Sensibilizzare non significa dire eresie

Lo so, il titolo è forte, ma onestamente inizio ad essere un po’ tanto stanco di chi, con la scusa della “sensibilizzazione” e del “parliamone“, utilizza generalizzazioni e luoghi comuni e rischia, con questo, di fare più danni che altro.

Questa (dal 7 al 13 Ottobre 2019) è la “Settimana Nazionale della Dislessia” e oggi il giornale “La Repubblica” ha pensato bene di fare qualcosa per portare questo argomento all’attenzione di tutti i lettori.

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Maria Clotilde Pini

Poche ore fa abbiamo dato l’ultimo saluto a mia prozia, Maria Clotilde Pini, alias la Signorina Pini, alias la Pini, alias Pini (come la chiamavano i bambini), alias Zia Tilde (come la chiamava la mia famiglia), allieva diretta di Maria Montessori.

A quest’ora, in giro per il web potete leggere della serie di qualifiche e raggiungimenti che la contraddistinguono. Nel suo campo era una celebrità.

E cosa posso aggiungere io a ciò che si legge in giro per il web? E che c’entra il sito web di SIAMO GEEK?

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Piccolo demone per la gestione dei device MQTT

Dopo aver configurato i Sonoff con Tasmota, è ora di cominciare a scrivere qualche riga di codice per la gestione dei dispositivi.

Ci sono fondamentalmente due modi di interagire con i dispositivi: chiamarli dal programma che fa da console oppure scrivere un piccolo demone costantemente in ascolto sui messaggi di un broker MQTT che aggiorni lo stato dei device in un database SQL.

Per questo esercizio ho scelto la seconda via.

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Sull’attesa e sulla disinformazione.

Ti sei mai fermata a guardare una formica?” Feci questa domanda tanti anni fa ad una amica cantante, mentre parlavamo di come si tendeva ad usare il tempo in modo frenetico e di come, forse, ci si fermava troppo poco a guardare il mondo intorno a noi. Era la metà degli anni 90, quando internet iniziava a diffondersi e Marc Zuckerberg aveva forse poco più di 10 anni.

La diffusione della rete e, soprattutto, l’avvento della combinazione “smartphone” e “social network” ha avuto un effetto ancora più devastante sulla gestione del tempo e, soprattutto, sull’attesa. Alessandro Rocco di W La Dislessia! un annetto fa ha scritto un fantastico post sull’argomento (vi consiglio vivamente di leggerlo, soprattutto se avete figli).

Estrapolando alcuni dei concetti espressi da Alessandro ed associandoli ad alcune cose che ho notato in questi giorni sui social mi è venuta la voglia di prendere la tastiera e scrivere questo post.

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Imparare IoT: il kit di base

IoT (Internet of Things) è una delle buzzword del periodo, ma potrebbe avere implicazioni interessanti, divertenti e istruttive.

Fino a qualche anno fa andare a basso livello sul hardware richiedeva competenze molto specifiche e apparecchiature costose. Con l’avvento di Arduino e di tutti gli apparati simili, l’accesso al hardware per chi vuole divertirsi o creare qualcosa è diventato molto facile.

Documenterò in una serie di articoli (assolutamente aperiodici, causa impegni di lavoro) il mio progresso nella comprensione e nell’uso di qualche apparato.

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Chiedere le prove. Sempre.

Un mio contatto ha postato una delle tante catene virali che ricostruiscono in modo pittoresco la caduta del governo, affermando che il M5S ha votato la sfiducia a Conte con il voto contrario alla TAV.

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L’accesso a Internet non può essere un diritto. Dislessia edition

Più di due anni fa scrivevo il 4° post su questo argomento e in questo lungo periodo più volte sono stato vicino a scriverne altri. Questa sera, però, non sono proprio riuscito a trattenermi dopo aver letto i commenti ad un articolo di OrizzoneScuola.it dal titolo “Alunni con DSA, a Modena più 183 per cento in 6 anni. E’ allarme?“.

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Sincronizzare la time zone

Sincronizzare l’ora esatta è facile, sincronizzare l’impostazione della time zone un pochino meno.

Per sincronizzare l’ora esatta si usa il protocollo NTP, che, va ricordato, distribuisce solamente l’orario UTC; la time zone è una sorta di vista logica di UTC legata alla posizione in cui vi trovate (o al governo che riconoscete valido, se siete in Palestina).

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ValigiaBlu e i finti standard di Facebook.

Qualche giorno fa, per la precisione il 30 Aprile, mi sono imbattuto in un interessante post su Valigia Blu il cui titolo “Facebook: la minaccia con armi di Morisi sì, la copertina dei Led Zeppelin no e ti blocco per 3 giorni” mi aveva colpito molto perché sottolineava uno dei tanti paradossi di quel social network.

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What We Left Behind

What We Left Behind: Looking Back at Star Trek: Deep Space Nine

Vi dico solamente una cosa: è bellisimo.

Chi ha sostenuto il progetto ha potuto vedere lo streaming, non voglio anticipare nulla, ma è un documentario assolutamente intelligente, come si conviene ad una serie come Deep Space Nine.

DNS over HTTPS

Siamo abituati a ritenere che la risoluzione dei nomi avvenga tramite una richiesta in chiaro con protocollo UDP sulla porta 53 di uno dei server specificati nella configurazione dell’host. Per estensione, siamo abituati a credere che se si controllano in un qualche modo i server DNS impostati in un host, si può controllare il modo in cui l’host accede a determinati nomi a dominio.

DoH (DNS over HTTPS) potrebbe cambiare le regole del gioco e le nostre granitiche certezze.

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Chiudi il ticket!

Nella mia carriera IT mi è capitato nel corso degli anni di occuparmi di supporto agli utenti in prima persona.
L’ho fatto, lo faccio, coordino e collaboro con persone che fanno questo esclusivamente o come parte del loro incarico in diversi Paesi.

Ho visto negli ultimi vent’anni grandi modifiche e un supposto progresso nel modo in cui è gestito.
Succedeva più spesso anni fa, ma è ancora così in molte realtà, che il supporto fosse fatto in maniera quasi informale: gli utenti contattavano qualcuno che lavorasse “con i computer” e chiedeva aiuto. La persona in questione poteva aiutare se trovava tempo e se aveva la competenze necessarie.
Poteva a volte ignorare l’utente se lo riteneva (a torto o a ragione) non degno della sua attenzione e del suo tempo.

In aziende più grandi e strutturate, e anche in aziende più piccole con il passare degli anni, il ruolo di supporto ha aumentato la sua importanza e, insieme a questa crescita si è sempre più specializzato e strutturato.

Le declinazioni pratiche di questo argomento sono molteplici, ma la struttura basica non cambia di molto.

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L’incontenibile idiozia degli estremismi

Il 28 Dicembre dello scorso anno è morta Bre Payton, una giornalista politica di 26 anni che scriveva per la testata “The Federalist” e che era spesso presente come “opinionista politica” [si, lo so, opinionista è un termine del cavolo, ma commentatore politico non mi piaceva molto] sul canale televisivo Fox News. 
La causa della morte sembra essere legata alle complicazioni dopo aver contratto il virus A/H1N1 (spesso chiamata “influenza suina”) e alla meningite. Da non medico non posso aggiungere molto rispetto a quello che ho letto su alcune testate e, soprattutto, su quello che viene riportato da alcune testate (tipo “The Sun“) nella prima parte di questo video della ABC. Il video poi prosegue parlando proprio del virus e del vaccino anti-influenzale.

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Veeam Backup server

Una possibile soluzione per un backup e, soprattutto, un ripristino veloce di un’installazione di VMware è utilizzare un backup server fisico.

Il vantaggio è che l’infrastruttura VMware viene scaricata il più possibile dalle operazioni di backup.

L’idea è di avere un server che ospiti tutti i ruoli di Veeam Backup e Replication, che esegua il backup da VMware e salvi la prima copia su di sé e la seconda copia su un NAS e/o su un target Veeam Cloud Backup attraverso la funzione Backup Copy.

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Android: AT USB

Nei telefoni Android la porta USB svolge molte funzioni, dalla ricarica all’accesso si dati del dispositivo. Se il produttore ha abilitato la funzione, la porta USB può diventare una porta seriale secondo le specifiche USB CDC (Communication Device Class) ACM (Abstract Control Model). Una volta abilitata la seriale, possiamo dialogare con il dispositivo usando i cari vecchi comandi AT, uno standard inventato nel 1981 da Dennis Heyes, fondatore dell’omonima società produttrice di modem. In questo studio di Dave Tian, Grant Hernandez, Joseph I. Choi, Vanessa Frost e altri è stato dimostrato che attraverso questa interfaccia alcuni dispositivi potrebbero rivelare informazioni sensibili. Leggi tutto “Android: AT USB”