SSD tre anni dopo

Questa mattina ho cambiato il disco di boot del server Linux di casa, un’operazione di mezz’ora circa, tra clonazione e sostituzione hardware.

Sia il vecchio disco sia quello nuovo sono dischi SSD di pari dimensione, 120 Gb.

Il disco vecchio è Intenso (una ditta tedesca che marchia e rivende prodotti OEM), codice articolo 3811430 acquistato presso Nierle il 14/11/2012 al prezzo di 78,99€

Il disco nuovo è un Samsung EVO 850 acquistato da ePrice al prezzo di 66,99€

Il vecchio disco è rimasto acceso e attivo per oltre 1.100 giorni (1.115, secondo i dati SMART), era il disco di boot e di lavoro di un server Linux con interfaccia grafica utilizzata quasi quotidianamente e servizi di condivisione file, SMTP server, IMAP server, MySQL, Apache e altri tool di sviluppo software.

Va detto che il disco non è mai stato pieno oltre il 25%, dato molto importante per uno storage SSD.

Il disco Intenso utilizza come storage 16 chip BIWIN BW29F64G08CFACA pilotati da un controller SandForce SF-2281VB1-SDC. A livello SATA il disco non è molto verboso e si fa riconoscere in questo modo:

 Model Number: INTENSO 
 Serial Number: 123100501113 
 Firmware Revision: 5.0.3

Il numero di serie dichiarato dal firmware non è riportato da nessuna parte sullo chassis o sulla PCB.

SSD IntensoIn conclusione, un disco preso non certo tra i migliori è durato tre anni senza problemi con un carico che potremmo stimare a metà strada tra quello di un desktop e quello di un server.

Non voglio assolutamente dare alcun valore statistico alla mia esperienza, ho sostituito il disco prima di avere brutte sorprese, per quello che posso dire, un disco OEM con chip cinesi del 2012 è durato 3 anni senza colpo ferire.

Autore: Luigi Rosa

Consulente IT, sviluppatore, SysAdmin, cazzaro, e, ovviamente, geek.

2 pensieri riguardo “SSD tre anni dopo”

  1. Aggiungo anche che si tratta di un drive con memoria MLC, con ulteriore buona pace di chi inorridisce e sconsiglia qualsiasi cosa che non sia SLC. 😒

    Sono diversi mesi che vorrei scrivere un post sugli SSD, ma più mi informo e meno riesco a distinguere realtà, ipotesi e fantasie!

    1. C’e’ un problema di scarsita’ di dati affidabili statisticamente significativi perche’ e’ una tecnologia giovane, siamo piu’ o meno allo stesso livello dei CD audio nel 1986, quando erano sul mercato da circa tre anni.

      Il tutto e’ ulteriormente complicato dal fatto che non sappiam o esattamente quali livelli di ottimizzazione ci sono in mezzo tra il comando “save” di un programma e la scrittura effettiva sulle NAND.

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