Fine del supporto di Windows XP

Il supporto di Windows XP cesserà fra un anno.

Dopo l’8 aprile 2014 non ci saranno più aggiornamenti di Windows XP, come oggi non ci sono più aggiornamenti per Windows 2000.

Prima di festeggiare, giova ricordare che da quel giorno eventuali vulnerabilità che verranno scoperte non saranno più corrette. Da quel giorno chi usa ancora Windows XP sarà lasciato a se stesso perché utilizza un software oramai obsoleto. I computer con Windows XP collegati direttamente a Internet saranno un possibile danno per tutti perché potrebbero diventare dei veicoli di attacco contro altri utenti.

C’è un anno di tempo per pianificare la sostituzione dei Windows XP con qualcosa di più nuovo.

Purtroppo molti fornitori di software approfittano di questa necessità per costringere i clienti a pagare cifre importanti per un aggiornamento: c’è un anno di tempo per negoziare l’aggiornamento con il fornitore, facendo ben capire che esiste la concorrenza.

Se Windows XP fa parte di un sistema di produzione che non può essere cambiato, c’è un anno di tempo per valutare come isolare la parte di produzione con un firewall.

Da oggi Siamo Geek visualizza il conto alla rovescia nella colonna dei widget per ricordare quanti giorni rimangono per abbandonare un sistema oramai vecchio. Il conto alla rovescia è cominciato. (via Microsoft Security Blog)

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

9 pensieri riguardo “Fine del supporto di Windows XP”

  1. Ho molti clienti Commercialisti e Consulenti del Lavoro che usano ancora Windows XP. Fortunatamente i fornitori dei loro Software indicano nelle specifiche e nelle note degli aggiornamenti che da aprile 2014 WinXP non sarà più supportato anche da loro.
    Fra questi clienti credo che l’utilizzo di XP sia come minimo intorno al 98%.

    Grosso modo solo il 10 o 20% di questi clienti hanno un hardware recentemente aggiornato per supportare Windows 7 (Windows 8 per molti di questi Software non è ancora certificato e forse lo sarà fra 6 mesi o un anno).

    Sarà cmq una “strage”, specie in tempo di crisi: clienti che NON vorranno aggiornare o che lo faranno solo all’ultimo momento, chi si lamenterà del costo della licenza aggiornamento di Windows, del costo dell’intero PC, della migrazione.

  2. E soprattutto, saranno costretti a fare salti mortali per migrare a windows 7 e non a quell’interfaccia per bambini da 0 a 5 anni che e` windows 8. Ci sara` da ridere e da piangere, e secondo me alla fine si terranno windows XP con una bella stretta sull’uso di internet.

  3. Credo che sarà particamente obbligatorio migrare a windows 8 in quanto è l’ unico che puo’ girare sui computer piu vecchi, mettere vista e 7 farebbe impallare la maggior parte dei pc che montavano xp o che addirittura sono stati aggiornati a xp e montavano sistemi operativi ancora piu datati

  4. Sarà una catastrofe! Ho diversi applicativi per card, lettori et affini che non funzionano in windows 7 oltre a svariati clienti che hanno gestioniali ed applicativi che non girano sotto windows 7 e le “software house” che li producevano sono morte ed, ovviamente, non è possibile esportare i dati verso nuove realtà ( quali ad esempio CRM ).
    Non parliamo di entità grosse quali assicurazioni, agenzie credito et affini che hanno preferito crearsi app che migrare su Windows 7 i loro gestionali

  5. Non siete abbastanza geek: possibile che nessuno suggerisca di passare ad una qualsiasi distro linux?

    Passare al Windows 7 significa in molti casi comprare anche un nuovo computer, più recente e potente. Con linux (Lubuntu, Xubuntu, Peppermint, Linux Mint Mate…) si possono mantenere gli stessi computer, andando persino meglio di come si va con XP…

    1. Siamo geek e sappiamo che i lettori hanno abbastanza testa da decidere in autonomia dopo aver fatto le opportune valutazioni.

      Chi utilizza una piattaforma perché “è bella” o “è migliore” non è geek, ma fanboy.

      Il passaggio ad una piattaforma diversa (sia essa Window7, 8, MacOs, Linux, ChromeOS…) deve essere valutata assieme alle conseguenze tra cui (a titolo di esempio) l’integrazione con il software e l’hardware esistente.

      Facciamo un semplice esempio: azienda con 20 PC, 5 sono XP; l’azienda ha su tutti i PC un sistema gestionale basato su Windows e il soltio set di MS Office. 5 PC passano a Linux. E poi? Dove installano il gestionale? Come gestiscono le differenze (ci sono, le ho verificate da molti clienti) di formattazione dei documenti tra Word e OOo Write? Chi installa le stampanti di rete sotto Linux? E se le stampanti locali USB non hanno il supporto Linux?

      Non facciamo i fanboy a priori, che ce ne sono fin troppi in giro. 😉

      1. Certamente il passaggio ad un nuovo OS, soprattutto in ambito professionale, va ponderato attentamente. Ed infatti non ho detto “passate a linux a tutti i costi” (ed in questo caso avrei accettato l’epiteto di “fanboy a priori”). Semplicemente, mi pare una scelta razionale (soprattutto in termini economici) valutare il passaggio ad un OS gratuito e che può sfruttare al meglio un Hardware “attempato”, senza necessità quindi di fare upgrade, comprare nuovi computer o nuove licenze.

        Da un sito di informazione come il vostro mi sarei aspettato che segnalaste ANCHE questa possibilità. Tutto qui.

    2. Siamo abbastanza geek da capire qual’é lo strumento giusto al momento giusto ed al posto giusto.

      Quando si lavora un cambio di piattaforma deve essere valutato attentamente per non bloccare il tuo lavoro e quello dei tuoi clienti.

Spazio per un commento