Kit LEGO del Saturn V

LEGO ha annunciato che dal prossimo 1 giugno sarà disponibile il kit 21309 con il Saturn V in scala 1:110, il CSM, il LEM e il CM in assetto da ammaraggio.

Il kit sarà composto da 1969 pezzi, l’anno della missione dell’Apollo XI.

Il kit è una proposta di LEGO Ideas di Felix Stiessen e Valérie Roche che ha ricevuto i voti necessari per essere proposta per la realizzazione.

Il modellino finale sarà alto un metro e potrà anche essere esposto in orizzontale diviso nei tre stadi, come vengono esposti nei musei gli esemplari del Saturn V che non hanno volato.

Il prezzo suggerito è di circa 120€.

Charlie Duke e un pezzo di luna a Malpensa

Charlie DukeIl prossimo weekend, 29 e 30 aprile, Charlie Duke sarà allo Sheraton di Malpensa (VA) in un evento organizzato da ADAA.

Il sabato ci saranno un cocktail e una cena di gala, mentre la domenica una conferenza.

In entrambi gli eventi è incluso un autografo.

Il Gen. Charlie Duke ha volato sull’Apollo 16 come pilota del modulo lunare, è stato il decimo uomo a camminare sulla luna e detiene tutt’ora il record della persona più giovane che ha visitato il nostro satellite (36 anni).  Leggi tutto “Charlie Duke e un pezzo di luna a Malpensa”

Apollo 11 Flight Plan

Apollo11 flight planUn gruppo di pazzi appassionati australiani ha deciso di avviare un progetto su Kickstarter per riprodurre il piano di volo dell’Apollo 11 nella maniera più fedele possibile.

È un progetto notevole, soprattutto se gli autori, come dicono, rimarranno il più possibile fedeli alla versione originale del documento. Leggi tutto “Apollo 11 Flight Plan”

Per non dimenticare

Quest’anno la NASA ha fissato per il 31 gennaio il giorno della memoria dei caduti delle missioni spaziali, lo scorso anno era stato il primo febbraio.

Il Day of Remembrance è stato istituito nel 2004 per ricordare le persone cadute nel compimento del loro dovere nel campo dell’esplorazione spaziale americana.

Apollo 1, 27 gennaio 1967

Space Shuttle Challenger STS-51, 28 gennaio 1986

Space Shuttle Columbia STS-107, 1 Febraio 2003

Durante questa giornata verranno ricordate anche tutte le persone che hanno lavorato per la NASA e sono morte in incidenti di addestramento o di manutenzione, incidenti automobilistici e l’equipaggio dell’elicottero che è morto durante le ricerche dei resti del Columbia.

A square peg in a round hole

Apollo 13
From left to right, members of Slayton’s audience are Deputy Director/Flight Operations Howard W. Tindall (standing), Director/Flight Operations Sigurd A Sjoberg, Deputy Director/Manned Spaceflight Center Christopher C. Kraft, and Director/Manned Spaceflight Center Robert R. Gilruth. 15 April 1970 (credit: NASA/ALSJ).

Più o meno una spina quadrata in un buco rotondo: il successo della missione Apollo 13.

Il titolo fa riferimento a questa scena del film, che ha reso bene l’idea di come siano andate le cose, con alcune licenze poetiche obbligate dal formato cinematografico.

In questi giorni di aprile del 1970 la missione dell’Apollo 13 passava dalla terza passeggiata sulla Luna da fare dalle parti di Fra Mauro ad una missione per riportare a casa vivi James Lovell, Kenneth Mattingly Jack Swigert e Fred Haise.

Non ho mai nascosto che questa sia la missione che mi ha più affascinato tra quelle della corsa alla Luna.

È qui che abbiamo la prova della perizia e della grande professionalità di tutte le persone coinvolte, da Gene Kranz all’ultimo ma non ultimo tecnico. In un inciso vorrei far notare che Kranz aveva 37 anni quando ha gestito con successo gli eventi dell’Apollo 13, un’età che i nostri governanti attuali considerano “giovane”.

È durante la gestione della crisi causata dall’esplosione della bombola di ossigeno numero due che abbiamo visto davvero un gruppo di persone che hanno lavorato in concerto per risolvere un problema. Qualcosa che trascende la comprensione molti consulenti di team building dei nostri giorni.

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Recuperate alcune parti degli F-1 Apollo

Copyright Bezos Expeditions
Copyright Bezos Expeditions

La missione F-1 Engine Recovery di Bezos Expeditions è riuscita a recuperare alcune parti dei motori F-1 utilizzati nel primo stadio (S-IC) dei razzi Saturn V della missione Apollo XI.

L’F-1 resta ad oggi il più potente motore a singola camera alimentato da combustibile fluido: ognuno dei cinque esemplari montati sul Saturn misura 5,64 metri di altezza e 3,72 metri di larghezza e sviluppa circa 680 tonnellate di spinta (6,675 meganewton). Ciascuno di quei bambini consumava ogni secondo 1,79 tonnellate di ossigeno liquido (LOX) e 0,788 tonnellate di cherosene RP1.

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Qualcuno ha visto Snoopy?

Non il cane, ma il modulo lunare (LM) dell’Apollo 10.

La missione che ha preceduto quella che ha portato i primi uomini sulla Luna prevedeva una separazione dal modulo comando (CSM) del LM e una discesa dello stesso fino a 14 chilometri dalla superficie del nostro satellite.

Una volta risalito verso il CSM, Snoopy si è riagganciato per trasferire gli astronauti ed è stato in seguito espulso in un’orbita circumsolare.

Gli ultimi dati orbitali di Snoopy risalgono al 1969, ma un gruppo di appassionati si sta attivamente dedicando alla sua ricerca.

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Walter Cunningham

Walter CunninghamCome si può descrivere l’incontro con un astronauta?

È difficile perché, come ho già detto varie volte, i miei supereroi sono le persone come Walter Cunningham, non dei loschi figuri che vanno in giro in tutine un po’ imbarazzanti.

Te lo trovi davanti, lo ascolti mentre racconta alcune sue esperienze, ripassi mentalmente la sua biografia e capisci cosa vuol dire quando lui stesso dice che le persone selezionate per volare nello spazio negli anni ’60 dovevano passare una selezione durissima.

Un grazie caloroso alla Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate “Messier 13” che ha reso possibile questo evento.

Troverete altre notizie sul blog di Paolo, appena si riprende dall’emozione, dal canto mio ho pubblicato alcune foto dell’evento.

Nota a piè di pagina: se vivete dalle parti di Tradate, partecipate agli eventi dell’osservatorio astronomico: hanno una struttura assolutamente invidiabile, che fa il paio con un’entusiasmo contagioso.

Contact Light

Paolo ha caricato da poco una versione aggiornata di Contact Light.

Il filmato di quasi diciassette minuti è quello girato dalla macchina da presa montata su un finestrino del LEM e attivata durante la fase finale della discesa verso il suolo lunare; in alcuni momenti Paolo ha inserito le immagini riprese nel controllo missione. L’audio è quello originale del LEM, di CAPCOM e di alcune parti del canale del flight director Gene Kranz. Il tutto, ovviamente, sincronizzato; questa è stata la parte più laboriosa, in quanto gli spezzoni audio e video non sono time-coded.

Il tutto, per la prima volta, in alta definizione.

Contact Light è il trailer del documentario Moonscape che Paolo sta preparando grazie al contributo di molti appassionati.

Da non perdere a 11:30 il momento in cui Gene Kranz chiede ai filight controller di confermare l’OK per l’allunaggio (aggiornato il 16/10/2010 con i nomi dei controller forniti da Paolo Attivissimo):

– Gene Kranz: OK, all flight controllers go/no-go for landing… RETRO.
– Chuck Dieterich: Go!
– Gene Kranz: FIDO.
Jay Greene: Go!
– Gene Kranz: Guidance.
Steve Bales: Go!
– Gene Kranz: Control.
– Bob Carlton: Go!
– Gene Kranz: TELMU.
Don Puddy: Go!
– Gene Kranz: GNC.
– Briggs N. “Buck” Willoughby: Go!
– Gene Kranz: EECOM.
John Aaron: Go!
– Gene Kranz: Surgeon.
– John F. Zieglschmid: Go!
– Gene Kranz: CAPCOM, we’re go for landing.

Il dialogo ricorda una scena di Apollo 13, dove, anche per ragioni di sceneggiatura, si assiste solamente una volta a quello scambio; in realtà durante la missione il flight director chiedeva molte volte, generalmente nei momenti chiave, ai vari controller la conferma per continuare o annullare; si può ascoltare un’altra richiesta si go/no-go alla fine del filmato quando Kranz chiede ai controller l’OK per rimanere sulla superficie lunare.

Si possono anche vedere i momenti in cui l’AGC va in errore e la reazione dei controller che suggeriscono di ignorare l’errore.

Buona visione.

Terry Watson a Lugano

Terry WatsonArriviamo assieme a Paolo con largo anticipo per allestire la sala e Terry Watson è già lì che sta chiacchierando con il personale del concessionario Ferrari vicino a cui si terrà l’incontro. Sì, perché le auto sono una delle tante passioni di Terry: ha fatto l’elenco delle automobili che possiede, incluse le due che ha venduto da poco per ragioni di spazio e mi sono perso alla terza.

Iniziamo a decidere come scombinare la disposizione della saletta e Terry è già a proprio agio: chiacchiera con chi sta cominciando ad arrivare e inizia a raccontare storielle ed esperienze.

Non posso non accennare a Gene Kranz, di cui Terry ha una grande stima. Una delle grandi figure della storia spaziale americana, su questo non ci piove.

Prima dell’inizio dell’incontro vero e proprio ha già tirato fuori una chicca: la visualizzazione dei dati delle telemetrie sulle console delle prime missioni Apollo era un esempio di ingegno. I dati erano gestiti da una batteria dei computer IBM più potenti del periodo, i quali, nonostante tutto, riuscivano a visualizzare i valori elaborati su un solo monitor e senza le descrizioni. Il monitor era collocato in un capo di un tubo nero al cui altro capo c’era una telecamera; in mezzo un sistema meccanico spostava delle pellicole trasparenti su cui erano stampate le descrizioni a seconda della schermata selezionata. Il risultato (quando funzionava) era un’immagine televisiva con valori e relative descrizioni che veniva diffusa sui monitor dei controllori. Nelle ultime missioni i computer erano diventati più potenti e riuscivano a visualizzare autonomamente le descrizioni dei dati: ah, la tecnologia!

Questo è stato il tono dell’incontro e della cena che ne è seguita: storielle, retroscena, foto politicamente scorrette, ricordi della guerra fredda, risate. E un racconto dell’esperienza di pochi giorni prima all’Oktoberfest di Monaco.

Una serata unica, resa possibile grazie alla passione per le missioni spaziali di Paolo Attivissimo, sul cui blog leggerete tra poco un resoconto probabilmente più dettagliato. A me deve ancora passare l’emozione per aver potuto chiacchierare con Terry Watson per riuscire a mettere assieme qualcosa di più organico.

Grazie Paolo!

Aggiornamento 9/10/2010 13:40: alcune foto dell’evento.