maLA(V)fede

Qualche giorno fa un mio contatto su Facebook ha fatto un like ad un post, all’interno della pagina della LAV, nel quale si incitavano gli utenti a contattare alcuni senatori, dei quali veniva allegata la foto, affinché votassero contro l’emendamento che estendeva di 5 anni la moratoria per l’utilizzo della sperimentazione animale per le sostanze d’abuso e gli xenotrapianti.

Ma la lettura di questo post e di altri sullo stesso argomento presenti sulla pagina mi ha fatto sorgere alcuni dubbi sulla qualità dell’informazione che questa associazione fornisce sulla vicenda, al punto tale da farmi pensare se la cosa fosse casuale o volontaria… ossia se le imprecisioni e le mancanze fossero il frutto di ignoranza o di malafede.

Ma andiamo per gradi.

Nel primo post la LAV dichiara: “VOGLIONO PROSEGUIRE CON I TEST SUGLI ANIMALI PER FUMO ALCOL E DROGHE”, ma questa frase non è accompagnata da alcuna ulteriore informazione, forse per evitare che qualcuno possa approfondire e scoprire come stanno realmente le cose.

Esiste in Italia il Decreto Legislativo n.26 del 4 Marzo 2014, molto più restrittivo rispetto alla Direttiva Europea 2010/63/EU relativa all’uso degli animali nella ricerca e al loro benessere. Tra le restrizioni (specificate nel comma 2 dell’Articolo 5) è presente quello “per le ricerche sulle sostanze d’abuso“, ma non esiste in tutto il testo di legge alcun riferimento al fumo e tantomeno all’alcol. Viene quindi da chiedersi per quale motivo la LAV abbia voluto includere, inventandoli, questi due termini? Forse perché il fumo e l’alcol, in quanto “vizi umani”, hanno un maggior impatto dal punto di vista emozionale soprattutto se associati alla ricerca e alla sperimentazione su modelli animali, distraendo il lettore dai veri motivi per i quali vengono studiate le sostanze d’abuso e i loro effetti.

Interessante è anche il fatto che in tutti i post della pagina in cui si parla di questa votazione non vi sia alcun riferimento all’altra restrizione presente nello stesso comma, ossia quella relativa alle “ricerche sugli xenotrapianti, definiti (Articolo 3, comma 1, lettera q) come “trapianto di uno o più organi effettuato tra animali di specie diverse”. Anche in questo caso ci si chiede per quale motivo la LAV non citi mai gli xenotrapianti? Forse perché fermare questo tipo di ricerca potrebbe essere mediaticamente dannoso, in quanto, per molti malati questa può essere una soluzione per poter tornare a vivere in modo normale limitando al massimo l’uso di medicinali.

Ma l’informazione incompleta della LAV non si ferma qui, perchè a seguito della votazione della commissione e della susseguente votazione in Senato della proroga (a 3 anni) ha rilasciato un comunicato stampa che, tra altre affermazioni su cui si potrebbero aprire canali di discussione, ne esiste una che è veramente assurda: “basandosi solo su un parere di parte”. Ma per comprendere meglio le motivazioni alla base di questa affermazione, è necessario approfondire maggiormente l’argomento.

Il Decreto Legislativo sopra indicato prevede (Articolo 42, comma 1) che le restrizioni sulle sostanze di abuso e sugli xenotrapianti entrino in vigore il 1° gennaio 2017 e nel comma seguente stabilisce anche che “Al fine di dare attuazione alle disposizioni di cui al comma 1, il Ministero, avvalendosi del Laboratorio del reparto substrati cellulari ed immunologia cellulare dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna […] effettua entro il 30 giugno 2016 un monitoraggio sulla effettiva disponibilità di metodi alternativi.“.
E la cosa ha molto senso: per poter impedire l’uso degli animali per questi due ambiti (sostanze d’abuso e xenotrapianti) è importante valutare la disponibilità dei metodi alternativi per non fermare la ricerca. E questo è perfettamente in linea con la direttiva europea sulla sperimentazione animale e, in particolare, con la regola delle 3R.

Proprio per cercare di mantenere una visione il più obiettiva possibile, la stesura della relazione è stata affidata al “Centro di Referenza Nazionale per i Metodi Alternativi, Benessere e Cura degli Animali da Laboratorio” e ha coperto entrambe le restrizioni e la conclusione è più o meno la stessa, come anche riportato dal Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Emilia Di Biasi nel suo discorso in Senato: a pagina 6 della relazione, parlando di sostanze d’abuso, si legge “Pertanto, alla data odierna la completa sostituzione del modello animale, non è realizzabile in quanto non esistono metodi alternativi in grado di valutare gli effetti comportamentali neurobiologici/psicologici indotti all’assunzione/somministrazione di una sostanza“, mentre a pagina 14, parlando di xenotrapianti, la frase conclusiva è piuttosto perentoria, ossia “Al momento non esistono metodi alternativi a tale tipo di sperimentazione“.

Eppure nonostante questa relazione sia stata redatta seguendo la legge da un ente assolutamente obiettivo e che focalizza la propria attenzione verso l’utilizzo di metodi alternativi, la LAV ha avuto il coraggio di dichiarare nel suo comunicato stampa che il ministro si è basato su un solo parere di parte.
E io faccio molta fatica a non vedere della malafede in questo.

Oltretutto questa legge, essendo più restrittiva della direttiva europea, ha causato la ricezione di una “formal notice”, ossia della richiesta di adeguamento della legislazione, altrimenti si rischia il pagamento di una multa piuttosto salata.

Al di là delle problematiche legate alla multa che riceveremo dall’Europa, questa legge e la proroga a soli 3 anni mettono a rischio la ricerca nel nostro paese in quanto, come ha fatto notare da Pro-Test Italia nel suo comunicato stampa, “I bandi internazionali hanno requisiti precisi, oltre che un respiro pluriennale: difficilmente un Istituto italiano potrà essere selezionato per svolgere un progetto più lungo di tre anni, con il rischio che il lavoro venga sospeso per un ipotetico divieto di legge.

La speranza è che in futuro la politica sia più attenta alle esigenze della ricerca italiana e che non ci si limiti ad ascoltare associazioni che, come abbiamo visto, tendono a disinformare e a raccontare le cose in modo incompleto e… poco obiettivo.

ps: un grande ringraziamento all’amico Giuliano che mi ha fornito l’idea e la relazione.

 

 

 

4 pensieri riguardo “maLA(V)fede”

  1. E’ chiaro che la lav è una organizzazione alquanto truffaldina e falsa, che vive cavalcando l’ignoranza e la credulita’ di gente molto influenzabile. A questi signori bisogna pero’ ricordare che il decreto legislativo n°26 del 4 marzo 2014 è stato varato dal nostro parlamento sotto una forte pressione mediatica perpetrata ad arte da personaggi parlamentari appartenenti a questa organizzazione , quindi quando lo stato italiano dovra’ far fronte alla multa che riceveremo dall’Europa, per il mancato recepimento della Direttiva Europea 2010/63/EU , i cittadini dovranno sapere chi ringraziare.

    1. Vero. Hai ragionissima.
      Ma nonostante sia una cosa che molti sanno, non posso provare la cosa.

      Al contrario è provabile (e l’ho fatto) la malafede della LAV nella comunicazione relativa a questa vicenda. E se disinforma su questo, cosa mi fa pensare che su altre cose non faccia lo stesso?

      K.

  2. Prima vogliono vietare la sperimentazione sugli animali, poi vanno a papparsi carne di vitelli o maialini castrati senza anestesia. A confronto dei mattatoi, i centri di ricerca sono villaggi vacanze, per gli animali.
    Vogliono salvare i topolini da laboratorio e sterminare i ratti urbani.
    LAV, Lanciamo Anatemi Vergognosi.
    I supremi ipocriti.

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