T -30y

WordStar 2.26Questo è WordStar 2.26, uno dei più famosi word processor dei primi anni 80 ed era un signor word processor.

Da questa pagina è possibile lanciare un emulatore che esegue WordStar 2.26 sotto un Osborne 1 (se non lo conoscete, cliccate il link).

In quel periodo i computer CP/M avevano ciascuno la propria emulazione terminale, quindi era necessario istruire i programmi sulle sequenze di escape da utilizzare per spostare il cursore, (dis)attivare gli attributi a video, inserire caratteri, eccetera.

WordStar era talmente famoso che moltissime sequenze di tastiera, a partire dal famoso diamante, sono rimaste come standard nei programmi a venire e probabilmente resistono in alcuni editor attuali.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

12 pensieri riguardo “T -30y”

  1. Eh, si, per molti le feature di Wordstar saranno anche sufficienti, ma oramai ci siamo abituati al WYSIWYG.

    Inoltre, se ben ricordo, se volevi lanciare il correttore ortografico (SpellStar) era un programma esterno. E questo e` utile se uno vuol evitare di scrivere Wordsatr invece di Wordstar 😉

  2. Mettiamola così, forse siamo tornati troppo indietro.. Possiamo però assumere che word 97, oppure il suo equivalente wordstar (che conosco poco) V4.0 per esempio, potrebbero essere più che sufficienti per il 90% degli utenti di word processor.

    Nel mio ufficio, anche il 2.26 potrebbe essere sufficiente per quasi tutti, visto che per loro il computer = Excel e Google e Outlook.

    Salumi

    1. E’ ovviamente un’esagerazione comica la mia. Il grosso plus di WordStar 4 rispetto alla 3 (che credo fosse la prima portata sotto MS-DOS) era il supporto elle subdirectory direttamente all’interno della “modalità comandi”
      Dopo la 4 in MicroPro hanno fatto un bordello clamoroso che è rimasto negli annali dell’informatica come uno degli esempi di come si perde una posizione dominante di mercato con delle scelte sbagliate.

      1. Mi pare che questo esempio fosse riportato in un libro (di cui non ricordo il titolo) come uno dei dieci piu` clamorosi esempi di stupidita` nel campo dello sviluppo del software. C’erano 10 capitoli in quel libro, uno era dedicato a netscape (quando decisero di riscrivere tutto da capo, stando fermi per non ricordo quanti anni), uno alla Ashton-Tate ma non ricordo piu` per cosa… comunque era una lettura interessantissima!

    1. Si, proprio lui.

      A proposito dell’Osborne 1, ricordo la storia di un giornalista americano che se ne carico` uno andando in Afghanistan per coprire la guerra che c’era all’epoca (si, una superpotenza con una capacita` militare spropositata aveva occupato l’Afghanistan e ce le stava prendendo dai locali… certe cose non cambiano mai, che si parli di 1839, 1979 o 2001) e mandava gli articoli al giornale via modem, anzi, via accoppiatore acustico da 300 baud, mentre tutti i colleghi usavano carta e penna e poi dettavano a voce gli articoli via telefono. Ah, la tecnologia.

      1. In tema: “Dossier Odissea” (titolo della versione italiana) di Arthur C. Clarke e Peter Hyams.
        Con la trascrizione dei dialoghi che si sono scambiati tra Colombo e la California con due KayPro, modem, WordStar e MITE.
        Se lo trovate su una bancarella, accattatelo al volo.

        1. Se ne trovate due, fatemi un fischio, che la mia copia l’ho prestata a un amico, ignaro del fatto che usasse un buco nero come archivio personale…

  3. 🙂 Ci passo ogni tanto… Ora come ora c’è un tizio che vende una copia mezza scassata a un prezzo assurdo, ma non demordo…

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