Per una politica che rispetti la scienza

Nel 2013, in vista delle elezioni politiche, avevo partecipato ad un interessante progetto, insieme agli amici Marco Camisani Calzolari e Walter Vannini, con lo scopo di monitorare le proposte delle forze politiche sul tema “digitale“.
Ora, in vista di altre elezioni guardo con ancora più interesse un nuovo progetto, ideato e realizzato con il supporto di Pro-Test Italia, sicuramente molto più ambizioso, che riguarda però il mondo della scienza: PagellaScientifica.it. Leggi tutto “Per una politica che rispetti la scienza”

Oooopssss… you did it again… and again…

Non so se sia veramente di Agatha Christie questa frase che le viene comunque attribuita:

Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova.

Sta di fatto che è stata la prima cosa che mi è venuta in mente quando sono venuto a conoscenza di questa “simpatica” vicenda.

All’inizio di Luglio del 2014 una foto Leggi tutto “Oooopssss… you did it again… and again…”

Cos’è il genio /15

Sei il presidente (o governatore) della regione più grande e più importante d’Italia, la Lombardia.
Decidi di usare anche i più famosi Social Network (Facebook, Twitter) per avere maggior visibilità e per comunicare meglio con i tanti che ti seguono. Per questo motivo dovresti conoscerne bene il funzionamento e le logiche collegate.

Decidi di pubblicare su Facebook un post “contro” l’attuale presidente del consiglio Matteo Renzi Leggi tutto “Cos’è il genio /15”

Io non lavoro gratis, ma gli altri lo facciano per me.

E’ da qualche giorno che su Facebook mi capita di leggere status e discussioni sulla richiesta di una tale Giulia Innocenzi che ha chiesto su quel social network (magari lo ha fatto anche su altri, non so) questo:

Giulia InnocenziAAA INFORMATICO CHE VUOLE MIGLIORARE IL MONDO CERCASI!
Sei uno smanettone che ha voglia di dedicare le sue capacità a una buona causa che potrebbe generare grandissimi benefici a chi ne ha più bisogno? Hai voglia di far partire un progetto su cui spendere un po’ di tempo nel mese di giugno e luglio? E avresti voglia di fare tutto questo aggratis?
Se la risposta a queste 3 domande è sì (cioè se sei uno che ne capisce di questioni informatiche, hai un po’ di tempo libero da ora fino a luglio, e hai voglia di farlo gratuitamente, visto che si tratta di fare del bene), allora sei la persona giusta per il progetto più giusto che ci sia!

Gratis. Ma che bella parola. Leggi tutto “Io non lavoro gratis, ma gli altri lo facciano per me.”

Non ci rappresentate

C’è un movimento che sostiene di rappresentare il popolo del web o il popolo di Internet o qualcosa di simile.

Quel movimento rappresenta (si spera) solamente i propri iscritti. Punto.

Mettiamo bene in chiaro una cosa: nessuno ha dato mandato in modo palese o tacito a quelle persone di rappresentare gli utenti Internet italiani, né quelle persone hanno un diritto morale, legale o acquisito per rappresentare legittimamente gli utenti Internet.

Come è giusto che sia, gli utenti di Internet hanno idee varie e, se mai dovessero avere uno o (meglio) più organi di rappresentanza, queste entità avrebbero lo scopo di sostenere le istanze degli utenti in quanto tali.

Quando un qualsiasi movimento politico si esprime lo fa (si spera) a nome e conto dei propri iscritti con le regole discusse (si spera) e accettate dagli stessi, siano questi stati reclutati con tavolini per strada, siti web, visite a casa, passaparola.

Giusto per evitare che un partito politico diventi per Internet l’equivalente dell’ACI per gli automobilisti.

Il paese dei balocchi

“È necessario che ci sia una normativa per il web, che non c’é. Al momento tutto ciò che avviene su internet non è sottoposto alla nostra giurisdizione. Il ricorso a strumenti nuovi è crescente e quindi ritengo che il Parlamento prima o poi debba esaminare la questione.”

Questa illuminante affermazione non proviene da un quaquaraquà qualunque, Leggi tutto “Il paese dei balocchi”

Un osservatorio per il digitale

Le elezioni sono, come sempre, il periodo più “divertente” nel panorama politico italiano. Tutti i partiti e le varie coalizioni iniziano a presentare una serie di promesse per cercare di accaparrarsi voti. Promesse che, raramente, verranno mantenute. Quest’anno, poi, si sono aggiunte all’interno dei programmi delle varie forze in campo una serie di proposte relative a tutto ciò che gira intorno alla galassia dell'”agenda digitale“, termine che va molto di moda in questo periodo.

Ma proprio perchè sono sempre piuttosto attento e, soprattutto, interessato a tutto ciò che ha a che vedere con il “digitale“, ho deciso di destinare parte del mio tempo libero per collaborare attivamente, insieme a Walter Vannini, ad una ricerca ideata dall’amico Marco Camisani Calzolari, ossia l’Osservatorio sulle politiche per il digitale, presentata in rete e alla stampa proprio in questi giorni.

Il termine “osservatorio” descrive perfettamente l’idea alla base di questo progetto, ossia proprio quello di osservare, con attenzione, quelle che sono le proposte delle varie forze e coalizioni politiche nelle 14 aree selezionate e per seguirne gli sviluppi sino al 24 Febbraio, data delle prossime elezioni politiche. Una ricerca senza alcuna provenienza politica con lo scopo di valutare il più obiettivamente possibile quello che i differenti programmi includono, senza esprimere alcun giudizio, proprio per rimanere il più neutrale possibile.

La speranza è che, alla luce di questo osservatorio in continua evoluzione, le forze in campo possano rivedere i loro programmi per dare maggior attenzione e maggiore importanza ad una serie di argomenti che sono, a mio parere, fondamentali per il futuro del nostro paese.

Gratis non significa risparmiare.

C’è uno sviluppatore ASP.NET (per limiti di piattaforma, prossimamente anche PHP), o un gruppo di sviluppatori, che vorrebbe collaborare con noi per sviluppare alcune idee che vorremmo portare avanti? Progetti semplici, poche pagine, ma efficaci. Anche da remoto. Ovviamente in modo gratuito. 🙂 Un modo in più per partecipare.
Questa richiesta è stata fatta dall’attuale sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, su Facebook.

A dire il vero, nonostante apprezzi moltissimo la necessità di risparmiare, soprattutto se si tratta di spese comunali, trovo questa richiesta estremamente rischiosa. Il tutto nasce dalla frase “ovviamente in modo gratuito” che, nonostante abbia uno smile che la segue, è chiaramente seria. Sono fermamente convinto che lavorare gratis non sia per nulla la soluzione migliore per risparmiare… anzi. Si rischia di ottenere un risultato controproducente, soprattutto alla lunga.

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Sei domande per la scienza

Trattare di politica non è lo scopo di questo blog ed è un tema fin troppo inflazionato e noioso.

Quando i vari politici e politicanti chiedono i voti dei cittadini parlano di tutto tranne che di temi scientifici. Le Scienze (gruppo editoriale L’Espresso, per doverosa completezza di informazione) ha stilato sei domande da proporre ai candidati delle primarie degli schieramenti politici. Man mano che le risposte arriveranno, verranno pubblicate sul sito.

Le domande sono:

  • Quali politiche intende perseguire per il rilancio della ricerca in Italia, sia di base sia applicata, e quali provvedimenti concreti intende promuovere a favore dei ricercatori più giovani?
  • Quali misure adotterà per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico?
  • Qual è la sua posizione sul cambiamento climatico e quali politiche energetiche si propone di mettere in campo?
  • Quali politiche intende adottare in materia di fecondazione assistita e testamento biologico? In particolare, qual è la sua posizione sulla legge 40?
  • Quali politiche intende adottare per la sperimentazione pubblica in pieno campo di OGM e per l’etichettatura anche di latte, carni e formaggi derivati da animali nutriti con mangimi OGM?
  • Qual è la sua posizione in merito alle medicine alternative, in particolare per quel che riguarda il rimborso di queste terapie da parte del SSN?

In un secondo tempo verrà stilato un altro elenco di domande da porre ai candidati premier, che siano stati scelti con le primarie o nominati direttamente dagli schieramenti.

Per seguire l’iniziativa e partecipare alla stesura delle domande da porre ai candidati premier, il dibattito è aperto sul gruppo Facebook Dibattito Scienza o via Twitter con l’hashtag #dibattitoscienza

Internet, politica, ignoranza

Mi addentro raramente in temi politici probabilmente per i motivi espressi in questo articolo.

Il Washington Post ha un bell’articolo (via Stefano Quintarelli) in cui si analizzano i motivi per i quali Internet e la politica non si capiscono.

Le due frasi topiche dell’articolo sono (grassetto anche nell’originale):

Washington targets isolated, static problems.

On the Web, everything is connected and changing quickly.

Le circostanze che vengono elencate nell’articolo sono, ovviamente, americane, ma potremmo trovarne di analoghe qui da noi, o in ogni altro Stato.

L’autoreferenzialità e la paura dell’ignoto mascherate spesso come necessità del mantenimento dei diritti acquisiti o altre argomentazioni analoghe portano determinate categorie ad essere percepite come antiche, fuori dal tempo, anacronistiche. Sono spesso quelli che si autodefiniscono progressisti ad essere i più conservatori del gruppo e mi rendo conto di aver appena enunciato un’ovvietà.

Purtroppo per chi sta rimanendo indietro, il popolo di Internet è numericamente superiore ed in constante aumento.

Fatevi due conti.

Tempismo perfetto

Ebbene sì, è tornato il momento di parlare di nucleare civile. La recentissima decisione della Cassazione e della Corte Costituzionale e la relativa scheda grigia nel referendum di Giugno, mi danno le motivazioni e lo spunto giusto per riprendere il discorso.
Pur consapevole del fatto che sarò probabilmente oggetto di critiche per quanto andrò a scrivere, non mi sento di lasciare che il qualunquismo e i discorsi da bar degli ultimi giorni abbiano la meglio sulla ragionevolezza e sulla realtà, cercherò quindi di proseguire un po’ sul discorso nucleare basandomi il più possibile su fatti accertati e non sulla emotività.
Come al solito, non ho la presunzione di indicare la via o di imporre idee – come sfortunatamente fanno alcune associazioni ambientaliste e politiche – ma mi pongo solo lo scopo di presentare un punto di vista diverso al lettore su cui spero vorrà riflettere per suo conto.

Partiamo quindi da questa decisione che è particolarmente deleteria – e lo è indipendentemente dalla parte politica in cui ci si identifica o dall’opinione che si ha sul nucleare.

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L’onda nucleare

La psicosi nucleare ha colpito molto più duramente del sisma in Giappone. Ragioniamo a mente fredda su cosa sta succedendo e su cosa si dice dell’incidente.

Un reattore nucleare NON è una bomba ANon devo dirvi io che il Giappone sta vivendo in queste ore un momento tragico della sua storia. Colpito da un sisma di proporzioni enormi, la sua popolazione ha reagito con una preparazione che noi ci sogniamo e sta già avviando la ricostruzione con una efficacia che ci lascia stupiti.
Ricordiamo che il sisma che ha colpito il centro Italia nel 2009 era di grandezza 5,9  mentre questo è di magnitudine 8,9 . Aggiungiamo che la scala Richter qui usata è logaritmica con scala di potenza 3/2, quindi questi tre gradi di differenza in intensità caratterizzano un terremoto che ha rilasciato oltre 30.000 volte l’energia di quello che ha colpito il nostro centro.
Questo dovrebbe dare una idea delle proporzioni della catastrofe.

Città distrutte dal terremoto e dal relativo tsunami. Migliaia di morti e dispersi nella misura di decine di migliaia, presumibilmente tutti feriti, più o meno gravemente.
E di cosa riescono a parlare i nostri giornali?
Centrali nucleari, della loro insicurezza, naturalmente.

Sì, perché come ormai sanno anche i sassi, una delle centrali con 6 reattori ad acqua bollente (di tipo BWR-3, 4 e 5) è stata colpita in maniera molto dura dallo smottamento e, nonostante lo spegnimento effettuato in maniera automatica, tempestiva e corretta, c’è qualche problema nello smaltire il calore residuo.
Per sua stessa caratteristica, un reattore nucleare ha una grande inerzia termica e quindi, anche dopo lo spegnimento delle reazioni, va raffreddato in modo da impedire la fusione degli elementi radioattivi e di tutti gli strumenti di supporto a contatto con questi. L’arresto della reazione a catena avviene grazie all’inserimento di assortitori di neutroni (in questo caso acqua e Boro), a questo punto la centrale non produce più energia e deve usarne dall’esterno per mantenere  in funzione il raffreddamento ed evitare la fusione del nocciolo. La centrale giapponese è alimentata in casi di emergenza che è stato danneggiato dal sisma. Nell’unità 1 e 3 del reattore si sta quindi intervenendo pompando acqua di mare nel reattore.
In questo modo il reattore oltre che raffreddato viene definitivamente avvelenato dal cloruro, quindi entrambi andranno probabilmente dismessi e sostituiti.

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