Cosmos: A Space-Time Odissey

CosmosIn italiano è Cosmos: Odissea nello spazio, se vi capita l’occasione, guardatelo e non permettete che nessuno vi impedisca di farlo.

Si tratta della nuova versione dell’originale Cosmo di Carl Sagan voluta dalla vedova dell’astrofisico, che aveva co-creato anche la versione degli anni ottanta. La nuova edizione è presentata da un vulcanico Neil deGrasse Tyson, al cui entusiasmo è impossibile resistere. Il linguaggio è assolutamente comprensibile per tutti.

Letteralmente in apertura (a 90 secondi dall’inizio) vengono spiegati i pilastri del sapere scientifico per chiarire dove appoggiano le fondamenta di tutto quello che viene illustrato in seguito.

Da qui si parte per un viaggio dalla Terra ai confini noti dell’universo con un sense of wonder al cui confronto le recenti produzioni hollywoodiane sono delle opere da due soldi. Terminato questo viaggio viene presentata una versione un po’ romanzata (ma onestamente non si poteva fare altrimenti in questo contesto) della vita di Giordano Bruno, con delle riprese realizzate in una Roma assolata e vuota, probabilmente durante lo scorso agosto; l’unico appunto che mi sento di fare è che gli inquisitori assomigliano un po’ troppo a degli islamici, ma gli Americani son fatti così. Da qui si riparte per un altro viaggio, questa volta nel tempo, utilizzando un paragone non nuovo ma molto efficace: la storia dell’universo dal Big Bang ad oggi viene rapportata in scala al calendario di un anno: il Big Bang avviene alle 00:00:00 del primo di gennaio e oggi è il 31 dicembre alle 23:59:59. Questo espediente permette di non perdersi in ordini di grandezza difficilmente maneggiabili dai non addetti ai lavori e di comprendere la scala degli eventi. Nella sigla finale i fan di 2001: odissea nello spazio noteranno una citazione familiare.

In tema di citazioni, che potrebbe anche non esserlo perché è un concetto abbastanza comune, Neil dice che noi siamo fatti di materia stellare; i fan di Babylon 5 noteranno qualcosa di familiare.

La regia è di Brannon Braga, uno degli scrittori che ha lavorato per Star Trek. Le riprese on location di Neil (quindi quelle senza effetti visuali) sono un po’ ovvie: forse anche io le avrei fatte così, ma non sono un regista. Magari la prossima volta sarebbe il caso di sfruttare la professionalità di un regista e non quella di uno scrittore. Un altro nome noto di Star Trek è citato nella mitragliata dei titoli di coda, presentati troppo velocemente per poter essere letti senza un fermo immagine:

Andre Bormanis

André Bormanis è stato il consulente scientifico di alcune produzioni di Star Trek e autore del libro Star Trek Science Logs.

Se avete l’occasione, non perdete questa serie e guardatela in HD sullo schermo 16:9 più grosso che trovate: in italiano verrà trasmesso da National Geographic Channel a partire da domenica 16 marzo.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

4 pensieri riguardo “Cosmos: A Space-Time Odissey”

  1. La frase “The cosmos is also within us, We’re made of star stuff. We are a way for the cosmos to know itself.” era pronunciata anche da Sagan nel primo episodio della serie oriignale. Quindi probabilmente è Babylon 5 che cita Sagan 😀

  2. Ho letto che nei giorni scorsi negli USA hanno replicato la serie originale. Sarebbe bello se lo facessero anche in Italia dato che non la vedo dall’epoca!

    Riguardo agli inquisitori, viste le reazioni delle solite frange di cristiani evangelici americani, sarebbe stato più appropriato che gli inquisitori avessero un accento texano o qualcosa del genere!

    Attendo con impazienza la trasmissione italiana, sperando che Braga non abbia fatto troppi danni! 😛

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