CyanogenMod

Che cos’è CyanogenMod?

CyanogenMod è una versione di Android ottenuta compilando il codice sorgente pubblico con l’aggiunta di driver e applicazioni di terze parti non open source. I driver servono a poter pilotare i dispositivi, mentre le applicazioni di terze parti sono essenzialmente le “GApps”, ovvero le applicazioni di Google.

 

Che cosa serve per installare CyanogenMod?

Serve innanzi tutto un dispositivo Android supportato; si può controllare sull’elenco apposito se un dispositivo è supportato o se ha dei problemi. Il dispositivo deve avere la batteria in buono stato e carica e non avere installato antivirus o applicazioni similari che potrebbero bloccare la procedura di aggiornamento.

Per l’installazione è necessario un cavo USB di buona qualità per collegare il dispositivo al computer; l’ideale è utilizzare il cavo USB fornito assieme al telefono, se non è danneggiato o usurato. Le porte USB del dispositivo e del computer non devono essere danneggiate. Il dispositivo va collegato direttamente al computer e non tramite prolunghe o hub USB. Queste precauzioni servono a ridurre al minimo i rischi di perdita di collegamento durante le fasi critiche di aggiornamento.

L’installazione avviene in maniera automatica da un computer con Windows sui dispositivi che supportano questa modalità. Questa è di gran lunga l’opzione preferibile, in quanto può essere eseguita anche da una persona con modeste capacità tecniche.

Se il dispositivo non supporta questa modalità di installazione, allora è necessario un PC con Linux e una procedura più complessa descritta nella Wiki, che non è alla portata di tutti.
Il PC con Windows deve avere l’antivirus disabilitato durante tutta la procedura di installazione.

Sono necessarie una connessione a Internet, attiva durante la procedura di installazione, e una connessione a Internet via Wi-Fi, per poter aggiornare il dispositivo senza utilizzare il piano dati del proprio provider di telefonia.

 

Cosa succede al dispositivo Android?

La procedura di installazione di CyanogenMod esegue l’equivalente di una riformattazione completa, quindi tutti i dati contenuti nel dispositivo vengono persi. Dopo l’installazione il dispositivo torna all’equivalente dello stato di fabbrica, con la differenza che il sistema operativo è la versione Android di CyanogenMod e non quella del costruttore.

 

Quali sono le azioni da intraprendere prima di installare Cyanogenmod?

Backup dei dati, ma davvero!

Alcuni dati sono copiati automaticamente online; si può abilitare la funzione di backup automatico sul profilo di Google, ma se si attiva questa opzione per la prima volta bisogna dar modo al dispositivo di eseguire il backup, quindi è bene lasciarlo qualche ora o anche un’intera notte collegato a Internet via Wi-Fi perché venga completato il backup. I tempi di completamento del backup dipendono dalla quantità di dati da salvare e dalla velocità della linea Internet.

Verificare il backup. Le immagini e i filmati sono facili da verificare; per vedere se i contatti sono stati copiati sull’account di Google è sufficiente accedere a Gmail con il profilo utilizzato per il telefono e verificare che i contatti siano tutti presenti. I paranoici possono fare una modifica ad un contatto sul dispositivo Android e verificare che la modifica sia presente sui contatti di Gmail.

Alcune applicazioni hanno propri dati registrati: per ciascuna di queste bisogna verificare di aver copiato i dati, se servono. Le applicazioni proprietarie del costruttore non verranno più installate, quindi in questo caso i dati devono essere esportati per essere letti da altre applicazioni. Anche le funzioni collegate ai servizi del costruttore non saranno più disponibili.

Se si utilizza KNOX su un telefono Samsung, questa funzione non sarà più disponibile ed è quindi sconsigliabile installare CyanogenMod.

In altre parole, quello che succede con l’installazione di CyanogenMod è come se qualcuno vi portasse via il vostro dispositivo e ve lo sostituisse con un altro di un costruttore differente, completamente vuoto.

 

Se si utilizza l’autenticazione a due fattori basata su Android

I servizi che utilizzano sia un’applicazione dedicata sia un messaggio SMS non hanno problemi perché si può utilizzare l’autenticazione via SMS e riattivare l’autenticazione basata sull’applicazione in un secondo tempo. Naturalmente bisogna verificare che il numero di telefono registrato sia quello corretto. Questo è il caso di Dropbox.

Se l’account Google utilizzato per personalizzare il telefono utilizza Google Authenticator e un messaggio SMS ci potrebbero essere dei problemi, perché nella fase iniziale di configurazione del telefono, quando si sta inserendo il codice di autenticazione dell’account Google, non è possibile accedere ai messaggi SMS. In questo caso bisogna avere a portata di mano i “Backup Verification Codes” del proprio account Google e utilizzare uno di quelli. I codici sono utilizzabili una sola volta e possono essere rigenerati quando si vuole.

Una volta riattivato l’account Google sul telefono, si può utilizzare la funzione di cambio dispositivo nella pagina dell’autenticazione a due fattori di Google. Il sito chiederà solamente di inquadrare un QR Code e di inserire il codice generato.
In caso di dubbio, si può disabilitare l’autenticazione a due fattori e riabilitarla in seguito.

 

E se qualcosa va male?

Se qualcosa va veramente male si rischia di trasformare il dispositivo Android in un fermacarte.

Il rischio esiste e bisogna tenerne conto, anche da un punto di vista di impegno economico. Se state per aggiornare un telefono e il numero della SIM è importante verificate prima di avere a portata di mano un altro telefono in cui inserire la SIM.

 

Ok, sono pronto!

Checklist per l’installazione assistita:

  • Antivirus o similari sul dispositivo Android: assenti
  • Computer con Windows Vista o superiore: presente e connesso a Internet
  • Connessione a Internet: disponibile
  • Connessione a Internet via Wi-Fi: disponibile
  • Cavo USB: disponibile e in buono stato
  • Porta USB sul computer con Windows: disponibile e non danneggiata, non usare hub USB
  • Batteria del dispositivo Android: completamente carica e in buono stato
  • Plug&Play USB su Windows: non devono esserci errori di riconoscimento dei dispositivi
  • Antivirus su Windows: disattivato per tutta la durata dell’operazione
  • Samsung Kies: disinstallato

Il computer Windows serve solamente per la prima installazione assistita di CyanogenMod, non per aggiornamenti o altri interventi successivi.

L’operazione potrebbe durare anche più di un’ora e non può essere interrotta a metà. È bene fare in modo di avere davanti a sé il tempo libero necessario.

Questa è la procedura di installazione.

  1. Dal PC con Windows andare alla pagina dell’installazione assistita e installare l’applicazione; al termine dell’installazione il programma si avvia e rimane in attesa della connessione del dispositivo Android.
  2. Accendere il dispositivo Android e completare la procedura di avvio; verificare che sia disponibile la connessione a Internet (anche via Wi-Fi).
  3. Andare nelle impostazioni di Android, quindi nella sezione Sicurezza (in alcuni modelli potrebbe essere Applicazioni) e verificare che sia abilitata l’installazione da fonti non sicure.
  4. Dal browser del telefono andare su get.cm, scaricare OneClick.apk e installare l’applicazione sul dispositivo. Se l’installazione non avviene automaticamente, andare nelle notifiche di download e aprire il file APK con l’installatore di pacchetti per eseguire l’installazione.
  5. Avviare l’APP appena installata sul dispositivo Android.
  6. Su Android toccare il tasto Begin dell’APP e accettare i rischi indicati.
  7. Se appaiono delle indicazioni che invitano a modificare delle impostazioni, seguire le istruzioni presentate a video per modificare le impostazioni di Android.
  8. Connettere il dispositivo a Windows e attendere che venga rilevato correttamente l’hardware. Questo è un passaggio molto importante e potrebbe richiedere qualche minuto; eventuali errori di rilevamento dell’hardware potrebbero impedire la buona riuscita dell’operazione.
  9. Collocare il dispositivo e il cavo in modo tale che non ci siano rischi di interruzione del collegamento USB.
  10. Una volta che Windows ha terminato l’installazione dei driver dovrebbe partire automaticamente il download dell’immagine di Android da parte del programma di Windows. Portare pazienza.
  11. Al termine del download il programma Windows chiede conferma dell’installazione di CyanogenMod sul dispositivo Android. Questo è l’ultimo momento in cui potete ricredervi e interrompere tutto senza cancellare il dispositivo.
  12. Il dispositivo Android potrebbe chiede conferma per sbloccare il bootloader. Confermate lo sblocco seguendo le istruzioni.
  13. Se dopo il primo reboot del telefono il programma di Windows dice che non riesce a dialogare con il telefono, probabilmente Windows sta installando i driver per quello che considera un nuovo dispositivo. Attendere che l’installazione dei driver di Windows sia terminata e riprovare il collegamento.
  14. Ha inizio l’aggiornamento del dispositivo Android. Lasciare che la procedura termini; alla fine il programma di Windows annuncia il termine della procedura, il dispositivo si avvia ed inizia la fase iniziale di configurazione di Android. Il primo boot del dispositivo di Android potrebbe essere molto lungo (anche 10 minuti o più), specialmente se si tratta di un apparecchio non nuovissimo. Portare pazienza.
  15. Fornire le credenziali per l’accesso alla rete Wi-Fi.
  16. Fornire, opzionalmente, le credenziali del proprio profilo di Google. Si può anche decidere di non fornirle o di farlo in seguito.
  17. Andare nelle impostazioni, About Phone (ultima voce) e System Update (prima voce). Avviare l’aggiornamento del firmware. È importante fare questo come prima cosa, in quanto la procedura automatica installa la versione 4.1 di Android, mentre per il dispositivo potrebbe essere disponibile una versione successiva. Ripetere questa operazione finché non vengono segnalati aggiornamenti disponibili.
  18. Una volta completati gli aggiornamenti di Android, si può procedere alla reinstallazione delle applicazioni e all’eventuale ripristino dei dati.

 

Ok, ma cos’è cambiato in sostanza?

Principalmente due cose: adesso avete il pieno accesso al software del telefono e avete una funzione che vi consente di revocare i permessi delle applicazioni. Questa funzione si trova nelle impostazioni sotto Privacy e quindi Privacy Guard. È bene lasciare l’opzione attiva per default. Per ogni applicazione, se si tocca per oltre mezzo secondo il nome, appare l’elenco dei permessi richiesti e l’ultima volta che sono stati utilizzati. Si può decidere di revocare o concedere i permessi a piacimento. Le applicazioni per cui è attivo PrivacyGuard hanno lo scudetto con il lucchetto bianco; se Privacy Guard non è attivo, lo scudetto è grigio.

Inoltre CyanogenMod mantiene aggiornato il software con una frequenza molto maggiore dei produttori. Non dovete più aspettare che il produttore si decida (se si decide) a distribuire un aggiornamento o una nuova versione, ma se questa è compatibile con il vostro dispositivo vi arriverà a stretto giro di aggiornamento. Questo è molto importante per gli aggiornamenti di sicurezza.

 

Da grandi poteri…

Con CyanogenMod potete installare applicazioni con privilegi che non avrebbero le applicazioni quando vengono installate con la versione di Android fornita dal costruttore. Questo permette di fare cose che normalmente non sono possibili come, ad esempio, limitare i privilegi delle applicazioni o cambiare a piacere il MAC della scheda di rete Wi-Fi. Di contro, alcune applicazioni potrebbero fare cose poco simpatiche con i privilegi elevati. Dopo l’installazione di CyanogenMod o comunque dopo che un dispositivo è stato rooted bisogna esercitare un minimo di cautela quando si installano applicazioni.

In buona sostanza, prima avevate delegato il costruttore a scegliere cosa è bene e cosa è male per voi, ora siete voi ad avere pieni poteri su quello che avete acquistato.

 

E se voglio tornare indietro?

Il ripristino dell’immagine originale del software (stock ROM) non è una passeggiata.

L’ideale è cercare su un motore di ricerca la marca del proprio dispositivo, il modello e la frase “restore stock ROM”. Questo è forse il punto dolente della procedura automatica, che, per ora, non salva l’immagine esistente del telefono per successivi ripristini.

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