

    ; 86-DOS High-performance operating system for the 8086 version 1.25
    ; by Tim Paterson

    Così inizia il file MSDOS.ASM dei sorgenti di MS-DOS 1.1  che iComputer History Museum ha reso disponibili assieme a quelli di Word for Windows 1.1a (nome in codice: Opus).

    Per quanto riguarda MS-DOS si tratta della prima versione disponibile agli OEM, in questo caso proviene dagli archivi della Seattle Computer Products. Questo sistema operativo si chiamava PC-DOS nella versione IBM e MS-DOS nella versione OEM.

    Sono sorgenti ovviamente in assembler ben commentati e alcune volte accompagnati da file di testo per chi vuole fare un po’ di ricerche archeologiche. Assieme a quelli dei tre file di sistema, ci sono i sorgenti delle varie utility distribuite assieme al sistema.

    Per chi ha lavorato con MS-DOS e ha cercato di aggirarlo, scardinarlo, ingannarlo per scrivere software e sapeva a memoria metà della la Interrupt List si tratta di una via di mezzo tra un tuffo nel passato e un ritorno nella casa d’infanzia.

  • Risolvere i nomi a casa propria

    by Paul MasonOgni server che ho installato da che ci sono le connessioni fisse a Internet ha sempre avuto un DNS server locale senza inoltro al DNS del provider.

    Il DNS è spesso visto come una bestia nera da parte di molti tecnici, secondo forse solamente al subnetting delle classi IP. Su Linux uno dei problemi di BIND è che nelle prime versioni non era esattamente verboso in merito ai messaggi di errore, anzi era del tutto ermetico, quasi binario: o partiva o non partiva e forse ti faceva la grazia di dire qual era la zona con l’errore, ma poi erano affari tuoi.

    Questo ha fatto in modo che, negli anni, molti tecnici abbiano sempre evitato di aver a che fare con la bestia e preferivano delegare ad altri la (ri)soluzione del problema.

    La risoluzione di un nome a dominio è una faccenda troppo delicata per essere lasciata in mano a terzi, specialmente da quando sono iniziati gli attacchi ai DNS.

    Le buone ragioni per avere un DNS locale sono molteplici e sono di gran lunga maggiori di quelle che consigliano di non averlo: (altro…)