I, Robot

Mi permetto di sfiorare alcuni temi caldi della politica non per parlare di essi, ma per segnalare come, ancora una volta, la fantascienza ha già trattato di questi temi.

I, Robot di Cory Doctorow è uno dei tanti racconti che tratta anche di questo aspetto. Leggi tutto “I, Robot”

Il DRM di Adobe spia gli utenti

Gabbia dei libri / Books cageSul fatto che il DRM non sia una bella cosa ci siamo già ampiamente espressi.

Si dice che nei social network e in molti contesti in cui non si paga per l’utilizzo l’utente è di fatto un articolo che il gestore del servizio vende a chi vuol fare pubblicità.

Una persona che paga per avere una copia crittografata di un libro le cui chiavi sono in mano ad Adobe non si aspetta che Adobe spii ogni suo movimento fatto con il libro acquistato.

Ars Technica e The Digital Reader hanno scoperto che l’ultima versione di Adobe Digital Editions tiene traccia di ogni tipo di utilizzo fatto con i libri acquistati e li comunica in chiaro ad Adobe. Il software non si limita a tenere traccia dei libri protetti da DRM, ma registra l’utilizzo di ogni tipo di file ePUB e comunica ad Adobe tutti questi dati. Leggi tutto “Il DRM di Adobe spia gli utenti”

DRM e il mondo alla rovescia

Sull’idiozia intrinseca del DRM ci siamo già espressi a profusione.

Charles Stross ha appena annunciato la disponibilità dell’ebook di The Atrocity Archives a 1,99 sterline fino al 5 settembre prossimo. Una bella occasione per chi vuole sanare un ebook non acquistato oppure vuole ringraziare in maniera tangibile la bravura dell’autore.

Stross è stato un professionista dell’IT e sa benissimo quanto siano inutili i DRM, ma è obbligato a metterli.

La situazione si fa paradossale quando sul suo stesso blog, nella stessa pagina in cui annuncia la disponibilità degli ebook a prezzo scontato mette anche le istruzioni per togliere i DRM:

strossdrm

Se avevamo bisogno di un’ulteriore dimostrazione dell’inutilità della pantomima del DRM che non fa altro che ingrassare Adobe e ridurre i margini di editori e autori, questa è una delle migliori disponibili.

DRM: la posizione di un autore

In un post del suo blog l’autore di fantasy Francesco Dimitri dice apertamente quello che pensa dei DRM.

Ho conosciuto Francesco e sono stato a casa sua a Londra. Non è un Don Chisciotte, ma una persona concreta con la testa sulle spalle.

Oltre a fare propri alcuni temi contro i DRM derivati da una semplice applicazione del buon senso, in un passaggio del suo articolo Francesco espone una tesi interessante:

Soldi e tempo, dicevo, due risorse preziosissime. Ma non c’è dubbio che il tempo sia la più preziosa delle due – se non altro perché puoi usare il tempo per creare soldi, ma difficilmente puoi usare soldi per creare il tempo.  E quindi anche chi legge senza pagare, anche il bieco pirata, ti sta dando fiducia. Anche lui merita qualcosa in cambio. Una buona storia, almeno, e anche… a questo punto l’avrete capito, fiducia.

Bravo Francesco e ben venga questa continua apertura da parte degli scrittori; del resto sono loro a proporre temi nuovi, a produrre idee e storie, non certo gli editori e i distributori; quindi sono gli autori che devono essere ascoltati quando parlano e spiegano.

Lulu abbandona il DRM

Il sito di auto pubblicazione di libri Lulu ha annunciato di aver abbandonato i DRM.

Questo avviene dopo che Lulu aveva motivato l’utilizzo di quel tipo di tecnologia per poter assicurare successo agli autori.

Lulu permetteva agli autori di utilizzare Adobe Digital Editions come sistema di DRM.

Le prime reazioni di alcuni autori sono state negative, in quanto ritengono che i DRM servirebbero a tutelare il rispetto dei loro diritti. Niente di più falso.

Innanzi tutto la protezione via DRM di un file ha un costo certo, che deve essere pagato o dall’acquirente come maggiore costo o dall’autore come minore guadagno, o una via di mezzo. L’unica che guadagna davvero in questo caso è Adobe.

In seconda istanza c’è la presunzione che la protezione del DRM non sia scardinabile o lo sia solamente da hacker incalliti. Anche questo è assolutamente falso. Ci sono plugin per i gestori di eBook che rimuovono i DRM in un attimo.

In sostanza il DRM è una bella favoletta che si raccontano editori e autori tra loro, credendo di vivere in un mondo in cui basta pagare una gabella ad Adobe per assicurarsi lauti incassi.

Un’ulteriore idiozia dei DRM

Ricordi / MemoriesMolti illustri nomi della scienza e della letteratura hanno iniziato a studiare nella biblioteca paterna.

Per qualche oscura ragione, in questo momento mi viene in mente solamente l’esempio del piccolo Giacomo che passava le ore sui libri del padre, il Conte Monaldo Leopardi.

Io stesso sono cresciuto in una casa piena di libri acquistati dai miei genitori, che potevo liberamente sfogliare e leggere, alcuni dei quali sono in questo momento in casa mia.

Con l’avvento dei DRM sui dispositivi di fruizione personale come i reader eBook e i tablet la situazione cambia radicalmente.

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Arriva la concorrenza

Libri / BooksDopo gli annunci di Edigita e la discesa in campo di SIP Telecom, arriva finalmente uno store di eBook gestito da chi è stato tra i primi in Italia a credere nella tecnologia.

Avevo visto lo stand di Simplicissimus due anni e mezzo fa alla fiera del libro di Torino, avevo provato i reader che distribuivano e… avevo ordinato subito dopo un Cybook Gen3.

Due anni fa il fenomeno sembrava sul punto di scoppiare, ma vari eventi, credo dominati dalla congiuntura economica, hanno rinviato l’apertura delle danze a quest’anno. Poco male.

Simplicissimus ha aperto STEALTH, una piattaforma di vendita di libri elettronici. Leggi tutto “Arriva la concorrenza”

Timeo Danaos et dona ferentes

Il lancio del negozio online di eBook creato da Telecom Italia ha causato molto finto scalpore e altrettanto finto risentimento tra le altre aziende che si stanno preparando a scendere nel campo della vendita di eBook protetti da DRM. Al solito: si vuole il monopolio per sé e il libero mercato per gli altri, ma transeat.

Lo store dell’incumbent telefonico si basa su Adobe Digital Editions, disponibile solamente per Windows e MacOS.

Per consentire ai potenziali clienti di familiarizzare con i metodi farraginosi del DRM e, probabilmente, per scoraggiarli definitivamente, viene graziosamente concesso il download gratuito di un libro protetto da DRM, “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo.

Se volete leggere quel libro, scaricatelo legalmente da Liber Liber, usate Calibre per caricarlo sul vostro lettore e lasciate perdere i DRM e i regali di Telecom.

DRM: piove sul bagnato

ManhattanExploit Database ha pubblicato la segnalazione di un problema di msnetobj.dll che sarebbe vulnerabile a tre tipi di attacchi (buffer overflow, integer overflow e denial of service).

Questo file, uno dei tanti che popola la directory system32, serve ad implementare il DRM per i contenuti ActiveX e dovrebbe servire a limitare l’utilizzo (salvataggio, stampa, visualizzazione) di alcuni file.

L’attacco a questa DLL viene portato inducendo la vittima a visitare siti con contenuti creati ad arte per sfruttare queste vulnerabilità.

Intel conferma: la master key è legittima

Avevo raccontato che alcuni siti avevano pubblicato la master key del protocollo di cifratura HDCP utilizzato nel Blue-Ray e nel HDMI.

Ora Intel, che ha creato HDCP, conferma che la chiave è legittima, mettendo di fatto una pietra tombale sul DRM dei dischi Blue-Ray e sul HDMI.

La master key è stata probabilmente calcolata sfruttando dei problemi di sicurezza noti dell’interfaccia HDMI.

HDCP master key

FSSecondo Engadget sarebbe stata pubblicata la master key autentica che presiede il protocollo di cifratura HDCP utilizzato dall’interfaccia HDMI per verificare la legittimità di un dispositivo collegato.

La master key è la chiave utilizzata per creare tutte le chiavi assegnate ai dispositivi HDMI. Se la chiave pubblicata fosse autentica, il protocollo HDCP sarebbe di fatto inutile.

Chi possiede la master key, infatti, può creare hardware o software compatibili HDMI senza bisogno di richiedere una chiave, senza pagare royalty e, soprattutto, senza un controllo preventivo da parte di chi gestisce HDCP.

Questo potrebbe avere effetti sia nel campo della pirateria multimediale sia nel campo dell’accesso legittimo a sistemi di ripresa, visualizzazione e archiviazione su su supporti collegati con HDMI. Questi ultimi, infatti, non devono più temere che un giorno qualcuno possa revocare la chiave legittima degli apparati.

Non si sa ancora con precisione se la master key sia stata rubata né quale sia la fonte.

Aggiornamento del 17 settembre 2010 07:00Intel conferma che la master key è legittima.

Implicitamente difettoso: DRM

Lucchetto / PadlockCercherò di spiegare come mai secondo me il DRM sia un sistema implicitamente difettoso se applicato ai contenuti.

Innanzi tutto vediamo come funziona questa tecnologia. Voi acquistate un contenuto (musica, testo, video), ma quello che vi viene consegnato non è una copia autorizzata del contenuto a cui potete accedere liberamente come accade per un libro stampato, un Compact Disc aderente alle specifiche originali Red Book (importante!) o una videocassetta VHS. Ciò che acquistate può andare dall’autorizzazione ad accedere ad un server su Internet ad un file criptato le cui chiavi di decodifica sono in mano solamente a chi vi ha venduto il bene. Per usare le parole di Rifkin, vuoi acquistate un accesso al contenuto.

Ogni volta che voi volete accedere al contenuto, un apposito programma (player) contatta il server online per acquisire essenzialmente tre categorie di informazioni:

  • diritti (ascolto, trasferimento, copia, backup, download)
  • obblighi (pagamento di un prezzo per singola riproduzione, rinnovo di un abbonamento)
  • limitazioni (numero massimo di fruizioni in un lasso di tempo, numero massimo di copie, possibilità di backup)

Il player confronta le informazioni acquisite con il tipo di accesso che state facendo e decide se concedere il permesso di eseguire l’azione.

E se il server con le informazioni non è (più) disponibile? Bella domanda! Se il server è temporaneamente irraggiungibile (fuori campo cellulare, linea Internet KO), voi non potete accedere temporaneamente al contenuto. Se, come è già successo, il server è stato smantellato, voi avete perso il contenuto, come se un ladro fosse entrato in casa vostra e avesse rubato quei dischi, quei libri o quelle videocassette.

Non bisogna, inoltre, tralasciare che, ex articolo 71-sexies, IV comma, legge 633/41, è ammessa una copia privata di un’opera di ingegno e i supporti vergini sono gravati del cosiddetto equo compenso a scopo di indennizzo per questo diritto. Molti schemi di DRM non permettono l’esercizio di questo diritto di legge.

Se vi capita di acquistare un contenuto protetto da DRM, pensate quale sia la reale contropartita per il prezzo che pagate. Se si tratta di pochi centesimi di euro per una canzonetta estiva o per qualsiasi altro contenuto che sapete essere di breve durata, la spesa potrebbe essere giustificabile. Se state per acquistare un contenuto di cui vorrete fruire anche negli anni a venire, riflettete bene sulla vostra azione.