I tre tipi di bugie

Ci sono tre tipi di bugie: le bugie, le dannate bugie e le statistiche.

Questa frase famosa attribuita da Mark TwainBenjamin Disraeli, ma mai riscontrata nei suoi lavori e diventata famosa dopo la sua morte, riassume molto bene la valenza che possono avere alcune statistiche.

Innanzi tutto la statistica è una scienza ex post, nel senso che analizza dei fatti che si sono già verificati; di per sé non fa previsioni deterministiche ex ante. In questo caso la statistica non è assimilabile alla meccanica classica, che riesce a prevedere con ragionevole sicurezza il moto di un corpo noti i dati di partenza e le forze interessate. In buona sostanza, data una moneta equiprobabile, se conoscete i risultati di n lanci non potete prevedere deterministicamente l’esito del lancio n + 1. Per alcuni è un’ovvietà, per altri una bestemmia; uno di questi due insiemi di persone sperpera danaro sui ritardatari: è la tassa sull’ignoranza.

In periodo elettorale siamo sommersi di statistiche e sondaggi che dicono tutto e il contrario di tutto; cercherò di chiarire alcuni aspetti dei sondaggi demoscopici mantenendo un deciso distacco e agnosticismo rispetto alle zuffe elettorali.

Il campione – Ogni indagine demoscopica si basa su un campione della popolazione. La scelta del campione è uno dei punti chiave per l’aderenza della statistica alla realtà. Una ditta di indagini deve bilanciare due fattori uguali e opposti: più il campione è esteso e minore è l’errore, ma all’aumentare del campione aumentano i costi. Per quanto riguarda il sondaggio elettorale il campione deve tenere conto di vari fattori, tra i quali età, stato sociale, luogo di residenza, sesso. Un buon sondaggio dichiara il campione, ovvero dice quante sono state le persone intervistate; ho visto dei sondaggi in merito alle elezioni politiche con un campione di meno di 2.000 persone; alcuni con un minimo di attendibilità (presunta) partono da 10.000 persone. Raccogliere e gestire un buon campione statistico è tutt’altro che facile e ha un certo costo.

Il metodo –  Ci sono diversi metodi per intervistare la gente e i sondaggi seri dichiarano quello o quelli utilizzati nascondendoli dietro sigle un po’ oscure per i non addetti ai lavori. Diverse società demoscopiche possono attribuire connotati leggermente diversi alle varie sigle. Diverse metodologie non implicano solamente diversi costi o diverse strutture organizzative, ma anche una selezione aprioristica del profilo dell’intervistato. Un metodo CAWI difficilmente andrà a pescare degli anziani, per non parlare del SAPI o SASI. Il CATI, molto utilizzato nel passato, sta diventando poco affidabile perché sempre meno famiglie hanno un telefono fisso e la chiamata di un call centre è spesso accettata come un fastidio o un’intrusione.

  • PAPI (Paper And Pencil Interviewing) L’intervista viene effettuata compilando un modulo cartaceo.
  • CAPI (Computer Assisted Personal Interviewing) Simile al PAPI, ma viene compilato un modulo elettronico attraverso un computer/laptop.
  • WAPI (Web Assisted Personal Interviewing) L’intervistato risponde alle domande online e viene assistito, sempre online, durante l’operazione.
  • CASI (Computer Assisted Self Interviewing) L’intervistato si siede davanti ad un computer della società demoscopica e risponde alle domande.
  • CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) L’intervistato utilizza il browser Internet del proprio computer per rispondere alle domande poste dalla pagina di un sito; il software di gestione pone le domande in base al profilo dell’intervistato o alle risposte precedenti.
  • CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) L’intervistatore chiama al telefono l’intervistato; l’intervistatore legge le domande da porre sullo schermo di un computer e scrive le risposte; il software CATI seleziona le domande in base al profilo dell’intervistato o alle risposte precedenti.
  • TAPI (Tablet Assisted Personal Interviewing) Identico al CAPI, solo che viene utilizzato un tablet.
  • TASI (Tablet Assisted Self Interviewing) Identico al CASI, solo che viene utilizzato un tablet.
  • SAPI (Smartphone Assisted Personal Interviewing) Le risposte vengono inserite dall’intervistatore in uno smartphone su cui gira un software apposito.
  • SASI (Smartphone Assisted Self Interviewing) Le risposte vengono inserite dall’intervistato in uno smartphone su cui gira un software apposito.

L’errore – Ogni indagine demoscopica degna di questo nome dovrebbe riportare il margine di errore espresso in punti percentuali. Ad ogni dato del sondaggio bisognerebbe aggiungere e togliere l’errore indicato per ottenere una fascia di oscillazione entro cui è verosimile che si collochi il risultato. Esempio: se il margine di errore è di due punti percentuali due candidati dati al 4,5% (A) e al 5,5% (B) potrebbero benissimo essere invertiti tra loro, ovvero A al cinque e mezzo e B al quattro e mezzo. Analogamente un partito dato al 6,5% con quel margine potrebbe tranquillamente essere al 4,7% o all’8%. Il tutto senza che il sondaggio sia “sbagliato” (anzi, sarebbe corretto al 100%).

Il compenso – In base al codice di autorgolamentazione delle società di indagine demoscopica, gli intervistati non devono ricevere compensi in denaro contante per le interviste. È consentito compensare gli intervistati con buoni acquisto, buoni sconto, regali, gadget o altro. Alcune società non intervistano mai lo stesso individuo sullo stesso argomento prima di sei mesi dall’ultima intervista. In alcuni casi, se il committente lo richiede, la quarantena può arrivare ad un anno.

I sondaggi stanno diventando parte della propaganda elettorale, perciò è bene essere informati sulle metodologie che stanno dietro questo tipo di rilevamento demoscopico.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

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